Solare, tanti incentivi ma nessuna industria
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legislativo sulle energie rinnovabili. Quello che è chiaro in questa vicenda è che incentivi solari troppo alti non hanno fatto bene a nessuno. Garantire rendite del 25% (dopo i finanziamenti) per 20 anni non ha creato un’industria (importiamo il 98 percento dei pannelli) e ha creato una corsa al fotovoltaico che ha premiato anche i non meritevoli. Le aziende di installazione più brave ed efficienti devono oggi fare i conti con operatori improvvisati, che rovinano il mercato e il rapporto con le banche. Il fotovoltaico inserito a forza nel nostro sistema economico costa molto e non fa benissimo all’economia. In bolletta si fa sentire e si farà sentire sempre di più (è vero che il conto energia costerà 88 miliardi di euro).
Più delle cattive leggi, ciò che fa male al mercato è l’incertezza. Il trattamento che viene attualmente riservato dai legislatori al mercato del fotovoltaico italiano è un esempio drammaticamente negativo in questo senso. Tra dubbi nell’applicazione, minacce di modifica e ritardi nelle emanazioni, le leggi sull’incentivazione del solare stanno facendo perdere la testa agli operatori del settore. L’ultimo esempio è quello che viene offerto in questi giorni in merito all’approvazione di un nuovo decreto legislativo: si penserebbe di fermare gli incentivi al fotovoltaico una volta raggiunti gli 8.000 megawatt. Ciò cambierebbe decisioni precedenti, e sta creando scontento tra le imprese che avevano fatto piani di investimenti e di budget basandosi su altri parametri.
Il mondo del fotovoltaico in Italia beneficia dei maggiori incentivi europei e da molti questo è considerato un bene. Il “conto energia” operativo dal 2006 al 2010 ha avuto il merito di stimolare veramente la nascita del settore nel nostro paese. Quando l’anno scorso era in scadenza, si è aspettato però solo fino a fine luglio per l’approvazione della nuova versione. Congiuntamente, con sette anni di ritardo sono state emanate le “linee guida” che regolano i criteri secondo cui approvare la costruzione degli impianti fotovoltaici.
Il nuovo “conto energia” è meno generoso rispetto al suo predecessore. È stato deciso però di complicare le cose: la legge 129/2010 ha stabilito che se un impianto fotovoltaico fosse stato “completato”, ma non “connesso alla rete elettrica” entro la fine del 2010, avrebbe avuto comunque accesso ai vecchi e più generosi incentivi. Questo ha creato un “boom” degli impianti “completati” nell’ultimo trimestre del 2010.
Per capire la magnitudine del problema, basterà osservare che tutti gli impianti “completati e connessi” nello scorso anno sono stati di 1.850 megawatt, mentre quelli “completati e ancora da allacciare” sarebbero 4.000 megawatt. In generale, se davvero nel 2010 fossero stati costruiti 1.850+4.000 megawatt di impianti, il giro di affari del fotovoltaico italiano sarebbe stato di 22 miliardi di euro, mentre le stime sulla realtà individuano un totale molto più modesto, a 10 miliardi di euro. Adesso si propone con forza tutti il discorso dei limiti totali. L’obiettivo italiano, per soddisfare i criteri europei, è installare 8.000 megawatt di fotovoltaico entro il 2020, incentivati con i vari “conto energia”.
- A fine 2010, il totale fotovoltaico “completato e connesso” era di 2.800 megawatt.
- A questi dovremmo aggiungere i “4.000 megawatt completati e non connessi” dovuti alla legge 129/2010.
- Al netto di truffe e problemi, alla fine potrebbero essere stati 1.600 megawatt, che dovremmo sommare ai 2.800 megawatt di cui sopra.
- In totale, a fine 2010 potrebbero essere stati installati 4.400 megawatt (2.800+1.600).
- Considerando una capacità di creazione di nuovi impianti di circa 1.000 megawatt a trimestre, prima della fine del 2011 potremmo raggiungere la soglia degli 8.000.
Ma si va oltre. Il nuovo conto energia si applica con un criterio di chiara interpretazione, anche se un po’ complesso: vale fino all’incentivazione di un totale di 3.000 megawatt (a partire dall’inizio del 2011) e per tutti gli impianti completati entro 14 mesi dal raggiungimento di questo limite. Facendo un paio di calcoli, potremmo raggiungere una potenza installata di 7.400 megawatt fino alla soglia dei 3.000 (cioè lo stock di 4.400 dei vecchi incentivi, più i 3.000 nuovi), più circa 4.600 megawatt nel “periodo di tolleranza” di 14 mesi (sempre che non riesplodano truffe come per la tolleranza di fine 2010), per un totale di 14.000 megawatt fino a che non scade il nuovo conto energia. Questo totale verrebbe raggiunto verso fine 2012.
Si discute oggi se non imporre comunque un limite a 8.000 megawatt, gettando nell’incertezza gli operatori: non si sa più fino a quando durerà l’attuale struttura di incentivi. Si parla anche di un nuovo decreto, da emettere tra tre mesi, il quale stabilirà che, raggiunta quota 8.000, gli incentivi verranno ridotti.
Il problema è uno solo: si comprende solo ora che incentivi solari troppo alti non hanno fatto bene a nessuno. Garantire rendite del 25% (dopo i finanziamenti) per 20 anni non ha creato un’ industria (importiamo il 98 percento dei pannelli) e ha creato una corsa al fotovoltaico che ha premiato anche i non meritevoli. Le aziende di installazione più brave ed efficienti devono oggi fare i conti con operatori improvvisati, che rovinano il mercato e il rapporto con le banche. Il fotovoltaico inserito a forza nel nostro sistema economico costa molto e non fa benissimo all’economia. In bolletta si fa sentire e si farà sentire sempre di più (è vero che il conto energia costerà 88 miliardi di euro).
Arrivare nel 2012 a 14.000 megawatt di installato è troppo: possiamo raggiungere questo obbiettivo con più calma e pianificazione. Non possiamo però gettare le aziende nell’incertezza, estenuandole a forza di decreti, interpretazioni e dilazioni. È tempo di dimostrare che i tempi eroici del fotovoltaico sono finiti, e che l’Italia è in grado di gestire un sistema industriale diventato ormai grande.
*Docente di economia e politica presso l'Università di Potsdam e Senior Fellow di bigs-potsdam.org, autore di «La guerra del clima - Geopolitica e conflitti nelle energie rinnovabili».
Potrebbe interessarti anche:
-
16 febbraio 2011 - 13:59Inchiesta L’Italia leader in Europa per gli incentivi alle “rinnovabili”






Commenti
ULTIMA CIFRA aggionata RISULTA comunque sempre al rialzo: Rinnovabili, un salasso di 140 miliardi
http://affaritaliani.libero.it/green/rinnovabili_salasso_miliardi050511....
A fronte di cosa?
Il sole vale lo 0,6% del fabbisogno energetico nazionale. Almeno così era nel 2010, stando ai dati del Gse. Forse siamo arrivati allo 0,8 nel 2011
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/sole-sotto-neve/189571/
Pannelli solari, già mille le tonnellate da smaltire
http://www.ilmediterraneo.it/it/ambiente/7176
10 Gennaio 2011 Dall'Europa via libera al cadmio nei pannelli solari
http://www.unitel.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3060:d...
E cosa contengono i verdi "ECOLOGICI"pannelli?
Il cadmio e’ vietato in tutta la comunita’ europea con l’unica eccezione dei pannelli solari (Normativa ROHS) Il cadmio come il mercurio si concentra nella catena alimentare, anche piccole quantità sono estremamente tossiche
Cina, fabbrica di pannelli solari sotto accusa per inquinamento - Virgilio
http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/rinnovabili-inquinament...
..Purtroppo in Italia di recente si son aperte due nuovi stabilimenti che producono pannelli al cadmio, a Taranto e Varese..
http://comitatonazionalecontrofotovoltaicoeolico.wordpress.com/2011/12/1...
NON BASTA...parliamo di diserbanti..
Fotovoltaico killer: morti sospette di animali nei pressi dei campi solari pugliesi.
http://www.greenbiz.it/panorama/italia/4264-fotovoltaico-killer-morti-so...
Infine.. la lotta alle EMISSIONI di CO2?
Si con pannelli fatti con energia da FOSSILI?
LEGGETE:
Il fotovoltaico fa bene alla Cina e al carbone .
http://www.linkiesta.it/il-fotovoltaico-fa-bene-alla-cina-e-al-carbone#i...
Per inciso truffa nella truffa..
Gli aumenti delle temperature medie globali sono statisticamente “IRRILEVANTI”, dal 1995, così come afferma uno dei padri della climatica-bufala Phil Jones preso in castagna dal CLIMATEGATE.
I DATI ERANO CONTRAFFATTI! Basta cercare “CLIMAGATE” per sincerarsene.
“Il dottor Phil Jones (IPCC)ammette: Nessun riscaldamento Globale dal 1995..”
A^I dati di vitale importanza per sostenere il ‘grafico della mazza da hockey’ sono andati PERSI !
B^ Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995
C^ Periodi di riscaldamento globale sono già accaduti in passato – ma non a causa dell’uomo .
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1250872/Climategate-U-turn-Aston...
MEGLIO UN MORTO IN CASA CHE UNO PSEUDO VERDE ALLA PORTA!!
Vedi io la vedo all'opposto rispetto a te.
Io ritengo giusto incentivare solo i piccoli impianti domestici a servizio delle famiglie che non hanno la capacità economica di installare un impianto creando un'enorme rete sui tetti senza rubare terreno agricolo e senza fare speculazione.
Ho installato un impianto FV della capacita di 6/kwp l'ho realizzato con parte della somma avuta come TFR con il pensiero che la mia pensione potrebbe non bastare con il tempo a pagare le bollete. Credo che gli incentivi siano giusti ma necessitano di controlli SERI proprio per evitare quegli abusi di cui si parla. Ritengo di aver contribuito nel mio piccolo a rispettare l'ambiente in quanto l'impianto è posizionato sulla falda del tetto mentre trovo discutibile, per l'aspetto paesaggistico, la realizzazione di grossi impianti su terreni, siano essi agricoli o non, in quanto tali incentivi finirebbero per premiare ancora una volta speculatori. Trovo interessante che produco energia nei momenti in cui vi è maggior richiesta e cioè di giorno diminuendo così, anche se in maniera atomistica, il fabbisogno energetico.
Caro Daniele,
non so chi lei sia, ma se esprime giudizi così negativi nei confronti delle mie opinioni e della mia persona, sarebbe utile motivarle. Sono pronto a modificare le mie cifre (derivate da un lavoro universitario di più ampia portata) se è capace di dimostrare esattamente in quali punti sono sbagliate. Non è una sfida, ma un serio interesse a comprendere di più un settore così discusso. E' in grado di contribuire?
Sui "rapporti stretti con i petrolieri" (seguito da tre inquietanti puntini) la prego di elaborare un po', spiegando anche l'incongruenza del fatto che parte del mio attuale stipendio è pagato da una società tedesca di consulenza nelle rinnovabili, per la quale aiuto fondi tedeschi a investire in Italia. Per dire: avrei tutto, ma davvero tutto l'interesse affinché gli incentivi non solo rimangano così, ma aumentino pure. Se si riferisce all'esperienza del 2009 presso ENI, la prego di spiegare in che modo essa possa influenzare le mie opinioni del 2011 - sudditanza tardiva? affetto industriale?
Per finire, non riesco a capire che cosa gliene può fregare ai petrolieri degli incentivi fotovoltaici.
Cordialmente,
Stefano Casertano
Stefano, hai messo troppe cifre a casaccio, non è serio.
Ti intendi sicuramente più di fonti fossili.
Ma del resto non ci si poteva aspettare una disamina equilibrata del settore delle rinnovabili quando si hanno rapporti stretti con i petrolieri...
Complimenti per la chiarezza con cui si è affrontato l'argomento.
Unico GROSSO NEO, è il non aver parlato del FOTOVOLTAICO su terreni agricoli.Ormai TUTTI anche la Coldiretti sono convinti che il far realizzare impianti di FV su tali terreni, E' SCANDALOSO, gli sproporzionati incetivi hanno fatto si che solo in Lombardia siano stati utilizzati in questi anni, oltre 5.000.000 di mq. di fertili terreni,con il beneplacido anche di associazioni che si definiscono ambientaliste.Gli Aricoltori di Milano Ovest, da tempo denunciano insieme al Comitato Tutela Territorio e Fontanili di Milano, quanto sta avvenendo. Solo ora si cerca di correre ai ripari. Meglio tardi che mai.
certo dipende dai fini degli incentivi, differenziare il mix di domanda energetica già che ci siamo smarcandosi da quelle inquinanti oppure permettere ai cittadini di risparmiare sulla bolletta producendo qualcosina... ma, supponendo che lo scopo sia il primo, ha senso un intervento a pioggia (tra l'altro molto aleatorio come vediamo) come il conto energia che finisce per incentivare di tutto! dai due pannelli piazzati sul tetto della villetta a schiera all'impianto da 100000000000000 megawatt?
non è più razionale (in senso economico) incentivare solo i grandi campi solari? ...come quello inaugurato da poco a rovereto per capirci
p.s. in che senso il conto energia costerà 88 mld?
Beh trovo delle incongruenze. Innanzitutto, perchè collegare il discorso degli incentivi con quello dell'importazione dei pannelli? Gli incenditivi generosi sono serviti e servono a incrementare la domanda, a sviluppare lo sviluppo del settore. Poi se nessuna azienda o industria italiana è riuscita a fiutare l'affare e a sviluppare una filiera completa, che colpa ne ha il cittadino o l'installatore o il progettista che sono i diretti - per ora - beneficiari degli incentivi?
articolo interessante ma titolo scandalistico e orribile.
Invia nuovo commento