Homo sumIl Coronavirus non è la peste, anche se resta un pericoloso «nemico invisibile». Historia docet

La COVID-19 rappresenta un pericolo per la salute pubblica, ma non è la peste e la si deve combattere razionalmente. Il prof. Giuseppe Restifo illustra alcune analogie e differenze sotto il profilo storico

di Francesco CariniHomo Sum

Considerata una fra le peggiori pandemie dal secondo dopoguerra ad oggi per il mondo occidentale, la COVID-19 (Coronavirus disease-19) sta rappresentando un duro colpo per la vita di milioni di persone, preoccupate per sé e per i propri cari, oltre a comportare limitazioni nella vita quotidiana di tutti i giorni e riportare gravi strascichi sull’economia e sulla politica, quando l’emergenza sarà terminata.

Dai dati che stanno giungendo nelle ultime settimane, le conseguenze sulla salute di chi è sfortunatamente affetto da Coronavirus possono purtroppo essere letali in una percentuale variabile (abbastanza limitata) di pazienti, mentre molti altri possono risultare asintomatici o quasi, manifestando problematiche presenti in normali influenze, ma rappresentando comunque un pericolo per i pazienti a rischio.
Seppur rimanga una situazione delicatissima, dal momento che il SSN, ridotto allo stremo (al quale sono stati tagliati miliardi di euro di fondi nell’ultima decade), non potrà curare tutti coloro i quali presenteranno un quadro clinico complicato, è sempre importante ascoltare e far parlare dal punto di vista tecnico gli esperti, che non sono né i fenomeni da talk show o social con bassi livelli di scolarizzazione, né tuttologi improvvisati (di ambo i sessi e professioni varie) che non hanno alcuna competenza sul tema e passano con nonchalance da un pettegolezzo su parenti e conoscenti a tesi personali su argomenti per i quali ci vogliono anni di studio approfondito.

In un’atmosfera a dir poco surreale, in cui nel panico si può arrivare ad accostare in senso lato la COVID-19 alla peste (che però, ad esempio, nel 1743 solo a Messina fece in poco tempo più di 25.000 morti su una popolazione complessiva di 40.000 abitanti, senza contare l’ecatombe della pandemia del ‘300, con decine di milioni di vittime), il prof. Giuseppe Restifo – già docente di Storia Moderna presso l’Università degli studi di Messina e direttore responsabile di nuovosoldo.it, giornale online di impegno politico, ambientalistico e di vivere civile, ha risposto ad alcune domande, soffermandosi su aspetti e curiosità che risultano interessanti per chiarire a grandi linee, sotto il profilo storico (non medico) e, per certi versi, pratico, differenze e punti in comune fra i due fenomeni, tenendo ovviamente conto dei differenti contesti presi in considerazione.

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