Se per il Pd Berlusconi è un Caimano a giorni alterni

Ipocrisie al potere

Cari amici e compagni, ora basta! «E’ arrivato il momento di dialogare con il Pdl. Ci piaccia a no, il capo della destra è ancora Berlusconi. E’ con lui che bisogna dialogare…», spiega sospiroso l’ex segretario Pd, Dario Franceschini, in una intervista uscita stamattina sul Corriere della Sera. Ammantando per giunta di retorica e pensiero strategico quel che è evidente dal 26 febbraio: se dalle urne sono uscite tre minoranze, e se una di queste (l’M5s) si sfila e te lo dice in tutti i modi (anche insultandoti) che ti considera “casta” al pari delle truppe del Cavaliere, non ti restano che due opzioni semplici semplici. O tu Pd cerchi un accordo con l’altra minoranza, cioè il Pdl, oppure devi tornare al voto. Tertium non datur. Invece no. Per 40 giorni il partito democratico ha menato il torrone con l’impresentabilità di Berlusconi, lo ha dipinto come il mostro impresentabile – “impossibile per il bene del paese farci accordi” – salvo poi dover tornare a Canossa come fa oggi Franceschini.

Si tratta di una vicenda misera, l’ennesima, almeno per due motivi. Il primo riguarda gli elettori di centrosinistra che non possono che sentirsi presi in giro da un gruppo dirigente ondivago e senza spina dorsale, che alterna chiusure moralistiche a Berlusconi ad aperture ciniche quando fa comodo, quasi sempre per salvarsi la poltrona. Il secondo è la spocchia rivelatrice di un vizio mentale duro a morire a sinistra. Berlusconi non può diventare potabile a targhe alterne, quando lo decidono a insindacabile giudizio i signori del Pd. O lo è sempre e quindi non si spedisce nottetempo il fido bersaniano Migliavacca a negoziare dallo sherpa berluscones Denis Verdini, oppure è un interlocutore come gli altri e come tale in politica va trattato, senza ostracismi o puzza sotto il naso. Specie se la riabilitazione, a naso per salvarsi dal ciclone Renzi, arriva stamattina da un signore, Franceschini, che non troppo tempo fa ha accusato il Cavaliere di muoversi contro la Carta costituzionale. Lo ripetiamo: quando si scomodano i massimi sistemi e si tirano in ballo supposti valori “non negoziabili”, l’incorenza non è contemplata tra persone serie. Altrimenti, ci tocca pensare che la voglia di restare aggrappati al potere è persino più forte del loro antiberlusconismo…   

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