InversamenteDecreto Scuola: perché non apriamo ad agosto?

Agli squilibri decisionali di chi ci governa e stanchi di aspettare risposte su quando e come riaprirà la scuola dei nostri figli, avanziamo proposte squilibrate e pazze idee. Magari così si equilibrerà la bilancia dell'incertezza

Finalmente il Decreto Scuola! Finalmente le risposte alle tante domande che genitori e studenti si stanno ponendo da diversi mesi!

O forse no!?

Qui comunque interessa, anzitutto, l’interrogativo che tiene con il fiato a sospeso tutte le madri (ma anche i padri) d’Italia: Quando ricomincerà la scuola?

Prima ancora del ‘come’, necessita conoscere il ‘quando’

Eravamo rimasti al primo settembre. Appuriamo, però, da una nota del ministero dell’Istruzione che: «Il Decreto Scuola, recentemente convertito in legge, stabilisce che dal primo settembre le scuole potranno riaprire per le attività legate al recupero degli apprendimenti». Per quanto riguarda invece «l’inizio ufficiale delle lezioni, come già specificato nella giornata di ieri», scrive il Ministero, «la decisione dovrà essere presa insieme alle Regioni, a cui sarà proposta la data di lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di tornare alla piena normalità scolastica il prima possibile».

Quindi: si proporrà… con l’obiettivo… il prima possibile…

Spetta, infatti, alle Regioni decidere il calendario scolastico e ogni anno l’avvio è scaglionato. Ma quest’anno non è come gli altri e dalla pandemia abbiamo imparato che cambiare è bene ed è necessario, quando si vuole migliorare.
E poi c’è il problema dell’Election Day, ossia le amministrative, previste per il 20 e il 21 settembre. Dunque da una parte il rischio di aprire le scuole dopo il 23 settembre, dall’altra chiusure in vista dei seggi e quindi un mese di scuola bruciato.

La cittadinanza in prima linea

Agli squilibri mentali della politica per fortuna la cittadinanza reagisce come il comitato Priorità alla scuola oppure con iniziative in rete come Apriti Scuola.
L’8 giugno, ossia l’ultimo giorno di scuola, una rete di associazioni e comitati di genitori ha organizzato a Roma una manifestazione a favore sia della apertura a settembre sia dell’apertura al territorio e alla comunità educante. Francesca Morpurgo, presidente dell’Associazione genitori Falcone Borsellino mi scrive soddisfatta, raccontando di  “una grandissima partecipazione, una bella atmosfera gioiosa e costruttiva. Nonostante fossimo distribuiti in tutto il territorio di Roma – ogni associazione o comitato nei pressi della propria scuola – ci siamo sentiti veramente uniti nel chiedere per i nostri figli una scuola aperta e migliore. Abbiamo tutti avuto l’impressione di star costruendo qualcosa, di gettare un seme per il futuro. Le associazioni genitori nella scuola hanno da sempre un ruolo particolare, molto fattivo e propositivo, e in questa occasione si è percepito quello che alla fine è uno dei nostri intenti principali, il voler costruire comunità attorno alla scuola. Per questo non abbasseremo la guardia, perchè il tipo di scuola che si prospetta per settembre va in direzione esattamente opposta a quelle che sono le nostre idee e le nostre speranze. Non posso dare numeri precisi ma facendo una stima saremo stati  in tutta Roma quasi 6.000. In alcuni casi abbiamo dovuto allontanare le persone che volevano partecipare per timore di eccessivi assembramenti”.

L’unica certezza che abbiamo è l’incertezza

Allora perché a questo punto, dato che a settembre saranno ormai 6 mesi di assenza dalle aule, non anticipare l’apertura ad agosto. Al 17 agosto, per esempio. Implicazioni di ogni tipo ostacolano anche solo la presa in considerazione di questa pazza idea… tuttavia – per concludere con una domanda, dato le risposte si fanno attendere – quanto vale un altro mese di scuola bruciato?

E poi ovviamente c’è il “come” si riaprirà e qui i brividi assalgono come all’entrata delle miniere di Moria.