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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Analisi

Il vero Iraq di Obama è la disoccupazione

Non bastasse una situazione internazionale infuocata, il Presidente degli Stati Uniti si trova a fronteggiare una situazione economica interna davvero complicata. A dicembre ha ottenuto il via libera dei Repubblicani ad un allungamento dei sussidi per la disoccupazione, in cambio di esenzioni fiscali fatte da Bush e ora confermate. Il risultato è un deficit aggiuntivo da 900 miliardi, mentre continuano ad esserci 5 disoccupati ogni nuova posizione lavorativa offerta. 

Mario Seminerio*

Guerra in Iraq

Attentati in tutto l’Iraq: 22 morti e 100 feriti

Il paese ancora sconvolto da bombe e attacchi

Il 20 marzo 2003 i primi bombardamenti su Bagdad della “Coalizione dei volenterosi”

Iraq 10 anni dopo, crescono il Pil e i conflitti

«Gli americani hanno vinto la guerra, gli iraniani hanno vinto la pace e i turchi gli affari». 

Davide Vannucci
Analisi

Guerra utile? Se cade la Siria l'Iraq diventa un incubo

Mentre i soldati americani si ritiravano, Barack Obama parlava di un Iraq «sovrano, fiducioso in se stesso e democratico». La realtà è molto diversa. Il governo di unità nazionale non regge: da una parte per via del completamento del ritiro delle truppe americane, dall’altra per il confronto settario nella vicina Siria. La situazione dei due Paesi è speculare: l’Iraq è uno Stato a maggioranza sciita, in cui il potere, all’epoca di Saddam, era in mano ai sunniti. A Damasco, invece, è la minoranza alawita, alleata dell’Iran sciita, a dominare su una popolazione in larga parte sunnita. Se il cambio di regime a Bagdad ha portato gli sciiti al potere, un’eventuale caduta di Assad consegnerebbe il Paese in mano ai rivali sunniti. Una prospettiva che per l'Iraq è un incubo. 

Davide Vannucci

Il generale Petraeus si toglie il peso delle corna, non quello delle morti in Iraq

Con una lettera, inoltrata al presidente Barack Obama giovedì sera e resa nota ieri nel pomeriggio, Il direttore della Cia, David Petraeus, si è dimesso. "Dopo essere stato sposato 37 anni, ho dimostrato un pessima mancanza di ...

BlogAsteco e cielo
Tommaso Lupoli
News

Tra Occidente e Lega Araba, la Libia rischia un altro Iraq

Dietro il conflitto libico esploso nelle ultime ore, si nasconde, in realtà, molto più del sedicente intento occidentale di perseguire la difesa dei diritti umani. In un primo momento Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno espresso la loro disponibilità a partecipare alle operazioni militari contro Gheddafi. Ma dopo i primi bombardamenti, autorizzati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, contro i civili di Tripoli e Cirenaica (sebbene l’intento ufficiale fosse quello di proteggerli), Russia, Cina, Unione Africana e Lega Araba hanno preso le distanze dall’Occidente. La Francia vorrebbe un’altra neo colonia africana, per guadagnare terreno a favore della Cina, sempre più minacciosa nel continente nero (terzo partner commerciale). Il rischio però, per la Libia, è che si trasformi in un altro Iraq o Afghanistan. 

di Antonio M. Morone *

La fine della guerra in Iraq - vignetta di Moise

REALTÀ in satira   Ecco una vignetta molto pregnante di Moise (Paolo Moisello)! Non dimentichiamo che c'è un mondo fuori dall'Italia... Nordafrica, Egitto, Corea del Nord, Iraq, Iran, Israele, la centrale di Fukushima ...

BlogNeverland - Sogni, Giochi, Realtà
Beppe Roncari
Rassegna internazionale

L’America lascia l’Iraq e Chirac viene condannato

Gli Stati Uniti chiudono ufficialmente il capitolo Iraq e l'ex presidente francese Jacques Chirac viene condannato per corruzione. Nel frattempo, continua il declino dell'euro contro il dollaro e perfino i finanzieri scrivono, tramite il Financial Times, che l'Europa deve superare le divisioni e salvarsi. Il Telegraph guarda con diffidenza alla Cina, la cui bolla del credito non deve essere dimenticata. 

Fabrizio Goria

ESCLUSIVO / La Siria e quel “patto col diavolo” con l’Iran: ecco il documento

Il «patto col diavolo» sarebbe stato firmato lo scorso dicembre. È un documento-bomba. Lungo nove pagine, fitte fitte, scritte in arabo e con tanto di tabelle e cifre dettagliate. A siglarlo a Damasco, nel bel mezzo della ...

BlogFalafel Cafè
Leonard Berberi

Nigeria: l'Italia vuole difendere i cristiani

Popolo e governo insieme per difendere i cristiani. Tre elementi che, se considerati congiuntamente, fanno da soli notizia.

BlogLa schiena di Gino
Luca G. Castellin
Analisi

Venezuela e sauditi ai ferri corti, l'Opec alla resa dei conti

L'anno prossimo la domanda di petrolio dovrebbe calare mentre Il Venezuela, forte di nuove scoperte petrolifere, nel luglio di quest’anno è diventato il maggior paese petrolifero al mondo per riserve, sorpassando l’Arabia Saudita. Mentre Iraq e Libia stanno tornando in produzione. La torta si restringe e i membri del cartello iniziano a litigare.

Stefano Casertano
News

I costi della missione in Libia crescono del 400%

Il Parlamento decide oggi sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero. Sono più di 30 e ci costano 754 milioni euro, impiegando 8.500 militari. Cresce l’impegno in Afghanistan, si rafforza la nostra presenza in Iraq, volge al termine la missione ad Haiti. Soprattutto, sta crescendo del 400% il nostro impegno economico a Tripoli. Dopo i discussi incontri Berlusconi-Gheddafi.

Marco Sarti

HOLIDAY IN SYRIA …where people dress in black. Analisi di una profezia fondamentalista

Oggi pubblichiamo un contributo dell'amico Matteo Laurenti, sempre...profetico e sempre su cose medio orientali. Grazie a Matteo!   “It’s time to taste what you most fear
Right Guard will not help you here
Brace ...

BlogGiovine Europa now
Ernesto Gallo e Giovanni Biava

Un Pulitzer e gli effetti collaterali della guerra

Dalla serie "The story of Scott Ostrom" di Craig F. Walker per il The Denver Post   Domenica scorsa leggevo sul New York Times la storia di Ryan Yurchison, reduce suicidatosi nel maggio 2010 con un overdose dopo essere ...

BlogNel mirino
Alessia Glaviano

Dieci anni fa l'inizio della guerra contro Saddam

La battaglia di Baghdad

La notte del 3 aprile l'attacco all'Aeroporto internazionale. Poi la presa della città di Baghdad

A cura di Carlo Manzo e Silvia Favasuli

Franco Pagetti: racconti di un reporter di guerra

Loy Kolay - Afghanistan, 2009 - Photo by Franco Pagetti   Questo sabato 13 ottobre, nel contesto del 3° Festival Fotografico Italiano di Busto Arsizio, inaugura la mostra monografica che ho curato personalmente Franco Pagetti: ...

BlogNel mirino
Alessia Glaviano

La Colonizzazione del Golfo Persico

BlogLeggere il mondo
Gaetano Farina
Opinione

Ma la Primavera Araba è nata l’11 Settembre?

La primavera araba sarebbe fiorita se l’Iraq non fosse stato invaso da Bush e liberato dal regime di Saddam Hussein? È una domanda scomoda e scorretta, ma che vale la pena di farsi, a distanza di dieci anni. Per capire se, in qualche modo, la strategia aggressiva e forse addirittura “criminale” di Bush non abbia gettato semi di rivolta nel mondo arabo.

Analisi

Per Cheney l’autocritica è roba da perdenti

Non un passo indietro. Dick Cheney, ad anni di distanza, pubblica il sua versione degli anni alla Casa Bianca da vicepresidente di George Bush e non c’è traccia di autocritica, né per le armi di distruzione di massa mai trovate in Iraq né per le torture delle forze armate americane, giudicate ancora necessarie.

Angela Vitaliano
Intervista

“Anche con un nuovo governo per l'Iran Israele resta un nemico”

«Anche se in futuro ci saranno dei cambiamenti in Iran, non è detto che i rapporti con Israele miglioreranno» dice a Linkiesta Mojtaba Vahedi, uno dei leader dell'opposizione iraniana. «Non è una presa di posizione contro Israele ma di solidarietà verso i palestinesi» spiega in questa intervista dove parla anche di Siria, degli Usa e della primavera araba. 

Tomaso Greco