Infografica

Sorpresa: gli italiani lavorano molto più dei tedeschi

A cura di Carlo Manzo e Antonio Vanuzzo

Stando all’Ufficio statistico del Dipartimento del lavoro americano, gli italiani nel 2010 hanno lavorato 359 ore in più dei tedeschi (il 25% in più). Si tratta di dati quantitativi, che non considerano la produttività ma soltanto il monte ore complessivo diviso per il numero totale del personale impiegato. Nondimeno, la Merkel avrà di che strabuzzare gli occhi. Tutti i dati nella nostra infografica.

14 dicembre 2011 - 10:00

Angela Merkel non ci crederebbe mai. Eppure, stando all’Ufficio statistico del Dipartimento del lavoro americano risulta che nel 2010 gli italiani hanno lavorato in media il 25% in più dei tedeschi. Ovvero 359 ore. I numeri, diffusi da The Big Picture, uno dei blog economici più seguiti al mondo – animato dall’economista Barry Riholtz – vanno valutati con attenzione. Si tratta infatti di dati quantitativi, che non considerano la produttività ma soltanto il monte ore complessivo diviso per il numero totale del personale impiegato. Nondimeno, è interessante notare che il monte ore totale, per l’Italia, è di 1.778 ore nel 2010, a fronte delle 1.419 della Germania. Per l’ufficio statistico Usa, inoltre, gli italiani hanno sgobbato per 339 ore in più (ovvero il 23%) rispetto ai francesi.
Dando uno sguardo alle cifre dagli anni ’90 a oggi, comunque, la media annua scende anche per le formiche italiane. Nel 1990 il monte ore era salito a quota 1.867, più di Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna, mentre tra il 2005 e il 2009 si è passati da 1.819 a 1.772. In mezzo, la crisi finanziaria del 2008. Curioso il caso della Francia, che passa da 1.602 ore annue nel 1990 alle attuali 1.439, mentre la Spagna in vent’anni si mantiene costante, dalle 1.602 ore medie di inizio anni ’90 alle attuali 1.590. Nella locomotiva d’Europa, appena caduto il muro di Berlino, si lavorava 1.578 ore l’anno, oggi si è scesi appunto a 1.419. Considerando 20 giorni lavorativi al mese, la media giornaliera italiana è di 7 ore, quella tedesca 5,9. Come detto, le cifre in questione non considerano la produttività, probabilmente maggiore nelle 5,9 ore di Berlino che nelle 7,04 di Roma.

Commenti

Non ho capito se le ore di CIG e CIGS sono incluse nel monte ore che serve per calcolare la produttività.
Grazie e buon 2012 a tutti.

ed infatti, una C sarebbe veramente un voto alto! basta guardare la secondo tavola della prima pagina di questo documento: http://www.bls.gov/fls/intl_gdp_capita_gdp_hour.pdf

Ma dove sarebbe la grande sorpresa? Che in Germania (e in generale nel nord-europa) si inizi a lavorare presto la mattina ma poi alle 15/16 tutti indipendentemente dal livello (magari i dirigenti che iniziano alle 8 tirano fino alle 17) fuggano a casa non è una novità. E' solo in Italia che "l'orario di lavoro non finisce alle 17" e si fanno normalmente orari anche assurdi.
Poi che la qualità del lavoro, e in generale la produttività, sia migliore...è - in parte - un altro discorso (vero).

Che questo non sia un indice di produttività lo sappiamo tutti. Che le ore di straordinario spesso siano compensate da pause e da tempo passato a leggere il giornale o linkiesta,it o noisefromamerika lo sappiamo tutti. Ma poi scendiamo dal piedistallo e leggiamo il commento di nicodico: dove li mettiamo gli operai e gli impiegati di tante piccole aziende che lavorano duramente 10 e più ore al giorno senza grandi pause, senza stare a grattarsi? Non siamo mica tutti studenti del fuffoso master in business administration...

Mi piacerebbe sapere se nel computo delle ore ci sono anche quelle di quel dipendente che si è fatto pagare il pieno di straordinario per spalare la neve in agosto?

queste statistiche elaborate ad mentula canis sarebbe meglio non pubblicarle proprio: sembra un articolo di costume di un tabloid :(

Già, il numero dice poco, anzi pochissimo. Da ex manager il mio "ufficio" Contabilità industriale raccoglieva in continuo dati sulla produttività delle macchine, ogni macchina ha un "equipaggio" per ogni turno di 8 ore. Anche l'equipaggio era attento alla produttività, alla riduzione dei difetti durante il processo di produzione che generano scarti ed abbassano la produttività. Allora il Toyotismo non c'era ancora, MA i miei lo avevano nel sangue. Altro indice condiviso tra tutti erano le "ore di presenza/ore lavorate", e produzione. Ovvero non era sufficiente timbrare il cartellino per "produrre".
Immagino che nelle ore dello studio siano incluse anche quelle del sistema pubblico allargato i dati del caso sono ore di "Presenza", della produttività, del valore aggiunto generato non si sa nulla. Anche MARX sosteneva che una risorsa deve col suo lavoro pagare se stesso e generare un "Plusvalore", la discussione è sulla ripartizione del plusvalore, senza plusvalore qualunque sistema economico non funziona. La nostra BURO-KLEPTO-KRAZIA, non desidera essere misurata in quanto autoreferenziale. Gli operai tedeschi ed in generale del nord Europa, hanno capito da tempo il meccanismo ed il concetto di produttività. Gli stabilimenti che fabbricano automobili, in Germania, hanno tassi di produttività per addetto non paragonabili ai nostri. 8 ore di presenza, 7,20 ore LAVORATE, sul serio con difettosità/non conformità ridicole. Rilavorazioni a fine catena tendenti a zero. ( Le non conformità sono controllate sulle linee di produzione) secondo il modello Toyota. I controllori di qualità volano come falchi dove accadono "Non conformità". I Circoli di qualità funzionano in continuo, i suggerimenti dei circoli sono premiati con soldi. Le maestranze lavorano bene e con metodo perché hanno capito che un difetto è un costo in più.
Idem dicasi per il sistema pubblico. Non ci sono o sono pochi i "Funzionari" nascosti, gli schivazappa, scaldasedie eccetera. I Tedeschi misurano tutto quello che è misurabile. Una pratica tra il pubblico ed il cittadino ha i suoi tempi standard per l'evasione, superati i quali interviene il "controllo qualità". Il sistema è accettato e condiviso con i sindacati IGMetal in testa che conta tra gli associati veri esperti di produzione industriale.
Modello imitabile? Non credo proprio, impossibile da noi, fino a quando il Popolo non capirà che il cosiddetto STATO, siamo noi, e che danneggiare, sfruttare, rubare allo STATO è come rubare in casa a se stessi.
Questi semplici principi sono applicati in tante medio piccole imprese, diffuse sul territorio, al nord come al sud. Quando leggo di imprenditori che sfruttano la manodopera e attingono direttamente dalla busta paga dei lavoratori in imprese anche finanziate dallo "STATO", per loro invoco la Gogna o la messa in berlina a scelta.Probabilmente il Prof. Monti non conosce o ignora di proposito questi fenomeni.
Auguri ai veri "sfruttati" dal sistema, ovvero a tutti i pagatori di tasse e balzelli che lo mantengono. Fino a quando?

Mi pare ovvio che la confutazione fatta da Michele Boldrin sia assolutamente fuori inconsistente.
"Ecco, ogni volta che leggo quante ore in piu' della media (dichiarano di) lavorare gli italiani penso ai miei studenti di MBA ..."
Ma qualcuno crede davvero che il rapporto sia stato fatto basandosi sulle "dichiarazioni" degli italiani?
Ma per l'amor del cielo, quanta supponenza.

E' il modo di lavorare che fa la differenza, bellezza!

E guadagniamo pure meno, pensa che figo...
I dati di questa statistica cambieranno quando i capi di qualsiasi cosa la pianteranno di convocare riunioni alle sette di sera per far vedere quanto sono fighi e quanto lavorano, oltretutto favorendo apertamente la discriminazione di genere (visto che i papà non preparano la pappa al pupo perché stanno in ufficio a fare inutili riunioni serotine, le mamme devono andarsene a casa). Così capita che quando, per esempio, nella grande banca arriva il grande manager tedesco alle riunioni convocate fuori dell'orario di lavoro non ci va e, oooop, come per magia, le riunioni vengono spostate alle dieci del mattino (o alle tre, se qualcuno ha la pressione bassa).

Nel 99,9 % dei casi apprezzo quello che fate.......la mia non era una risposta a Voi ma al "colorito" post del Prof. Boldrin.
Buondì

Appena ti è possibile (se ti è possibile) esci dal tuo ufficietto e vai a farti un giro sulle linee di produzione dove agli operai non è concesso nemmeno di andare al bagno. La realtà non è quella degli uffici lussuosi di Milano ma quella di milioni di fabbriche e fabbrichette dove si lavora 10-12 ore anche per quelli che leggono il gionale e prendono il caffè davanti ai savescreen a tutta birra.

Il dato è noto da tempo ed è pure incompleto perchè si basa su dati ufficiali. In realtà le ore sono molte di più perchè il nero sulle ore di straordinario e lo straordinario non pagato sono la norma. Questo accentua se è possibile il dato negativo della produttività nel nostro paese che soffre da anni della scarsa propensione agli investimenti delle imprese Italiane cronicamente sottocapitalizzate e vessate da un sistema del credito indecente. Aggiungo a beneficio di chi non lo avesse ancora dedotto che il dato dulle ore complessive si riflette anche su quello dei livelli occupativi (non sto qui a spiegarvi il perchè).

Ma se considerando anche la produttività reale poi si scoprisse che lavoriamo più o meno a livello di tutti gli altri, pur compensando minori performance con un numero maggiore di ore? Secondo me è questa la notizia dietro una statistica del genere.
I dati vanno letti e interpretati, ma vanno anche cercate tutte le informazioni che possono dare.
E se accade una cosa come quella che ipotizzo io come minimo qualcuno dovrà scendere dal pulpito o smettere di fare la maestrina...
Poi una parte dell'improduttività mica è dovuta esclusivamente allo essere scansafatiche, molto fanno anche le condizioni di lavoro, l'ergodinamica applicata alla meglio, le infrastrutture inadeguate, la burocrazia.
Se non si parte da condizioni paragonabili sono ovvie le differenze.
Mi stupisce molto che il Professor Boldrin non ne tenga conto con i suoi studenti, spero sia solo una boutade o una semplificazione estrema ;-)

C'e' un altro punto da sottolineare. Non e' che il lavoratore medio italiano lavora di piu', giusto perche' meno persone lavorano in italia che in germania? (e' ovvio che siano meno, perche' la germania e' piu' grande; ma se si va a vedere i tassi di occupazione si vede che in italia pochissima gente lavora con un lavoro retribuito, soprattutto al sud e soprattutto le donne (al sud))

Piu' lavoro per il singolo lavoratore perche' il sistema non permette a tutti di lavorare?

Gentile prof Boldrin, Andrea, Romalerig,
grazie per aver commentato. Il dato qui è nudo e crudo. Presto realizzeremo un’infografica in cui confronteremo i livelli di produttività nei Paesi europei e nel mondo anglosassone.
Continuate a seguirci!

Questi dati non stupiscono per niente, il fatto che le ore lavorate in Italia fossero moltissime rispetto alla media dei paesi Ocse è una costante da anni...
Quello che conta però è la PRODUTTIVITÀ del lavoro, non certo il numero in sé di ore in cui si resta impegnati.

"Ecco, ogni volta che leggo quante ore in piu' della media (dichiarano di) lavorare gli italiani penso ai miei studenti di MBA ..."

Behh........allora siamo in buona compagnia.......!!!!!!!!! Produttività.......questa sconosciuta !!!!!
Inoltre è abbastanza divertente l'immagine del tizio dell' Ufficio statistico del Dipartimento del lavoro americano che contatta il lavoratore medio italiano il quale, essendo notoriamente non "er più figo" ma certamente "er più furbo der bigoncio", rende dichiarazioni gravemente mendaci sul suo orario di lavoro.

Cioe, fatemi capire: secondo questa statistica US e in Canada si lavora meno che in Italia... ma per favore. In US i dipendenti hanno circa 15 giorni di ferie all'anno (quando va bene) e di solito per i primi tre anni ne hanno cinque. Ma non prendiamoci in giro... Questa e' il risultato statistico di persone che passano la giornata a guardare lo screensaver..

"Ecco, ogni volta che leggo quante ore in piu' della media (dichiarano di) lavorare gli italiani penso ai miei studenti di MBA ..."

Beh.allora siamo in buona compagnia......!!!!!!!!!!!

Manca la legenda al grafico in alto a destra con le barre gialle e grue...

Mi son trasferito in Germania ormai 8 anni fa. Il confronto con la qualitá della vita tra tedeschio e italiani é nettamente a favore dei tedeschi. Qui si lavora il giusto perché la produttivitá é altissima. Ho lavorato in Italia e tutti stavan li a vantarsi di quante ore passavan in ufficio: peccato che peró di queste ore tra caffé, chiacchiera col collega, giornale etc etc alla fine si lavorava ben poco...

Gli studenti americani, specialmente di MBA, hanno la pessima abitudine di venire in ufficio a contrattare il voto dopo aver ricevuto i risultati dell'esame. Ti rompono con il mezzo punto qui, il quarto di la', eccetera, nel tentativo di passare da B- a B o da B a B+. Una cosa sia pietosa che odiosa, un mendicare aggressivo e continuo, credetemi.

Bene, negli anni passati a Kellogg GSM ero frequentemente assalito da studenti di MBA che mi tormentavano con i voti. Uno dei refrain piu' usati era quello secondo cui il soggetto aveva "worked so hard, so hard on this exam, I cannot believe I got only C (B-, B, whatever non gli andava bene). I spent more hours on your class, sir, than on all the other together this quarter ..." e via cosi'. La mia risposta, al tempo, consisteva in uno sguardo esterefatto ed in una bocca aperta che chiedeva stupita: davvero, pur lavorando cosi' tanto, sei riuscito a capire cosi' poco? Allora, decisamente, questa materia non fa per te!

Ecco, ogni volta che leggo quante ore in piu' della media (dichiarano di) lavorare gli italiani penso ai miei studenti di MBA ...

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
I commenti di questi sito sono filtrati utilizzando il servizio antispam Mollom. Vedi la Policy della privacy.