“In Europa la crisi sta azzerando le possibilità per i giovani”

“In Europa la crisi sta azzerando le possibilità per i giovani”

Quando aveva diciotto anni, era una semplice stagista presso il Campidoglio degli Stati Uniti d’America, in qualità di assistente del deputato William Cohen. Nel 2011, Christine Lagarde è diventata la prima direttrice donna del Fondo Monetario Internazionale e Forbes l’ha classificata nona tra le signore più potenti al mondo. Di carriere lavorative brillanti, insomma, se ne intende. Oggi è lei a lanciare l’allarme: i giovani europei, alle prese con una delle più gravi emergenze occupazionali della storia del vecchio continente, rischiano di diventare una «generazione persa».

«Quella di una lost generation è la mia grande preoccupazione», ha spiegato Lagarde. La direttrice dell’Fmi ha spiegato che gli elevati tassi di disoccupazione giovanile registrati nelle ultime settimane in Italia (31% tra i giovani della fascia 15-24 anni), Spagna (50%), Grecia (51,1%) e in altri Paesi europei, «sono motivo di grande preoccupazione per me e per il Fondo».

L’erede di Dominique Strauss-Kahn ha voluto comunque spendere parole di incoraggiamento per l’Italia: «Non siamo severi con il vostro Paese», ha dichiarato, «vogliamo solo che trovi un equilibrio e che riesca a camminare con le sue gambe». Un auspicio allargato al resto d’Europa, dove si stanno verificando, ha spiegato Lagarde, «nuovi stress finanziari». Con le voci di un peggioramento della situazione in Francia e di una possibile perdita della tripla A da parte di alcuni Paesi tradizionalmente “virtuosi”, come l’Olanda, la situazione potrebbe infatti peggiorare ulteriormente.

A pagare sarebbero soprattutto i più giovani, vittime di tassi di disoccupazione sempre crescenti e di una perdita di prospettive. Il rischio è quello di un’estensione continentale della situazione greca, dove un’intera generazione di ragazzi promettenti sta perdendo il proprio treno lavorativo. Nell’analizzare la situazione attuale, Lagarde ha posto l’accento sulla «fragilità della ripresa economica globale», che sta avvendendo in un contesto di «ripresa timida», con l’Europa ancora «epicentro di potenziali rischi». 

«Ci sono molte nubi all’orizzonte», ha aggiunto la direttrice dell’Fmi, che solo pochi giorni fa aveva elogiato il lavoro fatto dal Governo Monti in materia di risanamento dei conti pubblici e di interventi strutturali. Per il Fondo, la priorità oggi è l’ottenitemento di nuove risorse da parte dei governi dei singoli Paesi. «Ci attendiamo un aumento significativo della nostra potenza di fuoco», ha spiegato. «I Paesi membri sono creditori, e noi concediamo prestiti sui quali viene pagato un tasso di interesse. Si tratta di soldi ben gestiti, non raccolti solo per l’Europa, e sui quali nessuno ha mai realizzato perdite».

Finora il Fondo Monetario Internazionale ha raccolto impegni ad un aumento delle risorse per 320 miliardi di dollari. L’obiettivo finale è però quelli di un rafforzamento di 400-500 miliardi di dollari. Un finanziamento da 60 miliardi è stato annunciato, alcuni giorni fa, dal ministero delle finanze del governo giapponese, Jun Azumi. Il contributo giapponese sarà ufficialmente annunciato al prossimo G20 messicano; Azumi si augura che la mossa di Tokyo spinga anche altri Paesi a fare questa scelta. Intanto, però, il governo degli Stati Uniti continua a restare contrario.

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