Visti dagli Usa, Renzi e Bersani sembrano Obama e Hillary

Visti dagli Usa, Renzi e Bersani sembrano Obama e Hillary

«A prescindere dal risultato, il partito democratico ha già vinto le primarie perché ne uscirà con un team più forte»: parola di Matt Browne, l’ex collaboratore di Tony Blair in forza al «Center for American Progress» di Washington, il think tank obamiano dove segue i rapporti con il centrosinistra europeo.

Al «Center for American Progress» come vedete le primarie Pd?
Siamo grandi sostenitori delle primarie e riteniamo che, più aperte sono, e meglio è. Le primarie del Pd in Italia sono interessanti perché arricchite dal dialogo fra establishment, nuova generazione e movimento dell’antipolitica. Chiunque sarà a prevalere, il Pd ha già vinto essendo capace di tale dialogo.

Qual è l’immagine del Pd a Washington?
Quella di un partito rafforzato, soprattutto se il vincitore darà inizio a una nuova conversazione. Il Pd ha l’opportunità di dimostrare che è serio nel voler far politica in modo diverso. 

Lei ha incontrato Bersani e Renzi. Che impressione ne ha tratto?
La gara tra loro mi ricorda quella tra Hillary e Obama nel 2008. Da un lato un leader competente, con decenni di esperienza e una chiara comprensione del sistema, dall’altro un politico quasi inesperto ma dinamico, che vuole scuotere il sistema e dialogare con nuovi elettori. Se Obama vinse nel 2008 Hillary sarebbe stata un’ottimo presidente, senza contare che ha avuto un alto profilo nell’amministrazione. Le primarie sono una sfida fra concorrenti, non fra avversari, che rafforza il team. Il vero avversario del Pd è la Destra. Conclusa la sfida bisognerà trovare una sinergia fra le forze di Bersani e Renzi.

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*tratto da La Stampa del 26-11-2012, pag. 5

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