Sindrome Marchionne, anche Cartiere Pigna lascia Confindustria

Sindrome Marchionne, anche Cartiere Pigna lascia Confindustria

L’esempio di Marchionne fa scuola. Una seconda importante azienda del Nord lascia Confindustria. Si tratta delle Cartiere Paolo Pigna spa di Alzano Lombardo (Bergamo). Lo ha annunciato il presidente e amministratore delegato Giorgio Jannone. «Confindustria», ha detto, «deve rappresentare tutti gli iscritti, senza assumere posizioni marcatamente politiche, e senza porre ultimatum al governo, senza avallare candidati politici o annunci a pagamento». Anche la sua scelta di uscire dall’associazione degli industriali sembra però piuttosto politica: «Poiché mi trovo, unico in Italia, a essere nel contempo parlamentare di maggioranza del Pdl e presidente di una grande industria iscritta a Confindustria da oltre un secolo», ha infatti aggiunto, «ritengo che la nostra uscita, dopo quella di Fiat, possa rappresentare un segnale non privo di significato. Credo che tutti conoscano il nostro marchio e che anche la Marcegaglia abbia studiato sui nostri quaderni».

«È stata una decisione d’impulso», ha aggiunto Jannone, «ma dietro ci sono cose che dico e penso da tempo. È vero,  prima di decidere mi sono sentito con alcuni alti dirigenti Fiat che conosco, ma le mie motivazioni sono diverse dalle loro. Io sono in una posizione particolare perché sono un deputato del Pdl, ma assicuro che direi le stesse cose se si trattasse di un governo di centrosinistra».

E per quanto riguarda le critiche di Emma Marcegaglia al governo, le rimanda tutte al mittente:  «Credo che il governo abbia lavorato bene con grandi risultati, e adesso il presidente Berlusconi varerà nuove misure. La verità è una sola: che se si vuole fare politica l’unico modo è usare gli strumenti democratici, candidarsi, cercare il voto dei cittadini e poi andare in Parlamento. Usare gli strumenti associativi è sbagliato».

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