Siamo sicuri che la sfida di Marchionne sia ai lavoratori?

Siamo sicuri che la sfida di Marchionne sia ai lavoratori?

Diciannove fuori al posto di altri diciannove dentro. Non fa una piega Sergio Marchionne di fronte alla sentenza di reintegro dei diciannove operai licenziati dallo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Altri diciannove andranno in mobilità.

Quel che appare poco chiaro è l’obiettivo dell’ad di Fiat. È ovvio che la sua sia una prova di forza. Sembra più finalizzata a ottenere una sorta di extraterritorialità, se non giudiziaria almeno politica, con l’obiettivo di sancire l’intangibilità del piano economico e delle decisioni dell’azienda di fronte alle evidenti esigenze del mercato, piuttosto che contro la magistratura.

Quel che al momento appare chiaro è che si tratta di una decisione che fa discutere e riporta il manager schumpeteriano prepotentemente al centro della cronaca. Resta la domanda: a chi giova questo comportamento? A quali organi Marchionne vuole mettere pressione? Crediamo difficile che l’obiettivo siano i lavoratori. L’uomo Fiat guarda un po’ più su. Probabilmente a Palazzo Chigi. 

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