Cl e l’Africa, il Gramsci e Brescia: i finanziamenti a pioggia di Mps

Cl e l’Africa, il Gramsci e Brescia: i finanziamenti a pioggia di Mps

Diecimila euro all’Accademica di studi storici “Aldo Moro” di Roma; 30mila all’associazione Audax Randonneur di Parabiago per “la creazione di una rete stradale a elevata ciclabilità”; 10mila all’associazione “amici del Guatemala” di Siena; 20mila all’associazione “amici onlus” di Roma per “la realizzazione della Baobab university college in Ghana”; 20mila per la progettazione e l’allestimento di mostre al Meeting di Cl a Rimini; 30mila alla Fondazione Etica di Brescia (presieduta dall’avvocato Gregorio Gitti, genero di Giovanni Bazoli e candidato nella lista Monti alle prossime elezioni) per “la costruzione di un indice di sostenibilità della Pubblica amministrazione”; 10mila alla Fondazione “Alcide De Gasperi” presieduta da Franco Frattini, per la pubblicazione dei “quaderni degasperiani”; 50mila alla fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano, per “lo studio prospettico comparativo tra prostatectomia radicale nerve-sparing versus laparoscopica” e poi soldi ai circoli Arci di mezza Toscana, a botte di 20-25mila euro ciascuno, associazioni operaiste, bande musicali e associazioni sportive disparate…

Questi e altri finanziamenti potete trovarli per esteso nel documento di 48 pagine che pubblichiamo qui sotto: è l’elenco delle erogazioni deliberate dalla Deputazione generale amministratrice della Fondazione Monte dei Paschi di Siena in data 11 novembre 2010 a valere sul bando n° 14 dell’8 aprile 2010. Settecentosettantanove progetti per un totale di 69,7 milioni di euro. Tutte risorse effettivamente erogate a partire dal 2011, di fatto l’ultimo bando destinato a progetti terzi deliberato da Palazzo Sansedoni.

Il lettore si potrà fare l’idea, meglio di mille inchieste, di come vengano distribuite le risorse frutto di dividendi della banca. La Deputazione è chiamata per statuto a vagliare i progetti di finanziamento tutelando gli interessi generali. Le erogazioni in teoria vanno concentrate per creare punti di redditività e sviluppo sul territorio, non a dare prebende e sovvenzioni a pioggia. In oltre 15 anni la Fondazione lo ha fatto pochissimo. Si sono privilegiati finanziamenti clientelari e di consenso/controllo politico su territori vicini e lontani al posto dello sviluppo che nulla hanno a che vedere con il rispetto del moltiplicatore economico di risorse preso a riferimento per ogni euro deliberato. Anche l’importante investimento in Siena Biotech è diventato ben presto parassitario. Una start up dura 2-3 anni non può essere un vitalizio.

Per la cronaca: tra il 1995 e il 2011 Fondazione Mps ha erogato 2,1 miliardi di euro di cui 1,4 in provincia di Siena e, contestualmente, ha perso 4 miliardi di patrimonio netto. Così vanno le cose quando i due terzi della Deputazione è formata da politici di professione, in prevalenza di centrosinistra ma appartenenti a tutto l’arco costituzionale. Da qui bisogna partire per recidere il bubbone“affari-politica”. Sono infatti le fondazioni il canale principale attraverso cui la politica mette le mani sulle banche. «I politici entrano negli organi sociali delle fondazioni, si puliscono per un mandato, e da lì passano ai consigli di amministrazione delle banche», spiega l’economista Tito Boeri. «La procedura è talmente collaudata che il codice di autodisciplina recentemente approvato dall’Acri, l’associazione che riunisce la fondazioni, si è stranamente dimenticato di proibire che le fondazioni possano nominare membri dei propri cda ai vertici delle banche cui partecipano…».

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