Guarda bene la bollettaRenzi e le bollette.

Renzi si è impegnato ad abbassare le bollette e il Ministero dello Sviluppo Economico spiega come intende intervenire sul settore fotovoltaico. “Spalmatura obbligatoria FV  Gli operatori fotovoltai...

Renzi si è impegnato ad abbassare le bollette e il Ministero dello Sviluppo Economico spiega come intende intervenire sul settore fotovoltaico.

“Spalmatura obbligatoria FV  Gli operatori fotovoltaici – in particolare quelli di grande dimensione (>200 kW) e di natura finanziaria – godono di incentivi superiori sia alle altre fonti  rinnovabili, sia agli altri paesi europei; il 4% degli operatori beneficiano del 60% della spesa annua per incentivi. Si propone di allungare obbligatoriamente il periodo d’incentivazione da 20 a 25 anni, con conseguente riduzione della spesa annua mediamente del 20%, senza riconoscere alcun tasso di interesse; dalla misura è atteso un gettito di 700-900 M€. Beneficiari:PMI”

Non deve sorprendere che il 4% degli operatori incameri il 60% degli incentivi, e che gli operatori di “natura finanziaria” godano.

Sul fotovoltaico hanno marciato in tanti: i grandi produttori nazionali, i green fund e in particolare la criminalità organizzata, che ha investito in terreni e pannelli.

Solo i grandi speculatori potevano utilizzare la leva finanziaria, che accelera il ritorno sul capitale investito, una frazione minima dell’investimento totale, con tanto di agevolazioni fiscali.

Ciò ha snaturato il principio del piccolo investimento privato!

I conti energia trasferiscono risorse pubbliche ai grandi investitori, beneficiari di crediti garantiti dai sontuosi incentivi che, tutti noi, paghiamo con le bollette. Vent’anni fa accadde la stessa cosa con il CIP6: si delegò ai privati la costruzione delle centrali elettriche e ancora oggi i soliti noti ringraziano.

Ora, agli impianti FV di carattere prevalentemente speculativo, e cioè quelli senza autoconsumo e con una potenza maggiore di 200 kW, il Ministero vuole imporre di diluire gli incentivi su un periodo più lungo.

Il principio sarebbe anche corretto, a patto che lo s’implementi equamente.

Equo sarebbe rimodulare i conti energia, in funzione degli anni di esercizio di ogni impianto, senza annientare quelli che sono entrati dopo e che non hanno ancora rimborsato i mutui.

E’ comunque molto probabile che una valanga di ricorsi annienti tutti i benefici che il Ministero, e Renzi, ottimisticamente, si attendono.

Rimando alla riforma Fornero tutti quelli che grideranno alla barbarie della modifica retroattva degli impegni presi.

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