Portineria MilanoMonica Rizzi si affida a «Gesù», ma il suo compagno minaccia (e ha il porto d’armi)

Monica Rizzi si affida a «Gesù», ma il suo compagno minaccia (e ha il porto d'armi)

Armi, minacce, querele. E sullo sfondo la procura che indaga sui dossier che avrebbero spianato la strada a Renzo Bossi in regione Lombardia.  Non si dà per vinta Monica Rizzi, già «badante» del Trota , da appena due giorni assessore allo Sport dimissionario, dopo l’intervento delle scope di Roberto Maroni In queste ore così intense dopo il suo addio al grattacielo Pirelli, «Monica della Valcamonica» ha comunicato sulla sua pagina Facebook di essersi «affidata ogni giorno a Gesù. Pregherò per chi mi ha voluto e mi vuole male». 

Ma la carità cristiana di cui si fa vanto pure il governatore Roberto Formigoni, non sembra però toccare Alessandro Uggeri, compagno della Rizzi, che nei prossimi giorni ha annunciato verità scottanti contro i barbari sognanti di Roberto Maroni. E non sembra riguardare nemmeno il Trota, che una settimana fa ha attaccato l’amministratore delegato di Telepadania Davide Caparini per un’intercettazione dell’ex tesoriere Francesco Belsito contenuta nell’informativa dei carabienieri del Noe di Napoli. Sono le ultime reazioni del cerchio magico di Umberto Bossi, sempre più alle strette dopo l’espulsione della «badante» Rosi Mauro.

Lunedì scorso Uggeri, anche definito nella zona del Garda come l’uomo «con la pistola» (ha il porto d’armi ndr), già bodyguard di Bossi jr in campagna elettorale, ha iniziato a impugnare la tastiera del computer e a impallinare sempre sulle pagine Facebook i presunti «nemici» di «Monica della Valcamonica». La cosa gli è già costata una querela per minacce da parte di Manuel Marsili, ascoltato ieri dal procuratore di Brescia Leonardo Lesti sull’indagine che vede la Rizzi indagata per una laurea fasulla in psicologia: testimonianza che conferma come le indagini siano ancora in corso e che il procedimento non è ancora stato archiviato. «Dall’audizione con il pubblico ministero titolare dell’inchiesta sulla laurea fantasma dell’ex assessore regionale Rizzi sono emersi elementi sconcertanti», ha detto Marsili all’uscita.

Va detto che negli ultimi mesi proprio Marsili e Uggeri se le sono date di santa ragione sui social network, anche perché il primo è stato per un breve periodo responsabile della Rizzi in regione: fu fatto fuori dopo la pubblicazione del suo libro sul Bunga Bunga di Silvio Berlusconi. E i magistrati che indagano lo hanno sentito più volte come testimone. Ma lunedì si è toccato il limite. Dopo «un post ironico» di Marsili su quella che lui ha soprannominato «la pantegana bionda», Uggeri ha iniziato a sparare. «Pantegana sarà tua madre, e il tuo amico caro Davide! (riferimento a Caparini ndr) Attaccato alle poltrone da quasi quattro mandati! Spiace che tua madre abbia fatto un sorcio come te…». La risposta non si fa attendere. «Uggeri, mi spiace che tu, avendo solo la quinta elementare, non ti renda conto in che mare di guai ti sia cacciato….non credo potrai invocare l’infermità mentale, tant’è che hai il permesso per portare il ferro, e spero che te lo ritirino quanto prima».

Ma il compagno della Rizzi rincara la dose: «Preferisco avere la quinta elementare che essere laureato e una brutta persona come te! Fatti vedere te e il tuo amico Davide che abbiamo un pochino di cose da chiarire al posto di scappare come due conigli. Per il mio porto di pistola super regolare di sicuro le motivazioni nn le devo fare vedere a te che non sei nulla!».

In sostanza, è una battaglia senza esclusione di colpi che oltre che giocarsi nelle aule di tribunale, si è ormai estesa su Facebook. Del resto, Caparini, già oppositore della Rizzi, ha deciso nei giorni scorsi di querelare il Trota per le sue insinuazioni sulle intercettazioni che riguardano Belsito. Ma allo stesso tempo l’ex assessore allo Sport sta in queste ore preparandosi al contrattacco per la prossima settimana. Con lei il Trota Bossi jr e naturalmente Uggeri. 

Ma intanto le indagini su dossieraggio e laurea fasulla continuano. Sulla prima vicenda secondo l’accusa l’uomo chiave dell’attività di intelligence sarebbe stato il maresciallo delle Fiamme Gialle Francesco Cerniglia. Nel frattempo, il giornalista Leonardo Piccini, individuato tra le persone offese dell’attività di dossieraggio ha incontrato nei giorni l’esponente leghista che ha voluto spiegargli le ragioni per le quali si ritiene estranea a iniziative contro di lui: Piccini ha deciso di ritirare la querela. 

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