La replica di Laura Puppato: «Tacito rinnovo delle assicurazioni rami danni, ecco perché sono favorevole»

Ci scrive la senatrice Pd, autrice dell’emendamento che abolisce il divieto al tacito rinnovo per alcuni aspetti delle polizze assicurative. «Il cliente sarebbe stato costretto a scegliere tra la temporaneità di una copertura e un contratto pluriennale»

Laura Puppato

Laura Puppato (Partito Democratico / Flickr)

(Partito Democratico / Flickr)

26 Giugno Giu 2017 1844 26 giugno 2017 26 Giugno 2017 - 18:44

Pubblichiamo la replica della senatrice Laura Puppato (Pd) all’articolo “Torna il tacito rinnovo per le assicurazioni, dal Parlamento uno schiaffo a famiglie e consumatori”, pubblicato da Linkiesta il 26 giugno.

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Caro direttore,

l’abolizione del tacito rinnovo nelle assicurazioni rami danni non obbligatorie sarebbe stato un regalo alle grandi case assicuratrici e un danno per i cittadini.

L'emendamento approvato mesi fa in commissione industria senato dichiarava l'intento di far ritenere un'ulteriore apertura alla libera concorrenza la scelta di togliere di mezzo il tacito rinnovo nei contratti assicurativi rami danni, cosa vera solo all'apparenza e per chi non mastica di assicurazioni... Proviamo a capire il perché.

I contratti assicurativi privati non sono una tassa, né una estorsione cui il cittadino si sottopone suo malgrado; nel settore rami danni che vede coperture volontarie e non obbligatorie - al contrario di ciò che avviene per l'Rc auto dove sussiste l'obbligatorietà di stipula - il cittadino o l'azienda valutano sul mercato la copertura più idonea alle proprie necessità, oppure stipulano questa garanzia presso la compagnia e/o l'agenzia che ritengono di propria fiducia.

Stiamo discutendo di contratti né obbligatori né preconfezionati, ma di polizze anche molto complesse che riguardano beni primari come la salute, la sicurezza, i propri fabbricati e l'attività imprenditoriale, dunque è chiaro che il contratto riveste un'importanza notevole, consta di clausole e descrizioni, nasce da valutazioni e richieste del cliente accettate dall'agente e dalla compagnia, talvolta anche speciali...

Quale sarebbe in questi casi, il vantaggio per il cliente di ritrovarsi dopo un anno con un contratto che è carta straccia, non più rinnovabile alle medesime condizioni, ma a condizioni peggiorate con franchigie, scoperti o aumenti di premio, solo perché per quel rischio assicurato ha avuto nel corso dell'anno un sinistro o, se si tratta di una malattia o di un infortunio, un aggravamento del rischio che lo rende più costoso o non assicurabile?

Non c'è alcun vantaggio infatti.

Strano a dirsi ma nella condizione uscita dalla modifica fatta approvare con un blitz alla commissione Senato, prima della necessaria correzione alla Camera, quel medesimo cliente che, a parole, si vorrebbe difendere, viene invece costretto a scegliere tra la temporaneità di una copertura e un contratto pluriennale, magari proprio decennale, senza preoccuparsi minimamente per la sua libertà di scelta.

Dunque si dovrebbe considerare come "concorrenziale" che un cliente sia costretto ad un vincolo di così lunga durata - vero cappio al collo che impedisce ogni forma di disdetta- ma ci si preoccupa di liberarlo da una copertura assicurativa con un contratto annuale avente tacito rinnovo.

La cosa è alquanto sospetta, tutto pare fuorché una norma a favore del cliente.

«La verità richiede conoscenza del settore e approfondimento, si vedrà così che la norma che cancella i contratti annuali con tacito rinnovo ha certo degli estimatori... ma non sono i cittadini»

Laura Puppato

Ma l'ulteriore verifica presso i mercati assicurativi Ue - più limpidi e trasparenti nonché di più lunga storia - ci garantiscono ancora di più sulla nostra convinzione, giacché i contratti temporanei, gli annuali con e senza il tacito rinnovo e anche i pluriennali esistono come scelta sempre disponibile per il cittadino-cliente in ogni parte di Europa a partire dalle grandi tradizioni assicurative del nord Europa. Mentre noi in nome di chissà quale principio, non dovremo più permettere queste opportunità, limitandole, e togliendo di mezzo, guarda un po', non i contratti decennali, ma quelli ben più consapevoli e vantaggiosi, disdettabili 30gg prima della scadenza, annuali ma con il vincolo per la compagnia di mantenere la copertura e il rischio alle medesime condizioni della stipula.

Come dire che il diavolo si annida nei particolari.

La verità dunque richiede conoscenza del settore e approfondimento, si vedrà così che la norma che cancella i contratti annuali con tacito rinnovo ha certo degli estimatori... ma non sono i cittadini.

Bensì le grandi compagnie di assicurazione che in un sol colpo tengono sotto scacco gli agenti professionisti - magari plurimandatari grazie alla norma Bersani - per incrementare le vendite on line e preconfezionate, ovvero mettendo il cittadino di fronte a contratti di decine di pagine, ricche di clausole, senza l’intermediazione di una persona di sua fiducia, con il rischio di firmare contratti incomprensibili che, in caso di bisogno, lasciano l'amaro in bocca e nessun ritorno economico al cliente danneggiato.

Non solo, li lasciano pure scoperti dalle garanzie senza preavviso oppure esposti al pagamento di premi più onerosi o di franchigie e scoperti più alti grazie a condizioni che cambiano e di cui il cliente non ha alcuna contezza...Per concludere saremo stati, senza la sacrosanta modifica apportata anche su mia convinzione alla Camera - ultimo passaggio del dl concorrenza - l'unico paese europeo ad eliminare il contratto più garantista per il cliente ma meno favorevole alle imprese di assicurazione ... e avremo avuto pure "l'originalità" di inserirlo nella legge per ampliare la concorrenza....

Sono completamente estranea a favori di corporazione, conosco il settore e so distinguere semplicemente a chi conviene, che cosa...ho anche avanzato perciò la proposta di rescindere dal contratto unilateralmente - ma solo da parte del cliente - o di ridurre drasticamente i tempi di disdetta, se si intende davvero fare il vantaggio del consumatore debole. Ma ciò non è avvenuto perché gli intenti a monte di quel provvedimento erano ben altri. Dunque almeno impediamo le soluzioni peggiorative per i clienti e possiamo ben dire oggi, scampato pericolo!

Laura Puppato

* senatrice Pd

Ps.

( Chi ha voluto vedere, nella mia azione in Parlamento, un tentativo di difendere chissà quali interessi occulti, ha preso un granchio colossale, non conosce la mia storia ne' la mia forza deontologica che mi ha permesso di passare indenne da ogni crisi, in oltre 30 anni di nobile storia assicurativa e di rappresentanza.)

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