Portineria MilanoReguzzoni (Lega): «Presento un libro con Di Pietro? Chi critica non vale niente»

Reguzzoni (Lega): «Presento un libro con Di Pietro? Chi critica non vale niente»

«Carneade, chi era costui?». Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera della Lega Nord ricorre a una citazione dei Promessi Sposi del Manzoni per rispondere alle critiche degli ultimi giorni che gli sono piovute dentro il movimento per l’invito al leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro alla presentazione del suo libro a Milano. Parole che sono corse veloci domenica sui social network degli onorevoli Gianluca Pini e Gianni Fava, due barbari sognanti di ferro, fedeli dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. In un twitt i due hanno invitato Reguzzoni a andare «nell’Idv», come il comandante della Concordia Francesco Schettino. «Non so chi siano», risponde il leghista varesino, bossiano di ferro, esponente di punta di quel cerchio magico di stanza a Gemonio. «Magari, per chi non sa chi è Carneade, è bene che si faccia un bel ripasso sui libri del liceo».

Anche Maroni ha criticato il suo invito a Di Pietro
Di Pietro è stato gentilissimo. Mi ha mandato questa lettera di saluti perchè si trova in ospedale.

Che le ha scritto?
Che ne parleremo alla prossima presentazione del libro, anche perché «Italia dei Valori e la Lega sono gli unici due partiti presenti in Parlamento che sono nati tra la gente spontanea, come forza d’opinione…

Insomma nessun pentimento per l’invito dell’ex pm di Mani Pulite
Assolutamente no, siamo già d’accordo: verrà alle prossime presentazioni di «Gente del Nord». Ci sarà occasione di parlarne faccia a faccia insieme con lui.

Eppure diversi leghisti l’hanno criticata duramente per questa scelta, in modo molto plateale.
Non so chi siano

Uno è l’onorevole Pini. 
Carneade, chi era costui?

Come non lo conosce? È in parlamento con lei da tanti anni…
Invito chi non sa chi è Carneade a ripassare i libri del liceo, non può certo fare male. 

Nessuna alleanza in vista con l’Italia dei Valori?
È una cosa fantasiosa. Ognuno può invitare chi vuole alle presentazioni dei libri. L’unica vicinanza che c’è fra Lega e Idv è che siamo entrambi all’opposizione del governo Monti. Siamo vicini anche sui temi della legalità, ma su molti altri siamo distanti anni luce.

Come finisce la battaglia sulla lista civica di Flavio Tosi a Verona?
È un discorso che non mi appassiona particolarmente. Ricordo comunque che Bossi pose il divieto a un lista personale di Formigoni in Lombardia.

Nel 2007 la lista civica per Tosi c’era. Non è che si cerca di sminuire il sindaco in vista del congresso nazionale?
Non mi pare. Poi credo ci sia del narcisismo da entrambe le parti, da chi vuole imporla a chi invece non la vuole. Deciderà il nostro segretario federale Umberto Bossi. 

Ma così non si rischia di penalizzare la corsa di un primo cittadino che potrebbe vincere tranquillamente questa tornata elettorale.
Lo ripeto, il discorso non mi appassiona. In ogni caso, non capisco perché debba esserci questa impuntatura.

Cosa succede nella Lega dopo le elezioni amministrative e dopo i congressi?
E come facciamo a saperlo? Non sappiamo ancora quale sarà la legge elettorale.

Ma l’alleanza tra Popolo della Libertà e Lega Nord in Piemonte, Lombardia e Veneto tiene?
Credo proprio di sì.

E in vista delle elezioni amministrative? Monza, Como o Verona non sono città dove l’alleanza potrebbe rinnovarsi.
Su questo deciderà Bossi.

Una battuta su questo governo Monti. Quanto dura?
Spero il meno possibile.

Non le piace proprio niente dell’esecutivo?
La bozza sulle riforme istituzionali manca del federalismo, che è l’unica cosa che può salvarci. 

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