Expo, la principessa Borghese non ci mancherà
A questo punto è chiaro a tutti: su Expo non si perda più tempo. Qualora non fossero bastati due anni di conflitti sulle poltrone e i terreni, a togliere ogni dubbio è il segretario generale del Bie Vicente Loscertales, che a margine dell'incontro di oggi a Parigi, con Pisapia e Sala, ha dichiarato: «Sarò a Milano il 22 o 23 per incontrare il sindaco, il presidente Formigoni e la società Expo. Vedremo insieme tutto quello che s’è detto negli ultimi due anni e faremo un po’ di chiarezza». Il segretario ha anche aggiunto di essere “ottimista”, ma «non perdiamo altro tempo». Riguardo alle polemiche di ieri sulle divergenze tra il sindaco e Boeri sui terreni, ha rassicurato di avere un «feeling molto buono» con Pisapia che «ha capito molto bene l'importanza di Expo e assicura un impegno molto forte per fare un grande successo» e che «si parla tanto di orto globale si orto globale no. Ma è una parte di Expo, non il tema. L'orto è un concetto di due anni fa che è stato inserito nel masterplan».
Un segnale di rinnovata concretezza, proprio oggi, è arrivato da Milano. Tra le consulenze è stata tagliata dal libro paga di Expo 2015 la principessa Alessandra Borghese. Per Expo aveva organizzato alcuni eventi. Costo totale: 175 mila euro. Che, in tutta franchezza, non hanno accelerato il faticoso cammino di Expo.
Sul tema Expo, segnaliamo un interessante intervento del nostro blogger Saro Capozzoli.






Commenti
Sapete quale è la vera notizia? Dopo averla letta da voi, sono andata su Google per vedere come veniva data dai giornali la notizia della consulenza disdetta a Alessandra Borghese. Beh, niente...
Anche troppo indulgenti a Linkiesta. L'illustre principessa beneficiava, cortesia del pessimo Lucio Stanca, di un appannaggio di 150 mila euro all'anno per curare "le iniziative culturali e i rapporti istituzionali con il Vaticano" (?!?). Roba da non crederci. Insomma, una specie di sinecura, un incarico inutile tagliato a misura di una persona senza particolari competenze.
Ora non voglio infierire sulla tapina o fare facile antipolitica, ma la vicenda evoca un tema più generale. Il dato veramente preoccupante è che - mai come nella storia recente - questo scorcio di Seconda Repubblica si base su di una classe dirigente la cui unica preoccupazione è quella di passare alla cassa a fine mese.
Sono al soldo i deputati che assicurano al governo la maggioranza; sono al soldo i giornalisti e gli intellettuali che lo supportano nel dibattito pubblico; al soldo anche il fedele alleato. Se questo è il quadro, non penso che si parli abbastanza dei pagatori. Provate a farci un bel reportage.
di principesco ha solo il compenso regalto... meno che la Moratti ha perso.
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