L’ideatore di Volunia: “La presentazione un fail, ma ci riscatteremo”

L'ideatore di Volunia: "La presentazione un fail, ma ci riscatteremo"

Decine di pubblicazioni all’attivo, premi importanti in bacheca e un posto d’onore nella storia dei grandi di internet. Massimo Marchiori, quarantaduenne padovano, è forse il ricercatore italiano più conosciuto al mondo per quanto concerne il campo dell’informatica. Tra le sue creazioni ci sono Hypersearch, l’algoritmo alla base del Pagerank di Google e il linguaggio Xquery, di cui è stato uno dei maggiori contributori. Oltre ad aver insegnato a Venezia e Padova, Marchiori ha lavorato al Mit di Boston, per il W3C, fianco a fianco con un mostro sacro come Tim Berners-Lee, l’ideatore del world wide web.

In un curriculum del genere, un piccolo incidente di percorso ci può stare. Come quello capitato lunedì, durante la presentazione del suo nuovo progetto, Volunia – un motore di ricerca che implementa componenti social e promette modalità di ricerca innovative. Per una volta, la tecnologia gli ha giocato un brutto tiro: per quindici minuti, parsi interminabili, il proiettore che avrebbe dovuto mostrare le slide della presentazione non ha funzionato. Cose che succedono quotidianamente, si dirà. Il fatto, però, è avvenuto in mondovisione, mentre migliaia di persone seguivano la conferenza attraverso lo streaming web. E allora c’è chi non ha perso tempo per ironizzare sull’accaduto.

«Inutile nascondersi: abbiamo fatto una figuraccia. Prima il problema al proiettore e poi, durante il mio intervento, la regia non ha inquadrato le slide che scorrevano, rendendo difficile seguire la presentazione a chi la stava vedendo in streaming. E pensare che tutto era in mano al centro multimediale dell’università… per fortuna, però, ci siamo ripresi alla grande».

Come sono andate le prime ventiquattr’ore di Volunia?
Bene. Anzi, molto bene. Per ora abbiamo aperto i cancelli a 70mila utenti e non abbiamo riscontrato nessun tipo di problema. Non ci sono stati rallentamenti e il sistema ha retto alla grande. Tra qualche giorno raggiungeremo quota 110 mila: se tutto continuerà a funzionare correttamente, entro breve estenderemo l’accesso a chiunque.

Quali saranno gli step successivi?
Come ho anticipato ieri durante la conferenza stampa, Volunia si basa su un sistema espandibile. Oggi il motore indicizza tutti i principali siti del mondo, circa sette milioni. Il nostro obiettivo, però, è quello di mapparne un numero molto più ampio. Per riuscirci, abbiamo bisogno di più macchine e di più dipendenti. In questo senso, stiamo cercando una seconda tranche di finanziamenti per proseguire lo sviluppo del progetto che, ricordo, per ora è in versione beta.

In quanti lavorano a Volunia attualmente?
Me compreso, siamo in dieci. Nel nostro piano di espansione, prevediamo di assumere nei primi mesi altre venti o trenta persone. Poi, se avremo successo, la quantità del personale aumenterà di conseguenza.

Durante la presentazione si è soffermato poco sulle caratteristiche del suo motore di ricerca. Vuole spiegarci un po’ come funziona?
Ho sviluppato la parte del motore insieme ad altri due ricercatori, utilizzando risorse limitatissime. È buona, anche se non ancora eccellente. Il livello qualitativo della ricerca di Volunia potrebbe attestarsi ai livelli di Yahoo! e Bing, per intenderci. Personalmente, ho nel cassetto diverse idee innovative che riguardano la parte semantica delle ricerche, ma per ora abbiamo lavorato più su altri aspetti. Nel prossimo futuro, quando arriveranno i finanziamenti, ci concentreremo anche su questo.

Massimo Marchiori (a destra) con Tim Berners-Lee, l’inventore del web
Per quanto riguarda la parte social di Volunia, invece, qualcuno si è detto preoccupato dalla sicurezza della privacy.
Avendo creato in prima persona lo standard mondiale della privacy sul web, posso assicurare che Volunia non causerà problemi. È tutto customizzabile: l’utente può scegliere se navigare da anonimo o se registrarsi. In questo secondo caso, potrà di volta in volta, e con un semplice clic, decidere se rendersi visibile o invisibile. E, in ogni caso, potrà venire raggiunto solo da chi desidera: da tutti, dagli amici o da nessuno. Vedrete, è tutto molto facile, intuitivo e sicuro.

Ha deciso di sviluppare il progetto interamente in Italia. Ha ricevuto offerte di lavoro dall’estero in questi anni?
Tutte le maggiori compagnie del mondo mi hanno chiesto a più riprese di andare a lavorare per loro. Accettare, però, avrebbe significato avere meno libertà ed assoggettarsi a logiche aziendali spesso poco etiche. Certamente le proposte, economicamente, erano molto interessanti, ma i soldi non sono mai stati la mia priorità.

Molti giovani studiosi italiani fanno la scelta opposta e, con o senza offerte di lavoro in tasca, decidono di lasciare il Paese alla ricerca di fortuna. È una scelta che non condivide?
No, tutt’altro. Li capisco benissimo e fanno bene ad andare all’estero. è importante uscire dal proprio orticello per scoprire nuove mondi e nuove realtà. Capisco ancora di più le fughe di chi lavora nell’IT e nell’industria del web: in questi campi l’Italia offre, al momento, pochissime opportunità.

Volunia è l’eccezione, quindi?
Per ora sì. Ma spero possa servire a cambiare la situazione. Se Volunia avrà successo, potrebbe diventare un fulcro attrattivo per le giovani menti del Paese. Sogno una storia simile a quella della Tom Tom: non tutti sanno che dietro l’azienda regina dei navigatori satellitari non c’è un colosso americano, ma solo una piccola startup olandese che è riuscita a imporsi a livello globale. Cosa impedisce all’Italia di avere una sua Tom Tom? Le competenze le abbiamo, le infrastrutture anche…

I finanziamenti?
In generale i soldi non mancano, manca piuttosto una connessione diretta tra creativi e finanziatori. Spesso chi ha un’idea da proporre non riesce ad entrare in contatto con chi è disposto ad investire. Ecco perché molti progetti non vedono mai la luce.

Apprezza le metafore: lunedì, durante la presentazione, ha paragonato gli utenti del web alle galline. Qualche anno fa, invece, aveva detto che internet sarebbe dovuto assomigliare al Cabernet. Che cosa intendeva con quella frase?
Intendevo dire che internet dev’essere semplice e godibile come un buon bicchiere di vino. Deve dare piacere e soddisfazione, diventando accessibile anche all’utente medio. Deve semplificare la vita, insomma.

E Volunia va in questa direzione?
Senz’altro. La visione dei contenuti web dall’alto, fornita dalle mappe, rende la navigazione più intuitiva, rapida e piacevole. È proprio quello che intendevo: l’utente deve sentirsi a suo agio, ottenendo il massimo da quello che ha. Il tutto, nel modo più veloce possibile.
 

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