Dopo la Spagna, gli indignados marciano sull’Europa

Dopo la Spagna, gli indignados marciano sull’Europa

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La Marcia Popolare Indignata continua il suo cammino. Obiettivo: Bruxelles. Così dopo essersi riunita sabato scorso da ogni parte della Spagna, nel punto Zero di Puerta del Sol dove è iniziata il 15 maggio la lotta degli Indignados di Madrid, la marcia non si ferma e prosegue fino a Bruxelles. Arrivo previsto 8 ottobre, una settimana prima della manifestazione mondiale di tutti gli indignati in programma per il 15 dello stesso mese nella città sede delle istituzioni europee.

Da Madrid sono partiti più o meno in venti, di cui alcuni proseguiranno l’intero cammino e altri si daranno il cambio con coloro che si aggiungeranno alla marcia strada facendo. L’appuntamento per la partenza se lo sono dati anche questa volta a Puerta del Sol, nel punto da cui simbolicamente partono tutte le strade di Spagna e in cui è nato il primo accampamento spagnolo. Zaini in spalla, sacchi e pelo, coperte, viveri, furgoncini di accompagnamento e qualche slogan in più rispetto a qualche giorno fa.

Sullo striscione dietro il quale si schierano i camminanti indignati del Movimento si legge “Marcha popolare fino a Bruxelles” e al bordo ha una mappa disegnata che unisce simbolicamente la sede delle istituzioni europee alla capitale spagnola. Gli slogan si ripetono, ma al plurale, oggi non è più solo un popolo unito che non sarà vinto, ma sono più popoli. Mentre un secondo striscione dice: “Questa non è una crisi, è che non ti amo più”, chiara metafora tra la crisi economica e una crisi sentimentale, il cui senso è lo stesso: la crisi ha portato alla fine della relazione.

Lo striscione che i manifestanti porteranno fino a Bruxelles

Quanto alla decisione di partire, gli indignados confessano in parte di averla già presa prima della riunione di sabato e prima della manifestazione di domenica scorsa, che con i suoi 35 mila partecipanti ha riempito la capitale spagnola svuotata dalle vacanze estive. Come le diverse marce che hanno portato gli indignados del nord, del sud, dell’ovest e dell’est della penisola iberica a Madrid, anche quella che parte oggi con l’obiettivo di arrivare a Bruxelles in tre mesi ha uno scopo ben preciso: sensibilizzare durante il cammino più cittadini possibili perchè si uniscano alla lotta contra il sistema, che come dice uno striscione sull’accampamento di Sol è ora di attualizzare, quasi fosse un sistema informatico.

Forti dell’appoggio a sorpresa ricevuto dal premio Nobel dell’Economia che lunedì si è unito ad una delle assemblee del 15-M nel parco del Retiro di Madrid, gli Indignados hanno già stabilito la rotta nel Primo Forum Sociale 15-M: La prima tappa sarà nel paesino di San Sebastian de los Reyes dove si riuniranno in assemblea per poi passare la prima notte ad Alcobendas. Gli spagnoli non saranno soli, in vista della manifestazione mondiale di ottobre convocata da Democrazia reale, al loro cammino si sommeranno le marce di varie paesi d’Europa. La prima a partire è stata questa mattina la marcia pacifica dell’indignazione da Toulouse. L’11 settembre, invece, partirà quella di Aachen, Germania, che passerà per l’Olanda. Entrambe arriveranno il 17 settembre a Bruxelles per protestare davanti alla sede della Commissione Europea.

Intanto la marcia spagnola con i suoi rappresentanti di ogni regione iberica questo stesso giorno ha in programma di fermarsi a Parigi, in appoggio all’iniziatica Occupy Wall Street, che come spiega la pagina web “Take the square” ha l’obiettivo di combattere la “Gomorra finanziaria d’America” (Wall Street). L’idea è quella di accamparsi a Manhattan con tende, cibo e barricate pacifiche e occupare una parte dell’isola per qualche mese. Per gli spagnoli, invece, che sono partiti da Puerta del Sol mani in alto gridando “queste sono le nostre uniche armi” il cammino fino a Bruxelles sarà un modo in più, spiegano, per raccogliere testimonianze di quello che succede in altri posti, città fino al più piccolo paesino dell’Europa abbattuta dalla crisi. «Senza dimenticarsi – conclude Guillermo da Puerta del Sol- di esportare la coscienza, condividerla con altri paesi d’Europa e reclamare la democrazia diretta dell’Europa».

Intanto ufficialmente su Twitter l’hashtag è passato negli ultimi due mesi da @Acampadasol a portare il nome di tutte le piazze di Spagna e ora gli Indignados partono lasciando aperta la conversazione su #marchabruselas (marciabruxelles)

La marcia è partita da Puerta del Sol, dove è nato il movimento degli indignados