La discarica di Peccioli: un «modello» per la Polverini ma un video racconta un’altra storia

La discarica di Peccioli: un «modello» per la Polverini ma un video racconta un’altra storia

Al Nord le barricate contro la monnezza di Napoli mentre a Peccioli è la benvenuta. Nel cuore della «verde» Toscana (a 40 km da Pisa e 80 da Firenze) la discarica della frazione di Legoli del piccolo Comune di Peccioli è pronta ad accogliere la monnezza campana. Qui infatti arriveranno 5 mila tonnellate di rifiuti napoletani (le altre 5 mila nel comune livornese di Rosignano) ed entro la fine dell’anno si toccherà quota 23mila tonnellate nei due siti. E prima dell’arrivo nelle settimane scorse i due comuni si erano addiritura scoperti rivali nella corsa ai rifiuti campani.

Perche lo smaltimento della spazzatura è (anche) un business: per ogni tonnellata ricevuta, i gestori delle discariche incassano circa 100 euro. Quindi 10mila tonnellate valgono un milione di euro. Un affare per il piccolo comune che è stato portato ad esempio anche dalla presidente della Regione Lazio Renato Polverini per la gestione del ciclo dei rifiuti. C’è infattti un trait d’union tra il progetto che trasferirà nel comune di Fiumicino gran parte dei rifiuti della capitale e la «discarica modello» della cittadina pisana. La Polverini, nel sopralluogo dello scorso 15 luglio, ha dichiarato che «qui non mi sembra di riscontrare quelle anomalie che invece vediamo nelle nostre discariche ed in particolare a Malagrotta. Il modello che abbiamo individuato è quello giusto: un esempio di capacità manageriale efficiente, gestione ambientale certificata, ricadute benefiche per il territorio e i cittadini».

Il Centro di smaltimento rifiuti di Peccioli interessa un’area di circa 25 ettari e gestisce fino a mille tonnellate di rifiuti al giorno per un totale di 300mila tonnellate l’anno provenienti dalle province di Pisa, Firenze, Prato e Massa Carrara. La società che gestisce l’impianto è la Belvedere Spa le cui azioni sono divise tra il comune di Peccioli, che ha il 65%, e il restante 35% è dei cittadini. Il suo ricavo per il 2009 supera 8 milioni di euro. Ma il cosidetto «modello Peccioli» non trova d’accordo le associazioni ambientaliste e i cittadini locali che denunciano da anni i pericoli per la salute che rappresenta la discarica e il rischio sanitario.

«La gestione dei rifiuti è ancora ai primordi – spiega Davide Fabbri del Comitato emergenze ambientali di Legoli – : mentre la Ue viaggia verso il 70% di differenziata, questo obiettivo è ancora lontano per la Provincia di Pisa che ora viaggia solo al 38% mentre la Valdera è intorno al 29%. La presenza di una discarica disencentiva la differenziata e i gestori attuano prezzi di favore per compensazione ai comuni dintorni. Questo sistema non porta a nessuna politica virtuosa». E alla loro preoccupazioni si sono sommate quelle degli abitanti e comitati cittadini di Fiumicino, che spaventati di diventare la nuova Malagrotta hanno fatto sopralluogo a Peccioli. Le preoccupazioni degli abitanti di Fiumicino riguardano soprattutto il modello che la Giunta laziale vuole seguire, con il trattamento dei rifiuti «tale e quale», cioè senza separazione e differenziazione, come imporrebbe l’Unione Europea che ha più volte richiamato e condannato l’Italia per le discariche di rifiuti.

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Ma perche mentre i politici di mezza Italia non vogliono la spazzatura a Peccioli è un affare? La discarica è nata alla fine degli anni ’70 in una zona argillosa, dieci anni dopo è stato sfruttato un finanziamento della Regione Toscana da 4 miliardi di lire per bonificare l’area esistenze e allargarla a 450mila metri cubi con una gestione totalmente comunale. Ampliata più volte ad ogni esaurimento: da 450mila metri cubi è cresciuta fino a quasi 2milioni di metri cubi. L’ultima proroga prevede la chiusura nel 2013. Ma nelle scorse settimane la società Belvedere spa ha chiesto l’autorizzazione per ottenere dalla Provincia di Pisa l’ampliamento dell’impianto (da 1 milione e 900mila metri cubi di rifiuti a 4milioni e 900 mila) e il suo sfruttamento fino al 2028. «Ci candidiamo a essere uno dei pochi impianti che rimarranno in Toscana a supporto di un sistema di recupero e riutilizzo intelligente del rifiuto», ha spiegato Renzo Macelloni, presidente della Belvedere spa ed ex sindaco di Peccioli.

Contrari all’ampliamento i comitati locali: «Le discariche possono liberare sostanze tossiche ed inquinanti, potenzialmente responsabili di gravi danni alla salute — hanno scritto nella petizione inviata alla Provincia — faremo dunque di tutto per bloccare questo tentativo di scavalcare il diritto alla salute di una comunità». E denunciano che la discarica «è carente per lo studio di impatto ambientale» mentre dal punto di vista politico fa molto comodo perchè risolve i problemi dello smaltimento della città toscane dei rifiuti solidi urbani. Nelle prossime settimane la decisione dell’amministrazione provinciale. Rimane un corto circuito per il Comune di Peccioli che non punta su politiche virtuose per la riduzione dei rifiuti, è controllore dell’operato della Belvedere Spa ma contemporaneamente come azionista di maggioranza della società guadagna sulla monnezza che riempie la discarica comunale.


michele.sasso@linkiesta.it