YouTube, dove la celebrità si può comprare (con 15 dollari)

YouTube, dove la celebrità si può comprare (con 15 dollari)

Vuoi acquisire celebrità su Youtube e non sai come fare? Semplice, comprala. Sotto forma di visualizzazioni, di commenti e di mi piace. Con poche centinaia di euro i tuoi video spopoleranno nelle classifiche interne del sito e conquisteranno la prima pagina tra i risultati di Google. Indipendentemente dalla loro qualità e dal loro contenuto. Siano essi videoclip musicali, filmati del tuo cane che dorme o riprese di un muro bianco, con qualche click potrai farli diventare video di tendenza.

Il procedimento è ben collaudato. È sufficiente, infatti, rivolgersi ad una delle decine di società online che effettuano il servizio, scegliere la quantità di visualizzazioni richiesta, pagare – cifre abbordabili, per 5000 visite bastano quindici dollari – e attendere. Come per magia, le views cominceranno a crescere al ritmo di mille al giorno. Le società che offrono questo tipo di servizio sono tantissime. Le principali si chiamano Buy Real Youtube Views, Getmoreviews, WorkingYoutubeViews, YTnuke, ma solo con una rapida ricerca su Google ci si rende davvero conto dell’ampiezza del fenomeno.

A comprare le visualizzazioni non sono soltanto gli utenti singoli ma, com’è facile intuire, soprattutto società interessate a promuoversi: agenzie di pubbliche relazioni, case discografiche, aziende di management. Nel gergo tecnico, questo processo viene definito “posizionamento”. In parole povere, si tratta di metodi pubblicitari alternativi che mirano a creare il tam tam mediatico attraverso i social network e le piattaforme di condivisione di contenuti, come Youtube stessa. Un tipo di attività che, nell’epoca del web 2.0, è spesso la chiave per il successo. 

«Noi usiamo spesso questo servizio per promuovere i video musicali dei nostri artisti», conferma Davide, che lavora in un’agenzia di promoting musicale che gestisce band pop emergenti. «Compriamo qualche migliaio di visite, cinquemila, diecimila, a volte cinquantamila. Poi, man mano che il video comincia a diffondersi, il rating e la credibilità dei video salgono. I blogger e le riviste cominciano a parlarne, ne alimentano la diffusione. Alla fine si scatena un passaparola che rende i video virali e il gioco è fatto».

Oltre alle visualizzazioni, le società offrono anche la possibilità di acquistare sottoscrizioni ai canali, mi piace e commenti ad hoc per il video. Tutto fa brodo, nella grande corsa globale all’ultimo click. Anche qui, ci sono soluzioni di acquisto conformate alle esigenze più disparate. Cento finti commenti entusiasti costano 80 dollari. Cinquemila “mi piace” fasulli, 670 dollari. Un pacchetto all-inclusive, invece, può arrivare fino a un prezzo di 900 dollari.

Come vengono generate queste visualizzazioni a comando? Anziché software automatici, questi siti utilizzano migliaia di utenti reali, raggruppati e gestiti in liste da società terze, cui vengono recapitate istruzioni precise su quali video guardare e su che tipo di feedback lasciare (commento, “like”, iscrizione, preferito). Le visualizzazioni vengono spalmate su tempi lunghi, per non insospettire i firewall utilizzati da Youtube, pronti a registrare ogni flusso anomalo di visite. In genere, per 10000 visualizzazioni bisogna aspettare una decina di giorni, mentre per 100000 un tempo non inferiore a due mesi. 

Ci sono poi i casi di account multipli creati apposta per questo tipo di utilizzo. Sono facilmente riconoscibili, perché hanno canali attivi pur non avendo mai caricato nulla, e spesso pubblicano commenti uguali su video molto diversi tra di loro. Guardate, ad esempio, i profili di Naimhassan123, Pankajibsg100 e trinhthiduong. Negli ultimi sette giorni, hanno tutti e tre visitato e votato gli stessi video: Alec Saunders at BlackBerry DevCon Europe 2012, What’s She Got – Mia Bergmann e Sleeping Dogs – Announcement Trailer tra gli altri. E se controllate con attenzione, vedrete che i casi di similitudini sono molti, molti di più. Coincidenze? Più probabilmente, gli account in questione appartengono alla stessa società.

Non è facile accorgersi se un video è contraffatto. Tuttavia, un occhio allenato può notare qualche stranezza. Ad esempio, se sotto al video appaiono pagine intere di commenti come nice video, i like it, The song was very pleasant, the video was creative and new, wow. Just an cool awesome video. I like it, This is a good and creative video. Keep it up… beh, al 99% si tratta di un video pompato artificialmente. Questo risulta ancora più evidente quando, sotto ad un video che non è in lingua inglese, appaiono tanti commenti anglofoni. Eccone un esempio. 

 https://www.youtube.com/embed/eF5Zgi3WLLE/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Una truffa? Secondo le società che erogano il servizio «assolutamente no». Al telefono con un’azienda di Lucca, mi sono finto discografico interessato ad acquistare visualizzazioni per le band dell’etichetta. Ma anche di fronte alle mie titubanze morali, l’impiegato ha voluto rincuorarmi. «Non c’è nulla da temere, mi creda», ha assicurato. «I nostri sono utenti reali, l’incremento è graduale, non è un software che gonfia meccanicamente le visite. Ci sono anche altre case discografiche che da un paio di mesi si sono rivolte a noi per promuovere i loro artisti. Si tratta, se non ricordo male, di cantanti che parteciperanno a Sanremo Giovani».

Le alterazioni dei video di Youtube, com’è facile intuire, sono alterazioni dirette del mercato e, come tali, hanno ricadute immediate a livello economico. Legalmente, ci potrebbero essere gli estremi perché vengano etichettate come “pratiche commerciali scorrette”, cioè come quelle attività «false o idonee a falsare il comportamento economico del consumatore che esse raggiungono, inducendolo a prendere una decisione che non avrebbe altrimenti preso» (D.Lgs. 146/07). Come ad esempio quella di scegliere di vedere un video popolare e ricco di commenti entusiastici anziché un altro. Eppure, la compravendita di visualizzazioni avviene alla luce del sole. Sul proprio sito ufficiale, Increase Youtube Views si vanta di avere già realizzato 213 milioni di visualizzazioni in oltre 17mila video. 

«Di questi fenomeni siamo al corrente da parecchio», spiega Alessio Cimmino di Google Italia. La società statunitense non parla di truffa, ma ammette: «la manipolazione delle views, che cataloghiamo tra le attività cosiddette di “spamming”, viola le linee guida della community». Al momento però non è dato sapere quali siano le contromisure in studio per fronteggiare il problema. «Posso solo dirvi che siamo sempre attivi per contrastare chi imbroglia», assicura Cimmino. «Youtube è una piattaforma democratica e noi vogliamo proteggere i nostri utenti dai raggiri. Del resto, molte persone utilizzano i nostri prodotti proprio per la qualità dei nostri sistemi di sicurezza».

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