Ieri, in occasione del ventitreesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, è stata inaugurata una nuova sezione, interamente dedicata alla storia della Cortina di Ferro e della barriera di cemento che divise, per quasi trent’anni, la capitale tedesca. Ma il progetto Cultural Institute è stato lanciato da Google ormai un mese fa, e vanta nel suo archivio oltre 40 esposizioni e ricostruzioni interattive di alcuni avvenimenti rilevanti legati a situazioni e personaggi del novecento: da Anna Frank all’Apartheid in Sudafrica, dalle rivolte studentesche del ’68 alla biografia personale della Regina Elisabetta II.
Il progetto, realizzato in cooperazione con oltre venti partner internazionali – musei, archivi, fondazioni e istituti -, vuole diventare il primo “museo virtuale” della storia. La struttura del sito è molto efficace: gli eventi, e le relative “mostre”, sono consultabili attraverso una timeline che copre gli ultimi dieci decenni della nostra storia. Le numerose sezioni sono altamente interattive, e raccolgono fotografie, manoscritti, video ed infografiche, insieme a delle semplici descrizioni che, passo dopo passo, ci guidano all’interno delle vicende storiche più rilevanti del secolo scorso. Il tutto online, gratuito e divertente da consultare.
Tra le sezioni più interessanti, oltre a quella relativa alla Caduta del Muro di Berlino (ricca di materiali rari e molto ben strutturata), ci sono: quella relativa alla prigionia di Nelson Mandela, in cui potete leggere anche il diario che il leader sudafricano redasse all’interno del carcere e Years of Dolce Vita, realizzato dall’Istituto Luce Cinecittà, un racconto degli anni del boom in Italia nel dopoguerra scritto da Ennio Flaiano, in cui vengono raccolte diapositive del periodo, dall’apertura del primo supermercato a Roma ai primi quiz televisivi.
“Abbiamo creato questo sito per offrire un’esperienza online visiva ricca e interattiva allo scopo di raccontare storie sulla cultura in modi nuovi”, spiegano da Google. “Grazie a un team di tecnici specializzati, stiamo sviluppando strumenti che consentano di raccontare il passato del nostro eterogeneo patrimonio culturale e di renderlo accessibile in tutto il mondo”. Per questo la partecipazione è stata aperta a tutti: chi volesse diventare partner culturale del progetto può fare richiesta attraverso un modulo online consultabile a questo indirizzo. Le sezioni sono disponibili in tantissime lingue, anche se non tutte sono state già tradotte. La maggior parte sono visibili soltanto in inglese. Tra poco i libri di storia potranno andare in pensione?