Homo sumPostura, salute e denti: il triangolo spesso sottovalutato nello sport e nel quotidiano

di Francesco Carini - Homo SumI lunghi infortuni nel calcio rappresentano un grosso danno sia a livello individuale (per i singoli professionisti), sia per le società, che, a fronte di investim...

di Francesco CariniHomo Sum

I lunghi infortuni nel calcio rappresentano un grosso danno sia a livello individuale (per i singoli professionisti), sia per le società, che, a fronte di investimenti spesso onerosi, possono trovarsi a doversi sobbarcare stipendi onerosi senza poter usufruire delle prestazioni del giocatore. Se molti stop sono dovuti a scontri di gioco, a un sovraccarico di lavoro atletico o a problematiche di natura organica (solo per elencare alcune cause), sta diventando sempre più importante la prevenzione in campo odontoiatrico.

Il 4 giugno 2013, Leonardo Bonucci scrisse su Twitter: «E ora vediamo se i denti sono a posto…», inserendo come hashtag: «#bite #denti #almenocorrodritto». Anche Cristiano Ronaldo o campioni di altri sport come Tiger Woods e Tony Cairoli (rispettivamente nel golf e nel ciclismo) hanno fatto la stessa scelta. Ma cos’è il bite? Consiste in una placca, normalmente in resina, in grado di riposizionare la mandibola nella sua posizione naturale, evitando spesso l’evolversi di una serie di compensazioni muscolari che possono rivelarsi in generale cause di un peggioramento della qualità di vita e per il proseguo di un’attività agonistica (vedesi il toccante caso del centrocampista dell’Avellino Salvatore Molina, la cui postura cominciò a peggiorare verosimilmente in seguito a complicazioni di natura odontoiatrica, come riportato nel settimanale Sport Week il 18/11/2017).

Come sostenuto da alcuni specialisti della gnatologia (disciplina che si occupa di studiare l’apparato masticatorio in relazione ad altri distretti del corpo) non si tiene in conto una questione determinante: la testa dell’uomo pesa dai 4 ai 6 chilogrammi, esercitando conseguentemente una forte pressione sul sistema neuromuscolare, in particolare se non c’è un bilanciamento fra atlante e mandibola. Partendo da questo punto, si intuisce quanto un corretto meccanismo del distretto cranio cervico mandibolare sia fondamentale per evitare un effetto “a cascata” sull’intero organismo, determinando una postura scorretta. Proprio quest’ultima, nonostante sia soggetta a condizionamenti legati allo stress psico-fisico o a disturbi viscerali, ormonali e di altro tipo, può essere alterata da due tipi di disfunzioni: una ascendente e un’altra discendente.

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