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Sono passati ormai quasi quattro anni dal mio ultimo incontro con Pier Luigi Vercesi; ci incontrammo al Corriere per parlare del libro che aveva appena pubblicato, un approfondimento storico su Gabriele d’Annunzio.

Sono passati ormai quasi quattro anni dal mio ultimo incontro con Pier Luigi Vercesi; ci incontrammo al Corriere per parlare del libro che aveva appena pubblicato, un approfondimento storico su Gabriele d’Annunzio.

(https://www.claudioscaccianoce.it/2018/01/09/1862/https://www.linkiesta.it/blog/2018/01/o-fiume-o-morte/)

 

Recentemente Vercesi è tornato in libreria con un nuovo saggio storico, “La donna che decise il suo destino – Vita controcorrente di Cristina di Belgioioso”, pubblicato per i tipi di Neri Pozza.

Come già avvenuto con il Vate e soprattutto con la città di Fiume, anche in questo caso Pier Luigi scrive di un personaggio della storia che, per una lunga serie di motivi, mi sta particolarmente a cuore.

Queste poche righe sono la manifestazione della mia stima per l’autore e dell’affetto che nutro per la protagonista.

Pier Luigi Vercesi

Pier Luigi Vercesi è nato nel 1961 vicino a Pavia, a Corteolona, ed è laureato in economia. Ha diretto diversi periodici RCS, è stato il direttore di Sette – Corriere della Sera dal 2012 al 2017 ed è inviato speciale del «Corriere della Sera».

Tra i suoi libri più recenti, La donna che decise il suo destino. Vita controcorrente di Cristina di Belgioioso (Neri Pozza 2021), La notte in cui Mussolini perse la testa (Neri Pozza 2019), Il Naso di Dante (Neri Pozza 2018), Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia (Neri Pozza 2017), Il Marine (Mondadori 2017), Ne ammazza più la penna (Sellerio 2015), Storia del giornalismo americano (Mondadori Università 2005).

È autore di documentari televisivi di storia per De Agostini: La Roma di Nerone, La Germania del Novecento, La Prima guerra mondiale.

Il suo ultimo volume è stato presentato negli ineguagliabili ambienti di Casa Manzoni (per me una seconda casa), la dimora milanese di Alessandro Manzoni che si affaccia su piazza Belgiososo e che guarda all’imponente palazzo dell’omonima famiglia nobiliare milanese.

La protagonista del volume di Vercesi è Cristina Trivulzio di Belgioioso, nata a Milano nel 1808 e deceduta esattamente centocinquant’anni fa sempre all’ombra del Domm.

Animatrice di salotti culturali, giornalista, riformatrice pedagogica, la città di Milano le ha reso omaggio con la posa, nell’omonima piazza, di una statua in bronzo: la prima, nel capoluogo lombardo, dedicata a un personaggio femminile.

Una donna, coraggiosa e ribelle, che si batté sempre per le proprie convinzioni, conquistando il proprio posto nella Storia.


Se queste righe avessero l’ambizione di essere una recensione dovrei quantomeno accennare a qualche passo del libro oppure ricordare qualche momento della vita della bella Cristina.

Pizzicando qualche citazione dal volume di Vercesi, partendo magari dalle origini della sua nobile famiglia per giungere ai trascorsi parigini oppure al contributo che diede Risorgimento italiano. E come potrei non parlare del suo impegno per la classe contadina e per le donne.

Mi dispiace, questa non è una recensione. Questa è solo un’esca, calata con la speranza che chi mi legge provi la tentazione di comprare questo volume.

Sono certo che non ne rimarrete delusi.

La bella Cristina riposa nel cimitero di Locate di Triulzi (Milano)

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