Deiulemar: “Pronti a pagare gli obbligazionisti”. I soldi bastano?

Deiulemar: “Pronti a pagare gli obbligazionisti”. I soldi bastano?

«Un primo, piccolo, passo di un percorso lungo e difficile». Le parole dell’avvocato dell’Unione Consumatori Antonio Cardella sintetizzano efficacemente l’impressione generale suscitata nella maggior parte dei rappresentanti degli obbligazionisti Deiulemar dall’ultimo comunicato, rilasciato, la scorsa notte, dal nuovo amministratore delegato della società Roberto Maviglia. Nella nota si comunica che, in merito alla richiesta dell’amministratore unico ai soci fondatori dell’impegno a mettere a disposizione le proprie risorse personali per dare ristoro ai creditori della società, è stata formalizzata una scrittura privata.

In base a tale documento i membri della “prima generazione” delle tre famiglie fondatrici (Della Gatta, Luliano, Lembo) si impegnano «ad apportare alla società un ammontare di beni vari, costituiti da denaro contante, immobili e partecipazioni societarie, il cui valore sarà attestato da perizie, pari complessivamente a 75 milioni di euro e le partecipazioni, detenute da Deiulemar Holding Spa, relative al 100% delle quote societarie di Sakura Hotel Srl e di Progresso e Futuro S.A., che indirettamente detiene una partecipazione nella società proprietaria di Palazzo d’Avalos», uno storico palazzo di Napoli. Inoltre è stato formalizzato l’impegno dei soci «a richiedere ai rappresentanti degli strumenti giuridici cui ne è riconducibile la titolarità (sostanzialmente la “seconda generazione”, nda) di far si che sia apportato alla società il 100% delle quote societarie di Deiulemar Shipping Spa, che, a sua volta, detiene il 100% delle quote societarie di Ledi Shipping Srl (società che detengono la flotta di 16 navi, nda)». In pratica c’è un impegno della prima generazione a mettere mano al portafoglio e un successivo impegno a chiedere anche alla seconda generazione di fare la propria parte. Anche perché proprio le 16 navi in mano alla Deiulemar Shipping e alla Ledi Shipping sono proprio quelle che i creditori vorrebbero come garanzia. 

L’obiettivo, prosegue il testo, è quello di «di assicurare la sopravvivenza della società e della sua operatività, garantendo una rappresentanza dei creditori ammessi negli organi di governo della società stessa». Infine si assume «il presupposto che lo scostamento tra patrimonio complessivo, come implementato per effetto delle suddette operazioni, e debito complessivo della società, quale sarà riconosciuto all’esito (previsto per metà marzo, nda) delle operazioni di censimento in corso sui certificati obbligazionari in circolazione, richieda la presentazione di un piano di concordato preventivo».

Espresso apprezzamento per il gesto, tuttavia, i legali degli obbligazionisti hanno manifestato perplessità: «Dalla scrittura non si evince quanto sia il contante messo sul piatto né quali siano la natura e il valore degli immobili e delle partecipazioni né se questi ultimi siano gravati da qualche condizione. Non si comprende poi se la società che dovrebbe ricevere l’apporto sia la Deiulemar di Navigazione Spa o altra di nuova costituzione e, mentre si sperava nella disponibilità di tutta la Holding Deiulemar, le famiglie hanno offerto solo il Sakura e la Progresso e Futuro, i cui beni, data la crisi del mercato immobiliare, rischiano di essersi svalutati rispetto al momento della loro acquisizione» spiega Pino Colapietro (Comitato degli Obbligazionisti della Deiulemar).

«Ancor più importante, per quanto vi sia un impegno al riguardo, la Shipping e la Ledi non sono fra i beni messi a disposizione: senza di esse, anche ammesso che fra contanti e immobili si arrivi ad un patrimonio di 100-120 milioni di euro, restiamo ben lontani dagli oltre 500 che emergeranno dal censimento. E poi non è affatto chiaro il riferimento alla “rappresentanza dei creditori negli organi di governo della società”: Che significa? Che gli obbligazionisti diverranno azionisti? In che modo, a quali condizioni? Ecco perché chiederemo un incontro di chiarimento a Maviglia, domandando se, a titolo di impegno, non sia piuttosto ipotizzabile, come punto di partenza, una disponibilità cash delle tre famiglie al fine di rendere un anticipo, del 7-10%, degli importi delle obbligazioni censite».

Cardella conviene e rincara la dose: «In tutto ciò non è affatto stata chiarita la posizione di Deiulemar nei confronti di creditori diversi dagli obbligazionisti, che, occorre tenerlo a mente, sono creditori chirografari. Non sappiamo quanti e quali siano i privilegiati, né che pretese avanzino. Quanto al concordato, non mi sorprende: è l’unico percorso possibile di restituzione dei debiti che possa nel contempo chiudere la prassi delle obbligazioni irregolari».

Al di là del quantum, il legale individua però un importante aspetto positivo della scrittura privata: «Il documento ha una sua importanza giuridica, perché con la messa a disposizione di un patrimonio di almeno 75 milioni di euro decade implicitamente la distinzione fra obbligazioni regolari e irregolari, che finora era stata mantenuta dall’amministrazione della società alla luce del bilancio cui sono iscritti titoli obbligazionari per circa 40 milioni. Inoltre vi si può leggere l’implicita ammissione dei legami – complicati da dimostrare da un punto di vista formale – fra Deiulemar di Navigazione Spa, Deiulemar Shipping, Ledi Shipping».

E, mentre un portavoce di Deiulemar Shipping evidenzia che «la disponibilità che la seconda generazione darà ad aiutare i genitori non ha motivazioni legali, ma semplicemente famigliari e sociali, scaturendo dalla reputazione di cui han sempre goduto le tre famiglie a Torre del Greco», sull’architettura societaria si è cominciato a ragionare anche in Procura, come rivela il procuratore capo di Torre Annunziata, Diego Marmo: «L’accertamento sugli schemi societari è attività in generale laboriosa, ma anche doverosa, cui stiamo provvedendo. Al riguardo posso dire che è stata acquisita agli atti un’ispezione della Guardia di Finanza riguardante i movimenti societari e finanziari avvenuti negli ultimi anni fra Torre e il Lussemburgo».

A integrare le parole del suo superiore anche Sergio Raimondi, sostituto procuratore titolare del fascicolo: «La scrittura privata appena sottoscritta potrebbe incidere anche su un’eventuale azione penale. Infatti, anche qualora si addivenisse ad un accordo fra creditori e debitori e si scongiurasse il fallimento e con esso le ipotesi (più gravi) di reati fallimentari, è tutt’altro che escluso che possano delinearsi ipotesi di reato diverse, a partire dall’appropriazione indebita». A carico di chi non è ancora chiaro, anche se, secondo indiscrezioni, sarebbero già cinque i nomi iscritti nel registro degli indagati. Intanto sul caso Deiulemar è stato chiamato a rispondere anche il Governo, con un’interrogazione a risposta scritta presentata dal senatore Elio Lannutti dell’Idv.
 

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