Biotestamento, il Senato accelera, i contrari insorgono: «Guai a chi lo vota»

La legge sul fine vita arriva all’esame di Palazzo Madama, forte del sostegno di Pd e Cinque Stelle. Ma al Senato si salda l’agguerrito fronte contrario alla norma. Non solo il centrodestra. Gandolfini del Family Day promette battaglia: «È eutanasia mascherata, alle elezioni ci ricorderemo di voi»

Franco Origlia/Getty Images)
5 Dicembre Dic 2017 1635 05 dicembre 2017 5 Dicembre 2017 - 16:35

«È una legge dannosa e pericolosa, va assolutamente bloccata. Mi appello ai senatori perché trovino tutti i possibili appigli regolamentari per fermare il provvedimento». Mentre la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama accelera sul fine vita, il leader del Family Day Massimo Gandolfini chiama all’ultima grande battaglia il fronte contrario al biotestamento. Sullo sfondo resta uno dei provvedimenti più attesi, e discussi, della legislatura. Fedeli agli impegni, Partito democratico e Cinque Stelle confermano l’intesa e ottengono la calendarizzazione immediata del testo. Dopo mesi di attesa, in queste ore inizia la discussione generale della norma. Nel frattempo in Parlamento si salda una vasta area pronta alle barricate. Se n’è parlato poco in questi mesi, eppure è un fronte particolarmente agguerrito. Ci sono politici di centrodestra e della maggioranza, medici, esponenti della società civile e del mondo delle associazioni. Il comitato Difendiamo i nostri figli di Gandolfini ha convocato tutti nella sala stampa del Senato. In ballo non c’è alcun testamento biologico, assicurano. Ma il tentativo introdurre nel nostro ordinamento una prima forma di eutanasia. «Un disegno di legge ideologico e antiscientifico - denunciano - Che non favorirà i malati, ma aumenterà la mortalità».

È una battaglia impari, se ne rendono conto. «L’esercito contrario è potente e agguerrito» insiste Gandolfini, che però avverte il mondo della politica. «Alle prossime elezioni - spiega - ci ricorderemo chi ha votato questa legge». La minaccia non è neppure tanto velata. Secondo alcune stime dei presenti, al referendum costituzionale dello scorso anno il Family Day ha portato al fronte del No almeno un 4 per cento dei voti. «Siamo un popolo tutt’altro che insignificante. E chi approverà questa legge non potrà essere votato». Del resto, assicurano, la scelta di accelerare l'esame del provvedimento già risponde ad esigenze politiche. La campagna elettorale è iniziata. Approvando in extremis il testamento biologico, spiegano, Pd e Cinque Stelle stanno cercando di mandare un segnale gradito agli elettori di sinistra. E se è vero che buona parte dell’opinione pubblica è a favore della legge, spesso nel Paese non c’è piena consapevolezza dell’argomento. «Il dibattito - racconta il forzista Maurizio Gasparri - è stato contraddistinto da qualunquismo e superficialità. Vicende drammatiche sono state strumentalizzate per suggestionare le persone».

Mentre il Senato accelera sul testamento biologico, si salda una vasta area pronta alle barricate. Se n’è parlato poco in questi mesi, eppure è un fronte particolarmente agguerrito. Ci sono politici di centrodestra e della maggioranza, medici, esponenti della società civile e del mondo delle associazioni. Il comitato Difendiamo i nostri figli di Gandolfini ha convocato tutti nella sala stampa del Senato. «Alle elezioni - ammonisce - ci ricorderemo chi vota questa legge»

lI fronte politico contrario al biotestamento è ampio. Tra i presenti all’incontro c’è il capogruppo leghista Marco Centinaio e il vicepresidente del Senato Gasparri. «Anche se il Forza Italia ha riconosciuto ai singoli la libertà di coscienza - spiega - alla Camera abbiamo votato contro questo provvedimento». Con loro ci sono i senatori di Idea Gaetano Quagliariello, Carlo Giovanardi ed Eugenia Roccella. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli e il rappresentante di Energie per l’Italia Maurizio Sacconi. Insomma, il centrodestra al completo. Ma non solo. Tra i più agguerriti oppositori al disegno di legge c’è anche il deputato di Democrazia Solidale Gian Luigi Gigli, neurologo, presidente del Movimento per la vita ed esponente della maggioranza.

Intanto il tempo stringe. Già approvato alla Camera dei deputati, il biotestamento attende solo l’ultimo passaggio al Senato. Già in mattinata il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso ha ricevuto i rappresentanti del associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo e Mina Welby, che gli hanno consegnato le oltre 27 mila firme raccolte dopo la vicenda di dj Fabo per l’approvazione senza modifiche della legge. Eppure, ragionano i contrari al ddl, il tema è particolarmente delicato. Di fronte a queste tematiche gli interventi legislativi dovrebbero essere lunghi, meditati e frutto di ampie concertazioni. Tante e circostanziate le critiche alla norma. Le disposizioni anticipate di trattamento (DAT) rappresentano un rischio, insistono. Spesso le persone che le redigono non sono correttamente informate, altre volte cambiano idea nel corso del tempo. Soprattutto, il provvedimento introduce un principio molto diverso: «La legge apre a forme di eutanasia omissiva perfino per quei pazienti stabilizzati che non sono in una fase terminale della malattia». A sentire Gandolfini, l’obiezione di coscienza per il personale medico di fatto è inesistente. Tanto che anche le strutture di carattere religioso saranno tenute ad adeguarsi. «Questo testamento biologico - lamentano ancora - introduce il concetto che idratazione e alimentazione siano terapie come le altre, che la struttura sanitaria deve interrompere immediatamente su richiesta del malato». Il tema è obiettivamente delicato e si presta a forti divisioni. Le accuse, anche politiche, crescono di intensità. «Il Pd - recita una nota del fronte contrario al biotestamento - avalla l’istigazione al suicidio perché sfrutta la debolezza e la sofferenza, invitando sostanzialmente il malato grave a scegliere l’opzione di mettere fine alla propria vita».

Gaetano Quagliariello rovescia la prospettiva. La legislatura sta per finire, perché non usare il poco tempo a disposizione per approvare altri provvedimenti? Ci sono una serie di norme già licenziate dalla Camera e in attesa di via libera. In commissione giustizia attendono, ad esempio, le leggi sulla protezione dei testimoni di giustizia, i reati contro il patrimonio culturale, le norme a tutela degli orfani di crimini domestici

A cavallo tra etica e politica, lo scontro si alza di tono. Durante la legislatura sono già state approvate le norme sul divorzio breve e le unioni civili. Adesso arriva il testamento biologico. «Stanno cercando di stravolgere la nostra società» insiste Centinaio. Gaetano Quagliariello rovescia la prospettiva. La legislatura sta per finire, perché non usare il poco tempo a disposizione per approvare altri provvedimenti? Ci sono una serie di norme già licenziate dalla Camera e in attesa di via libera. Interventi su cui c’è un accordo di massima tra quasi tutte le forze politiche. In commissione giustizia attendono, ad esempio, le leggi sulla protezione dei testimoni di giustizia, i reati contro il patrimonio culturale, le norme a tutela degli orfani di crimini domestici. «Queste dovrebbero avere la precedenza». Niente da fare. In queste ore l’aula del Senato inizierà l’esame sul testamento biologico. Ai contrari, non restano che le barricate. C’è tempo fino a domani pomeriggio per presentare gli emendamenti al testo. Quagliariello assicura: «Faremo un’opposizione durissima».

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