Trasportare merci in aereo? Emette CO2 cento volte di più che farlo su grandi navi

A parità di peso trasportato, l’aereo che fa una tratta nazionale ha una quantità di emissioni di CO2 di 94 volte superiore rispetto a quello di una portacontainer dal tonnellaggio superiore alle 8.000 TEU. Per questo lo “shift modale” è la prima mossa per abbattere le emissioni

Trump Truck

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a bordo di un camion durante la visita delle associazioni di camionisti alla Casa Bianca, il 23 marzo 2017

JIM WATSON / AFP

28 Novembre Nov 2017 1540 28 novembre 2017 28 Novembre 2017 - 15:40
Tendenze Online

Complice anche la crisi, l’Italia ha sostanzialmente centrato gli obiettivi di riduzione di emissioni di CO2 fissati dal protocollo di Kyoto. I traguardi che l’Europa si è posta al 2050 sono tuttavia molto più ambiziosi e prevedono una riduzione del 20% nel 2020, del 40% entro il 2030 e dell’80-95% entro il 2050 rispetto ai valori del 1990.

In questa sfida, il trasporto dovrà fare la sua parte, con una quota che è destinata a scendere del 54-67% entro il 2050 rispetto al 1990, nonostante nel 2005 fossero aumentate di ben il 30%. In quest’ottica, le soluzioni previste dalla logistica green sono una guida per gli operatori del settore. Molte soluzioni sono ottenibili semplicemente cambiando lo stile di guida e i percorsi (si veda l’articolo "Le mosse di ogni giorno per rendere la logistica green"), ma un cambio di passo ancora più sostanziale si può ottenere attraverso il cosiddetto shift modale e un cambiamento nell’alimentazione dei veicoli.

Per capire l’importanza dello shift modale basta considerare il seguente grafico.

Fonte: elaborazione GreenRouter su DEFRA Crabon Factors 2017

A parità di peso trasportato, l’aereo che fa una tratta nazionale ha una quantità di emissioni di CO2 di 1,223 KgCO2e /tonne-km, rispetto alle 0,013 di una portacontainer dal tonnellaggio superiore alle 8.000 TEU [Twenty-Foot Equivalent Unit: unità equivalente ad un contenitore da 20 piedi (20')]. A sua volta, una nave di dimensioni maggiori avrà un terzo dei consumi di una da mille TEU. In mezzo si posiziona il treno, mentre il camion ha emissioni quasi quadruple rispetto al treno. La soluzione è quindi quella di trovare il modo di spostare le merci verso le modalità di trasporto meno impattanti dal punto di vista delle emissioni di gas climalteranti. Un esempio è dato dalla rotta tra Rotterdam e alcune destinazioni della regione della Ruhr. Come si vede, i benefici sono notevoli anche se cambiano molto in base all’orografia e alla posizione geografica delle destinazioni.

Fonte: medium and long term perspectives in inland waterway transport in the UE - European Commission 2011

La soluzione è quindi quella di trovare il modo di spostare le merci verso le modalità di trasporto meno impattanti dal punto di vista delle emissioni di gas climalteranti.

Quanto all’alimentazione dei mezzi di trasporto, va detto che i vari programmi europei (da euro 1 a euro 6) hanno limitato soprattutto la produzione di polveri sottili e ben poco le emissioni di CO2. Se l’alimentazione elettrica per ora si adatta a camion da due assi e per uso urbano, molto interessanti sono le performance dei camion alimentati da LNG, gas naturale liquefatto, già molto diffuso in Spagna e di cui l’Unione Europea incentiva l’uso attraverso la creazione di un blue corridor. Tale tecnologia si comincia peraltro ad applicare anche ad alcune navi portacontainer. Tra i carburanti alternativi al diesel, la riduzione di CO2 maggiore (fino a -70%) si potrà ottenere dal biometano, i cui costi sono però ancora elevati. Già oggi è invece disponibile un nuovo tipo di diesel da HVO, che garantisce prestazioni migliori grazie a una quota di combustibile da oli vegetali (soprattutto olio di palma, va detto) e residui di grassi. Alcuni nuovi modelli di camion sono in grado di evitare i tradizionali problemi di efficienza legati a questi materiali.

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Se l’alimentazione elettrica per ora si adatta a camion da due assi e per uso urbano, molto interessanti sono le performance dei camion alimentati da LNG, gas naturale liquefatto, già molto diffuso in Spagna e di cui l’Unione Europea incentiva l’uso attraverso la creazione di un blue corridor. Tra i carburanti alternativi al diesel, la riduzione di CO2 maggiore (fino a -70%) si potrà ottenere anche dal biometano

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