Portineria MilanoIl Pdl minaccia la giunta Zaia. Tosi rinuncia alla sua lista a Verona?

Il Pdl minaccia la giunta Zaia. Tosi rinuncia alla sua lista a Verona?

Addio alla lista civica di Flavio Tosi a Verona? Gli smottamenti tra Lega Nord e Popolo della Libertà a livello nazionale rischiano di avere un effetto a valanga sugli enti locali che i due partiti politici amministrano in Lombardia, Piemonte e Veneto. E le resistenze del sindaco Tosi nel capoluogo scaligero a un accordo con i berlusconiani sembrano essere l’ombelico del mondo per capire cosa ne sarà di questi ultimi scampoli di alleanza «locale» tra il leader del Carroccio Umberto Bossi e l’ex premier Silvio Berlusconi. Del resto, l’antico «asse del Nord» non può che puntare su Verona per riprendere ossigeno, anche perché le battaglie elettorali su altre città importanti come Genova e Palermo appaiono già perse in partenza. Troppo sbilanciate a sinistra, nella prima è la Lega a cercare il Pdl, mentre nella seconda il segretario Angelino Alfano si sta muovendo per accordarsi con il Terzo Polo. 

Per le forze pidielline continua quindi a essere fondamentale un accordo con Tosi, anche perché gli stessi terzopolisti da queste parti non hanno ancora trovato un buon candidato da presentare: di accordi tra Pdl e Udc al momento non se ne parla. In questa chiave va montando nelle ultime ore l’ipotesi che Tosi possa rinunciare alla sua lista personale, come richiesto nelle ultime settimane dal Senatùr, trovando un accordo con una lista civica di molti esponenti del Pdl o con gli stessi pidiellini. «Nulla è stato deciso, si chiacchera», fanno sapere da palazzo Barbieri. Ma tra gli stessi leghisti c’è chi è sicuro che alla fine il primo cittadino veronese dovrà desistere dall’idea di presentare la lista con il suo nome, salvando così le altre alleanze.

D’altra parte, la mattinata di giovedì non era iniziata nel migliore dei modi per Lega e Pdl. A quasi un mese di distanza dalla presentazione delle liste, il termine è previsto per il 2 e 3 aprile, nei giorni di massimo riavvicinamento tra Luca Zaia e Tosi, il coordinatore regionale pidiellino veneto Alberto Giorgetti ha iniziato a sparare contro il governatore leghista. «La regione è a rischio, è meglio che Zaia mantenga un profilo più defilato in questa campagna elettorale», ha spiegato l’esponente del Pdl pizzicandolo sulla polemica della tesoreria di stato e per le proteste del Carroccio contro il governo Monti.

Dalle parti di palazzo Balbi, sede della regione Veneto. fanno sapere che tutto scorre «tranquillo e di problemi non ce ne sono». Anzi, Zaia ha ieri rincarato la dose coinvolgendo anche Unicredit, dove la Fondazione Cariverona è azionista: «Delle due l’una: Unicredit deve scegliere con chi stare, o con Roma o con il Veneto. Il trasferimento dei soldi dei veneti a Roma penalizza non solo noi ma anche la banca». Ma i punti toccati da Giorgetti nel suo intervento a gamba tesa sono stati in particolare due: il sostegno di Berlusconi all’attuale esecutivo e le elezioni amministrative. Due questioni al momento inconciliabili per la Lega, su cui però il Cavaliere continua a mostrare sicurezza.

«La Lega sta cercando voti. Ha una necessità di identità, quindi ha scelto la strada che sta percorrendo…Penso che non esistano situazioni tali da non poter recuperare un rapporto»», ha detto l’ex premier rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento alle parole di Bossi secondo il quale Monti andrà oltre il 2013 perchè ‘amicò di Giorgio Napolitano e del Cavaliere.
Di più se ne saprà lunedì prossimo, quando tutto il coordinamento del Popolo della Libertà scaligero si radunerà per fare il punto della situazione.

A partecipare alla riunione ci saranno tutte quante le forze berlusconiane, da Aldo Brancher, da tempo in battaglia contro il primo cittadino, fino a Davide Bendinelli, il nuovo coordinatore cittadino che in caso di frattura con il Carroccio potrebbe saltare invece in sella proprio alla lista Tosi. La chiusura della quadra si avvicina. E non è detto che si profili una situazione che possa andare bene a tutti i protagonisti. Il sindaco leghista, pur non presentando la sua lista, potrebbe strappare una vittoria assicurata dentro il movimento al congresso nazionale di giugno. I pidiellini rimarrebbero ancora in giunta, continuando la collaborazione con Zaia in regione. E infine Berlusconi e Bossi avrebbero una base su cui valutare le prossime alleanze, in vista delle elezioni politiche del 2013, su cui al momento tutti i partiti non sembrano avere le idee molto chiare. 

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