Da Chavez a Lugo, la politica mette le mani sulla Coppa America

Da Chavez a Lugo, la politica mette le mani sulla Coppa America

«Gloria al valoroso Paese!!! Rendiamo il tributo supremo ai nostri ragazzi del glorioso Vinotinto!! Viva il Venezuela!! Vivremo e Vinceremo!!». Ha le idee chiare il presidente Hugo Chavez, anche dal suo letto d’ospedale a Cuba dove si sta curando dal cancro. Chavez, “il soldato bolivarista, socialista e anticapitalista” ha affidato ieri più di una speranza al suo profilo Twitter: il Venezuela può vincere per la prima volta la Coppa America.

L’entusiasmo di Chavez ricorda che c’è anche un pezzo di Sudamerica che sogna il titolo e qualcosa di più: Venezuela alla sua prima storica qualificazione, Paraguay, Perù, Uruguay. Ogni Paese rivendica un proprio orgoglio. «Dio sta con il Venezuela» è il parere del difensore venezuelano Gabriel Cichero, che ha segnato il gol vittoria del 2-1 contro il Cile, quello «della patria» come lo ha chiamato Chavez. Le vie del signore sono invece finite per Argentina e Brasile, eliminate insieme dalla fase finale della Coppa America. Persino “l’Osservatore Romano” parla di «crollo dei giganti» e di «psicodramma vivente per Leo Messi», che si porta appresso anche il disastro dei mondiali sudafricani. Drammi anche in Brasile per i 4 rigori falliti, una eliminazione «alla Palermo», scrive beffardamente il quotidiano brasiliano “’O Globò”, ricordando l’impresa del bomber argentino contro la Colombia nel 1993, con tre rigori falliti.

Per Chavez il merito della vittoria del Venezuela è laico, la partita contro il Cile l’ha seguita addirittura con Fidel Castro a L’Avana. La rivoluzione non gode di ottima salute ma pare che il comandante sia stato scaramanticamente decisivo. Sempre su twitter Chavez ha scritto che «Fidel è venuto ed ha portato fortuna alla Vinotinto. Ha esultato al gol e ha pronosticato la vittoria. Vinceremo! Ora va a vedere il secondo tempo da casa sua!!!».

Con toni più solenni il presidente del Paraguay, Fernando Lugo ha salutato i «coraggiosi leoni» della nazionale di Asunción che «ancora una volta si è imposta la grinta guaranì». A scaldare gli animi ci pensa la modella e attrice Larissa Riquelme che per il suo Paraguay si era già «sacrificata come una fidanzata» spogliandosi in Sudafrica, e ora promette di nuovo lo strip in caso di festa. Anche lei su twitter confessa che «si può fare, tutto il Paese tiene per la nazionale». L’entusiasmo per il Paraguay è così forte che la bruna Riquelme ha la sua bionda concorrente, Patricia Orue, dotata di maglietta elasticizzata.

Chissà cosa dirà Chavez delle previsioni dei bookmaker che danno il Venezuela come ultimo tra i favoriti assoluti. l’Uruguay di Tabarez è quotato a 1.80 davanti al Paraguay a 3.25. Per le semifinali invece l’Uruguay è dato a 1.80 contro il 4.80 sulla vittoria del Perù e il 3.40 sul pari. Per Paraguay-Venezuela, per la vittoria del Paraguay è quotata 2.00, Venezuela a 4.20 e pareggio a 3.30.

Comunque vada a finire chi vincerà in Argentina lo farà per il popolo. Dipende però quale idea di popolo. Putroppo in Sudamerica il calcio è ancora una questione di vita o di morte. André Escobar, forte difensore della Colombia di Valderrama, venne ucciso il 2 luglio 1994 in un ristorante del quartiere di Las Palmas (Medellin), a causa di un autogoal che per l’opinione pubblica era costato l’eliminazione della squadra dal mondiale americano e che forse aveva causato un danno enorme agli scommettitori legati al narcotraffico. Quando la Colombia nel 2001 spezzò il monologo in quattro atti del Brasile battendo il Messico con un gol dell’interista Cordoba, ci furono 4 morti nelle strade di Bogotà e cinquanta feriti. E non basterà un topless a fermare le lacrime.

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