Portineria MilanoBorghezio: «Impossibile una Le Pen in Italia, meglio Bossi e la Lega»

Borghezio: «Impossibile una Le Pen in Italia, meglio Bossi e la Lega»

Le percentuali elettorali sono tra lo 0 e lo 0,8 alle ultime europee. Restano uniti nella nostalgia per il Msi di Giorgio Almirante. Ma sono più che mai spaccati tra loro, con Francesco Storace della La Destra e Luca Romagnoli della Fiamma Tricolore che non sono ancora riusciti a trovare un punto di convergenza per un progetto unitario: la costituente  dura da ormai un anno. Il resto del voto dell’antica destra missina si sbriciola poi tra i seguaci della pidiellina Daniela Santanchè e quelli della nipote del Duce Alessandra Mussolini. «Più Loren, nel senso di Sofia, che Mussolini», spiegano i nostalgici del ventennio. Mentre i giovani in Italia preferiscono votare Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle, come voto antisistema. 

Il 20% di Marine Le Pen alle presidenziali in Francia con il Front National rilancia e rinvigorisce la destra italiana, ma appare più come un fuoco di paglia che un progetto politico di lungo periodo. Entusiasta è Storace che annuncia sul suo blog «Viva Marine Le Pen», mentre Romagnoli si limita a ricordare che fu incoronato da Marie «il nuovo Almirante» al posto Gianfranco Fini. Del resto, la speranza di riunificare Destra e Fiamma alle prossime politiche del 2013 è ormai diventata un’utopia, per screzi e mal di pancia costanti: impossibile trovare un punto di incontro tra chi continua a corteggiare Silvio Berlusconi e chi invece rivendica la propria identità. Più realizzabile, forse, è l’obiettivo di lanciare un Fronte Europeo delle Nazioni nel 2014.

«Ma una destra come quella francese noi non l’avremo mai. Qui ci sono solo duci e duciotti che rappresentano piccole percentuali elettorali. E poi ci sono ancora vecchie e inutili sacche di antisemitismo: non abbiamo una destra moderna in Italia con un programma chiaro», spiega l’europarlamentare Mario Borghezio, da sempre vicino alle posizioni del Front Nacional. Sospeso nelle scorse settimane dalla Lega, «Mario Padania libera» riavrà la tessera dopo le polemiche degli ultimi giorni. «Mi hanno convocato in Bellerio e me la ridaranno presto: io glielo avevo detto a Bossi che me sarei andato in Francia a lavorare con la Le Pen. Avevo già trovato la casa a Nizza: lì c’è anche il mare. Ma del resto solo Bossi è riuscito a unire realtà politiche regionali e locali dal Veneto al Piemonte fino alla Lombardia».

Come Borghezio sono in tanti gli esponenti politici italiani che in questi anni hanno corteggiato la bionda francese. Dalla Santanchè, che ha ospitato la «Marianna francese» (copyright Borghezio) persino nella sua casa di Corso Vercelli a Milano, fino allo stesso Romagnoli, che fu incoronato erede di Almirante nel 2007 a Palermo proprio da papà Jean Marie. Un tempo tra i corteggiatori c’era pure Fini, ora fondatore di Futuro e Libertà, che quando fu eletto segretario del Msi, invitò proprio il leader della destra francese alla kermesse missina. Ma pure tra gli uomini del leghista Flavio Tosi a Verona c’è chi non disdegna la destra di Marie Le Pen. 

Al momento è la Fiamma Tricolore l’unico vero partito che ha mantenuto negli ultimi anni un filo di dialogo con il Fronte Nazionale Francese. Romagnoli, segretario, ex europarlamentare, ha conosciuto la Le Pen durante la scorsa legislatura a Strasburgo e ha tracciato con lei le fondamenta del movimento in Italia. Entrambi i partiti hanno la fiamma nel simbolo e si presentano sotto certe aspetti con lo stesso programma politico, soprattutto dal punto di vista socio economico, contro lo «strapotere delle banche» e contro «l’invazione islamista». Sono collegati poi agli altri partiti di destra europei, dagli ungheresi agli olandesi fino ai rumeni e greci: il sogno è quello di creare una federazione da portare alle prossime europee nel 2014.

«Un grande ‘fronte nazionale’ che si batta per la nostra sovranità politica, economica e monetaria, in difesa dei nostri diritti e delle nostre libertà, delle nostre tradizioni ed dei nostri legittimi interessi nazionali», dice Roberto Jonghi Lavarini, lepenista della prima ora, da sempre considerato nella destra italiana come l’esponente più vicino al Fronte Nazionale Francese. «Presto, dopo le elezioni presidenziali francesi, la nostra amica Marine Le Pen tornerà in Italia a sugellare l’unificazione de La Destra di Storace con la Fiamma Tricolore di Romagnoli e la nascita di un Fronte Europeo delle Nazioni che si opporrà duramente a questa Europa delle banche e della burocrazia». Possibile?

«Vince la Francia profonda. Vince con la marcia trionfale di Marine Le Pen, che è arrivata attorno alla barriera del 20 per cento grazie al vasto consenso con cui il Front National è riuscito a penetrare ovunque. Sarkozy deve leccarsi le ferite: nella storia di Parigi, è il primo presidente della Repubblica che deve scontare l’umiliazione di arrivare secondo al ballottaggio». Scrive Storace, segretario nazionale de La Destra sul suo blog, ma il 20% d’oltralpe sembra, al momento, un miraggio sia in Padania sia nelle regioni del Sud. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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