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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Inchiesta

Frena il Sistri: il grande progetto per i rifiuti non parte più

Il Sistri, il sistema monumentale messo a punto per tracciare i rifiuti, nonostante tutte le promesse, non funziona. Problemi di ogni tipo, elettronici e di rifornimento. Lo Stato ha deciso di annullare le cose, è cominciato il contenzioso con Selex, la società che aveva ottenuto l’incarico, che ha chiesto la cassa integrazione. Le aziende coinvolte sono 300mila, e i milioni di euro versati 70. In niente.

News

Nella manovra il Governo infila un favore alle ecomafie

Zitta zitta, nel bel mezzo del trambusto sulla crisi, la Lega ottiene la definitiva eliminazione del Sistri, il sistema sulla tracciabilità dei rifiuti voluto da Prodi nel 2007, invano difeso dalla ministra Prestigiacomo eppure mai partito. Un dispositivo informatico adottato in Europa, indispensabile per combattere la criminalità specializzata. In tutti questi anni le aziende hanno pagato e combattuto contro i capricci informatici. Tutto inutile. Calderoli è soddisfatto, gli operatori minacciano una class action, la Procura di Napoli indaga.    

La lotta alle ecomafie fa bene solo ai Guarguaglini

Inchiesta

Indagini e accuse, Mr Rifiuti imbarazza la Prestigiacomo

«È stato fatto presto, è stato fatto bene» aveva detto il ministro Stefania Prestigiacomo parlando della bonifica dell'ex fabbrica chimica Sisas, alle porte di Milano. Peccato che tre mesi dopo sia arrivata l’indagine su quei lavori con il coinvolgimento di Luigi Pelaggi, il suo capo di gabinetto. E che nelle stesse settimane Pelaggi sia stato indagato anche a Napoli per l’affare Sistri. Così, fra inchieste e accuse, sale l'attenzione sul braccio destro del ministro dell'Ambiente.    

Inchiesta

La lotta alle ecomafie fa bene solo ai Guarguaglini

Ideato sotto il governo Prodi – che vi appose il segreto di Stato – è stato rilanciato dal ministro Prestigiacomo come un sistema all’avanguardia in Europa che dovrebbe occultare la tracciabilità dei rifiuti. In realtà il Sistri – così si chiama – assegnato senza gara d’appalto a una società della moglie del presidente di Finmeccanica, non funziona. Da diciotto mesi è arenato in una palude di chiavette usb incompatibili, black box fuori uso, Gps a intermittenza, numeri verdi irraggiungibili. Ma le aziende del settore, circa 280mila, si sono iscritte spendendo dai 500 ai ventimila euro.  

Inchiesta

«Finora ho speso 34mila euro in cambio del nulla»

La testimonianza di Pierluigi Galli, imprenditore milanese del settore rifiuti: «Ho pagato le officine autorizzate, il corso di aggiornamento per i miei dipendenti, presto dovrò farlo anche per gli autisti. Ma il risparmio dov’è? Lo scorso anno riscontrammo anomalie nella trasmissione dati. Chiedemmo lumi al Ministero, ci risposero dopo quindici giorni». 

Inceneritore di Acerra: dopo il danno la beffa.

Oggi, Impregilo ha spiccato il volo a Piazza Affari, guadagnando il 3,07% a 3,294 euro: a far salire il titolo sono i 355,5 milioni di euro ricevuti dalla società, a seguito del trasferimento alla Regione Campania, dell’inceneritore di Acerra.

Questo, senza che nessun membro del Governo si impegnasse a far rispettare la legge, che la obbligava a provvedere allo smaltimento di milioni di eco-balle.
La verità. è che questioni “oscure” avvolgono questa vicenda e, addirittura, alcune condurrebbero ad un accordo tra lo Stato ed il numero uno del clan dei Casalesi Michele Zagaria.

BlogPunto e a Capo
Monica Capo
Inchiesta

Scandalo dopo scandalo, ecco cosa resta di Finmeccanica

Un’azienda controllata al 30% dal Ministero del Tesoro al centro di almeno tre indagini delle Procure: ricchi appalti da Enav per i radar degli aeroporti di Napoli e Palermo, la rete informatica per il monitoraggio dei rifiuti (Sistri) affidata senza gara a Selex, fino al tentativo di creare fondi neri a Singapore con il riciclaggio del denaro della ’ndrangheta. Mentre il titolo in Borsa ha perso il 67% del suo valore negli ultimi sei mesi. 

Gian Luca Brambilla, amministratore delegato di Eagisco, propone lo sciopero fiscale

L'imprenditore: «Niente governo? Non paghiamo le tasse»

Bocconiano e vicepresidente di Confcommercio per Monza e Brianza dice: «Non versiamo l'Iva»

La vergogna del Processo Cassiopea

 

 

Foto Ferdinando Kaiser

 

 

 

BlogPunto e a Capo
Monica Capo
Reportage

Gli artigiani del Nordest: «Lo Stato ci usa per far cassa»

Che tra i piccoli imprenditori di Treviso e l’Agenzia delle Entrate non sia mai corso buon sangue è noto. Ma adesso, in un periodo di crisi, molti di loro si aspettavano forse qualche occhio chiuso. Invece – dicono – siamo diventati come l’autovelox per i comuni: ci usano per riempire le casse. Un esempio? Dopo anni ci richiedono indietro i due settimi delle detrazioni sull’usura gomme, dicendo che non lavoriamo di sabato e domenica. Lo chiamate contrasto all’evasione questo?». E per questa “razza Piave” da sempre considerata in fuga esistenziale dal fisco poco cambia se a «mettere le mani in tasca» è un governo di centrosinistra o la Lega al potere, Roma o Venezia… 
E intanto i dati sull’evasione non tornano mai.

Analisi

Per rilanciare Finmeccanica serve un’operazione verità

La Selex guidata da Martina Grossi ha chiuso il 2010 con 762 milioni di euro di ricavi, ma proprio sui risultati di questi anni, e sulla bontà dei bilanci, pesano i dubbi emersi grazie alle inchieste della magistratura, che hanno portato alle dimissioni del presidente Pierfrancesco Guarguaglini, le cui deleghe sono state affidate dal cda all’attuale a.d. Giuseppe Orsi. È possibile, insomma, che i ricavi veri non siano superiori a quelli del 2005. Al gruppo, tuttavia, non mancano le risorse di ricerca e sviluppo che servono, oggi, per competere e ripartire. Per il futuro, dunque, ciò che serve di più è la trasparenza mancata in questi anni. 

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