Monti e Passera al governo, Renzi riscopre il fascino del Pd

Monti e Passera al governo, Renzi riscopre il fascino del Pd

Mentre il New York Times inserisce Firenze al sedicesimo posto fra i 45 luoghi del mondo da visitare nel 2012 e descrive Matteo Renzi come il sindaco che ha restituito energia alla città, il treno del “BigBang” riparte. Da una parte Renzi rilancia la giunta comunale di Firenze completando una serie di sostituzioni nella squadra, rendendola un “monocolore” Pd e lanciando un chiaro segnale ai vertici del Partito democratico. E dall’altra parte pone le basi per il think tank “Big Bang”.

Ma dove eravamo rimasti?Alla tre giorni della Leopolda di fine ottobre quando Matteo Renzi lanciò le «100 proposte del wiki-Pd», facendo intendere la sua scalata alla candidatura alle primarie per le elezioni del 2013. In quelle ore era ancora attuale l’alleanza fra Pd-Idv-SeL, quella della cosiddetta “foto di Vasto”, mezzo Pd si schierò contro la kermesse di Renzi e Berlusconi era ancora Presidente del Consiglio.

Nel giro di due settimane, un cambio di scenario radicale. Berlusconi lascia Palazzo Chigi e nasce il governo dei “tecnici” di Mario Monti sostenuto dalla maggioranza “anomala” Pd-Pdl-Terzo Polo. E l’Idv resta all’opposizione: la “foto di Vasto” si ingiallisce. Ergo i vertici del Pd nazionale tornano a dialogare con il Terzo Polo guidato da Pierferdinando Casini.

Matteo Renzi cambia tattica – non ha più così tanta fretta – e dichiara «Continuerò a fare il sindaco, per la leadership del centrosinistra c’è tempo, è abbastanza prematura dedicarsi alla campagna elettorale». D’altronde Passera e Monti gli stanno rubando la scena, dal momento che l’interpretazione moderata del “centro-sinistra” è fatta da loro. Addirittura nei corridoi del Palazzo si sussurra che Passera possa correre come capo di coalizione per le elezioni politiche del 2013.

Tutto questo non ferma né Renzi né il treno del BigBang. Giorgio Gori, applauditissimo durante l’intervento alla Stazione Leopolda a Firenze, «sta creando una mappa dei renziani sparpagliati per l’Italia per portare energie e volti all’associazione nata in via Martelli, dove un tempo c’era il vecchio quartier generale delle primarie fiorentine». Oltre a questo, come ha scritto David Allegranti sul Corriere fiorentino, «c’è un livello di pubbliche relazioni più alto alle quali lavorano alcuni uomini di fiducia del sindaco, tra cui Giuliano da Empoli e Marco Carrai». Da Empoli si è dimesso da assessore alla cultura di Firenze. Suo obiettivo lavorare «nel “think tank” di Renzi, non sotto il profilo organizzativo ma sotto quello dell’elaborazione delle idee».

Il primo appuntamento della Renzi-machine si terrà il prossimo sabato a Palermo, quando Davide Faraone, renziano doc dalla Sicilia, presenterà la sua versione del “BigBang” in vista delle amministrative della primavera prossima. La novità della kermesse palermitana è che non ci sarà il “marchio del BigBang”. Faraone, candidato sindaco nel capoluogo siciliano, a meno di sorprese, difficilmente vincerà le primarie del centro-sinistra, e, stando ai ben informati, «i renziani non vogliono mettere il cappello su un’iniziativa segnata dalla sconfitta». Ma quando le elezioni si avvicineranno, a seconda se il governo Monti arriverà al 2013, i “BigBang” ripartiranno con marchio annesso in tutta Italia.

Nel frattempo Renzi mantiene un profilo basso: «Ha declinato tutti gli inviti a partecipare a trasmissioni televisive, da Porta a Porta a In mezz’ora, e detto no a nuove interviste». E, a seguito delle dimissioni di da Empoli, ha risistemato la giunta di Firenze, tenendo l’interim alla cultura, e affidando la delega all’Ambiente alla democratica Caterina Biti. La giunta sarà adesso un “monocolore” Pd. Il “rottomatore”, chiuso al centro dal “terzismo” di Passera e Monti, si ricolloca all’interno del Pd, dando l’impressione di voler continuare a fare il sindaco. Per ora. Poi, mentre la legislatura nazionale volge al termine scomponendo e ricomponendo schemi e leadership, si vedrà.

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