Brexit, dopo un anno i sostenitori del Remain si sono dimezzati

Almeno la metà di chi ha votato Remain è passato dall’altra parte. Preso atto del risultato del voto, hanno deciso di sostenere il governo a strappare il miglior accordo possibile anziché lamentarsi per l’esito del referendum

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Justin TALLIS / AFP

18 Maggio Mag 2017 0843 18 maggio 2017 18 Maggio 2017 - 08:43

A distanza di un anno, le cose in Gran Bretagna sono cambiate. Il Paese, subito dopo il referendum sulla Brexit, appariva spaccato in due (va ricordato: 52% votò Leave, mentre 48% scelse il Remain), adesso la spaccatura è meno grave perché i sostenitori del Remain, a conti fatti, sono sempre di meno. Anzi, si sono proprio dimezzati.

Secondo un sondaggio piuttosto sorprendente condotto da YouGov, almeno la metà dei “remainer” ha deciso di cambiare posizione. Non tanto perché abbiano sposato nuove linee di pensiero, quanto perché, un po’ per rassegnazione e un po’ per orgoglio nazionale, sentono il dovere di sostenere al meglio il governo britannico nel corso delle negoziazioni con l’Europa. Se si deve uscire, insomma, bisogna farlo alle condizioni più vantaggiose possibili.

Questa nuova categoria viene definita “re-leaver”. Il fronte del voto, dopo un anno, sarebbe più frastagliato. Da un lato ci sono gli hard leaver, che sono il 45% degli intervistati e più o meno sono rimasti abbastanza compatti. Poi gli hard remainer, che compongono il 22% di chi aveva votato al referendum. Infine – e questa è la nuova categoria – gli ex remainer, o re-leaver o anche alt-leaver, che costituiscono l 23% della popolazione. Il 9% non sa più cosa dire.

Gli europeisti inglesi, insomma, sono ancora più minoranza. E anche se questo, in un Paese democratico come la Gran Bretagna, non impedisce loro di manifestare il proprio dissenso, di sicuro non li mette al riparo da nomignoli e prese in giro. Alcuni li chiamano remoaner, un mix tra remain e moan (lamentarsi), incapaci, secondo gli avversari, di accettare la realtà dei fatti e conformarsi. Ma è una posizione comunque rispettabile. Del resto, il primo passo per cambiare la realtà è, appunto, non accettarla così come è.

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