La seconda vita di Gori, da Canale 5 a “regista” di Renzi a Palermo

La seconda vita di Gori, da Canale 5 a “regista” di Renzi a Palermo

PALERMO – “Ma che ci fa Giorgio Gori a Palermo?”, si domanda un palermitano di mezza età passeggiando per via Libertà. Una signora griffatissima della “Palermo-bene” pare l’abbia visto qualche giorno fa: “Sì, ho visto il marito della Parodi, mi è sembrato lui: è davvero biddu!”.

Ma per quale motivo Giorgio Gori, l’ex direttore di Canale 5, il fondatore della casa di produzione Magnolia, uno degli ideatori del reality L’isola dei famosi, il marito della Parodi (è anche questa una carica, no?), si trova in questi giorni a Palermo? «I motivi principali sono l’amicizia e la stima nei confronti di Davide Faraone, uniti alla volontà di aiutare in ogni modo la sua scommessa», sottolinea il diretto interessato.

In primo luogo Giorgio Gori è stato inviato da Matteo Renzi per curare la campagna elettorale del giovane Faraone. D’altronde da mesi ha lasciato «Magnolia per cercare di fare qualcosa di utile per il Paese», come confessò nel novembre scorso ad Aldo Cazzullo del Corsera. E nel giorno conclusivo della kermesse renziana era stato fin troppo chiaro: «Siamo in una serissima difficoltà, e proprio perché la situazione è questa, credo che sia necessario che ognuno smetta di fare gli affari suoi. Se vogliamo provare a cambiare questo benedetto amato paese è ora che chi può cominciare a darsi da fare ci metta anche la faccia». E poi l’endorsement finale davanti alla “bella Cristina” che lasciava intendere: «Ho deciso di tirare fuori dal baule, come direbbe Parisi, il pronome io. Io ci sono caro Matteo».

Da fine ottobre Gori è della partita, alcuni direbbero è sceso in campo. Altre voci sussurrano che l’ex direttore di Canale 5 si voglia candidare alle amministrative di Bergamo del 2014. Lui ovviamente smentisce: «Ho semplicemente deciso di recarmi presso un circolo del Partito Democratico di Bergamo per diventare tesserato e da qui si sono sviluppate una serie di voci infondate. Ho molto a cuore il destino della mia città e ritengo sia giusto occuparsene, ma non ho intenzione di dedicarmi a un progetto così distante nel tempo».

Nell’attesa fa il consigliere di “Matteo”, gli suggerisce la strategia per restare a galla, per non farsi risucchiare dal sobrio governo Monti. E prima cosa da fare: gli ha ricordato che è importante non sfigurare alla primarie di Palermo.

Così un bel giorno prende il primo volo diretto da Bergamo verso l’aereoporto di Punta Raisi. Il 17 gennaio sbarca per la prima volta nel capoluogo, e l’annuncio manco a dirlo lo fa con un tweet: “A Palermo, al lavoro per #davidefaraone Grande energia, volontari scatenati #PRIMAPALERMO”.

Da un mese è palermitano, lo vedi passeggiare per le vie della città, lavora giorno e notte per la campagna elettorale, e crede che Faraone sia la persona giusta: «Si sveglia presto la mattina. Ascolta, ma sa decidere. Palermo ha una grande occasione». Sabato scorso ha organizzato e diretto la prima vera manifestazione del “rottamatore siculo” del Pd. E per l’occasione è arrivato in Sicilia anche Matteo Renzi.

Domenica l’edizione palermitana di Repubblicascriveva così: “Un maxischermo ha fatto da sfondo a un palco sobrio: alla sinistra degli spettatori una scrivania con tre sedie sulle quali sedevano Renzi, Faraone, e il presentatore. Al centro un bidone di benzina che ha fatto da scranno a tutti gli interventi. A destra della platea, una panchina sulla quale hanno atteso di prendere la parola ventisei persone: studenti emigrati, imprenditori, immigrati, fumettisti, rappresentanti del mondo della cultura e del sociale”. Tutta farina del sacco di Gori, che da dietro le quinte dettava i tempi. E riusciva a coinvolgere anche Maurizio Scaglione, presidente di Sicilia Gruppo editoriale Manzoni, la società che si occupa della raccolta pubblicitaria per Repubblica.

Ad oggi mancano meno di due settimane alle primarie del centrosinistra, ma siamo sicuri che uno come Gori, uno che ha fatto la televisione, uno che occupa le copertine dei giornali, sia a Palermo soltanto perché “amico di Davide Faraone”? 

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