Portineria MilanoProve di grande coalizione in Friuli. Ma Tondo (Pdl) non è Monti

Prove di grande coalizione in Friuli. Ma Tondo (Pdl) non è Monti

È durato una manciata di minuti il progetto che una grande coalizione, da Partito Democratico al Popolo della Libertà passando per il Terzo Polo, appoggiasse l’attuale governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo alle regionali del 2013. Il tempo di leggere il settimanale Vita Cattolica della Diocesi di Udine venerdì mattina, con la notizia data a tutta pagina di questo accordo sottobanco tra le varie forze politiche, con tanto di vicepresidente democratico, specchio dell’attuale coalizione che appoggia il governo nazionale di Mario Monti.

Il pidiellino Tondo come Monti nel 2013? A sentire le reazioni politiche friulane, alla vigilia dell’arrivo del segretario democratico Pierluigi Bersani domani a Gorizia, assolutamente no. Perché nel giro di poche ore diversi esponenti pidiellini, come democratici o terzopolisti, hanno iniziato a bollare la boutade come «mera fantapolitica». Ma la questione forse è più seria di quanto si pensi. Appena quattro giorni fa, infatti, nell’ormai noto incontro di villa Gernetto a Macherio, l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incontrato proprio Tondo e gli altri quadri locali del partito per parlare della strategia in vista del 2013. Il Cavaliere sarebbe molto preoccupato della coincidenza tra le elezioni politiche e quelle regionali. Il Pdl sta franando nei consensi e se anche il governatore Roberto Formigoni dovesse lasciare la regione Lombardia, agli azzurri non rimarrebbe neppure la presidenza di un’amministrazione regionale: Veneto e Piemonte sono saldamente in mano ai governatori della Lega Nord Roberto Cota e Luca Zaia.

Per questo motivo Berlusconi non vuole lasciare nulla al caso da queste parti. Lo stesso Tondo, uscendo dall’incontro, ha detto di voler allargare la maggioranza magari alle «liste civiche». Dopo l’articolo di Vita Cattolica, però, la possibilità di una grande coalizione sembra bocciata. Solo una prova? Debora Serracchiani, europarlamentare piddina lo dice nero su bianco: «Sono fuori luogo equivalenze tra lo scenario nazionale e quello regionale anche perchè Tondo è sintesi politica della coalizione di centrodestra e non assomiglia in nulla a Monti. Impensabile affidare il Friuli Venezia Giulia a Tondo per altri 5 anni». E lo stesso Tondo ha cassato l’ipotesi. «Io sono dell’idea che qui gli schieramenti resteranno quelli che sono o poco diversi dagli attuali. Mi pare più un desiderio di chi scrive – ha aggiunto Tondo – e un ragionamento estrapolato da ciò che sta avvenendo a livello nazionale». 

Ma allora perché un settimanale «autorevole», come le definiscono pure in ambienti del Pd, si è imbarcato in una notizia di questo tipo? Vita Cattolica è da sempre molto attento alle questioni del territorio, economica, lavoro e immigrazione. Di politica si è sempre occupato poco, a parte lo scorso anno quando si unì agli altri quotidiani cattolici agli attacchi contro Silvio Berlusconi, in particolare dopo lo scandalo di Ruby Rubacuori. C’è però anche dell’altro che potrebbe essere spia di strani smottamenti nel centrodestra friulano. Quando l’attuale arcivescovo di Milano, il ciellino Angelo Scola se ne andò da Venezia, l’ex patriarca propose come suo successore Andrea Bruno Mazzoccato, attuale arcivescovo proprio di Udine. Ma fu bocciato. Passò la linea della Cei di Angelo Bagnasco, con la nomina di Francesco Moraglia. È un dato forse marginale, ma da non sottovalutare di questi tempi, dato lo scontro in corso in Vatitcano tra le truppe vicine al segretario di Stato Tarcisio Bertone e quelle invece schierate con il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Nel mezzo ci sono i tentativi di Berlusconi di ritrovare un accordo con l’Udc di Pierferdinando Casini, magari in alcuni comuni che andranno al voto a maggio o forse proprio a livello nazionale.

Se esistono quindi strane frizioni a livello cattolico, tra diocesi e politica, allo stesso tempo ne esistono molte dentro il Pdl friulano e nell’alleanza con la Lega Nord. Da mesi vanno avanti scontri interni in tutti i capoluoghi di provincia, da Udine a Gorizia fino a Trieste. Questione che fa il paio con la complessa partita delle alleanze in vista delle prossime amministrative. In Friuli vanno al voto 23 comuni. Uno su tutti è Gorizia, città con più di 35 mila abitanti, governata da Ettore Romoli, ex coordinatore di Forza Italia per il Nord Est. La Lega Nord ha già annunciato con il coordinatore Massimiliano Fedriga che correrà da sola, anche se il 25 marzo a Udine durante il congresso del Pdl l’ospite d’onore sarà Roberto Calderoli, ex ministro leghista. La situazione ha messo in allarme lo stesso Berlusconi, che nemmeno quattro giorni fa ha appunto deciso di convocare gli amministratori locali del friuli per cercare una soluzione all’impasse. Del resto, i risultati delle prossime amministrative saranno un test di prova decisivo per le elezioni del 2013. In Friuli, ma soprattutto a livello nazionale.