«Dopo un anno di de Magistris, a Napoli do un sei politico»

«Dopo un anno di de Magistris, a Napoli do un sei politico»

NAPOLI. Giuseppe Narducci, l’ex pm di Calciopoli, sbatte la porta e se ne va. Che la corda tra l’ormai ex assessore alla legalità e il sindaco De Magistris si fosse ormai irrimediabilmente tesa fino a rompersi del tutto lo si era capito da tempo. L’apice dello scontro, che è andato avanti nelle ultime settimane, sono stati i rapporti instaurati dall’amministrazione comunale arancione con il manager Alfredo Romeo, già invischiato in Tangentopoli nel 1993 (ammise di aver pagato alcuni politici) e arrestato e poi scagionato nell’ambito del procedimento Global Service. Romeo di recente avrebbe stipulato un nuovo accordo con il Comune per interventi nell’area portuale dove sorge l’albergo dell’imprenditore. Una collaborazione che non è andata giù a Narducci.

Ma non solo questo, anche frizioni con il vicesindaco Sodano, la gestione del caso dell’ex presidente dell’Asìa (la municipalizzata che si occupa di ambiente) Raphael Rossi. Nelle ultime settimane il rapporto tra sindaco e assessore si era sempre più deteriorato anche se, in più occasioni, il primo cittadino aveva smentito l’esistenza di situazioni di logoramento. «La presenza di Narducci in Giunta non è mai stata messa in discussione né da me né da nessuno» aveva affermato de Magistris, aggiungendo: «Narducci l’ho scelto, non mi è stato imposto, è una risorsa come tutti gli assessori e devono lavorare come lavora il sindaco». Invece no. Adieu. Ora per il sostituto si fa il nome dell’attuale capo di Gabinetto Attilio Auricchio. Narducci invece potrebbe rientrare in magistratura, anche se per farlo dovrà lasciare Napoli e lavorare in un altro distretto giudiziario.

Un pezzo da novanta che lascia la giunta De Magistris, un pm nella giunta del pm, anche se non tutti sembrano stracciarsi le vesti. Il professor Vittorio Vasquez, una persona molto nota e stimata in città, capogruppo di Napoli è tua, la lista civica che ha eletto il Sindaco, caposaldo fondamentale della società civile alla base della rivoluzione arancione a Napoli, è uno di questi.
“Guardi, personalmente e sul piano umano mi dispiace perché è una persona seria. Sul piano politico non nascondo che ci sono state diverse sue iniziative che ci hanno trovato in profondo disaccordo”.

Ad esempio?
“Lo sgombero di via Bologna degli immigrati del Burkina Faso, così come gli interventi su via Brin. Politiche eccessivamente repressive senza un’adeguata attenzione al sociale”

Non c’è dubbio che l’abbandono di Narducci ponga un problema importante perché era l’assessore alla legalità.
“Assolutamente sì. Impone un ragionamento politico. Il fatto che ad un anno dalla vittoria elettorale già continuino ad andar via personalità così forti è un campanello d’allarme.”

Cosa si aspetta?
“Che si torni ad esprimere gli argomenti ascoltati in campagna elettorale: città dell’accoglienza, dell’inclusione, temi sui quali abbiamo avuti dissensi con l’assessore Narducci”.

In temi più concreti?
“Un riequilibrio della linea politica, un dibattito all’interno della maggioranza, una redistribuzione delle deleghe, un bilancio politico ad un anno dal voto”

Lei che bilancio dà?
“Napoli si presenta sicuramente migliorata”

Aspetti favorevoli?
“La Ztl. Tutte le ztl per le quali noi siamo sicuramente favorevoli, l’attenzione al trasporto pubblico nonostante la mancanza di fondi”

Aspetti negativi?
“Le politiche sociali. E’ necessario un rafforzamento. Io partirei dagli asili nido”.

Tra i motivi di dissenso tra Narducci e De Magistris la vicenda delle dimissioni di Rossi dal vertice dell’Asia per l’assunzione di alcuni disoccupati storici ed ora quella con il gruppo Romeo per la privatizzazione dell’insula di via Marina.
“Sono due cose differenti. Su Rossi il sindaco ha avuto la correttezza di non esternare le polemiche che hanno preceduto il divorzio. Su Romeo c’è preoccupazione dopo le dichiarazioni dell’imprenditore su un carteggio tra lui e l’amministrazione comunale favorevole alla privatizzazione di un’area del porto cosa per la quale c’è una delibera di giunta contraria in merito. Non vorremmo che si stesse profilando un cambio di scenario”

In un anno è cambiata l’immagine di Napoli?
“Direi di sì. Il sindaco gode ancora di un forte prestigio a livello nazionale”.

Teme di perderlo per le elezioni politiche del 2013?
“Spero di no”

Che voto dà a Napoli al termine di questo primo anno di gestione de Magistris?
“Da buon sessantottino darei un 6 politico”.
 

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