Vai al mare in Grecia e torni con un’isola tua

È boom di turismo

Dopo tanto parlare, qualcosa si muove. Da oltre due anni si parla della vendita delle isole della Grecia. Fra poco tutto questo diventerà realtà. E probabilmente l’isoletta (disabitata) di Spalathronisi, vicino a Neo Marmara, diventerà la prima a esserlo. L’asta, condotta dalla casa Myro Antiques, sarà tenuta in settembre con una base di 10 milioni di euro. Non sarà l’ultima. È infatti in aumento il numero di turisti britannici, russi e sauditi che stazioneranno in Grecia per le vacanze agostane. Potrebbe scapparci qualche affare.

La Grecia che non riesce a uscire dalla recessione – 20 trimestri consecutivi di contrazione del Pil – inizia a svendere i propri gioielli. Dopo aver vissuto i giorni più oscuri dell’eurozona, fra tumulti di piazza e il timore di un referendum per uscire dall’euro, Atene sta continuando nel consolidamento fiscale e nella privatizzazione (o cessione) di asset, che siano mobiliari o immobiliari. Per farlo nel luglio 2011 fu creato un fondo ad hoc, l’Hellenic Republic asset development fund (Hradf). Al suo interno, di tutto un po’. Dalle concessioni per la vendita dei biglietti della lotteria nazionale ai uffici di riscossione delle entrate, passando per terreni di varia natura, centri direzionali, terme e isole. L’obiettivo iniziale era quello di raccogliere circa 50 miliardi di euro dal 2012 al 2015. Ben presto si è capito che si trattava di un obiettivo fin troppo ottimistico. Nell’ottobre del 2012 il target fu abbassato a 19 miliardi di euro. Ora si parla di circa 13 miliardi da qui al 2016, come spiegano a Linkiesta fonti di Citigroup, uno degli advisor del governo ellenico in queste operazioni.

Una spinta in avanti è arrivata ieri, quando è stato ceduto il 33% delle azioni dell’OPAP, l’organizzazione greca per i pronostici calcistici. Il compratore? Il consorzio ceco-ellenico Emma Delta. Il prezzo? 652 milioni di euro. Poteva andare peggio. Entusiasta è stato il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, che ha ricordato come questo sia l’esempio della volontà della Grecia di uscire dalla crisi. Peccato che si tratti, secondo il sito dell’Hradf, solo della quinta privatizzazione in due anni. E restano ancora almeno 50 asset, fra aeroporti, porti, autostrade e altri asset, in attesa di un compratore. «Ci sono troppi interessi particolari, soprattutto politici, intorno alle privatizzazioni», dice a Linkiesta un banchiere di Citigroup dietro anonimato. Ecco perché, dopo aver tentato la via ufficiale, molti possibili investitori si stanno dirigendo verso un’altra soluzione: le trattative private.

A quanto sembra, potrebbero essere diverse le negoziazioni che potrebbero nascere. Secondo i dati del ministero ellenico del Turismo, il turismo va a gonfie vele. Nei primi sei mesi dell’anno gli arrivi degli stranieri nei principali aeroporti ellenici sono aumentati del 12% rispetto alo stesso periodo del 2012 ed è possibile che a fine anno vengano superati i 17 milioni di visitatori. Considerando i calcoli di Bank of Greece, la prima banca del Paese, le entrate derivanti dal turismo durante la stagione estiva potrebbero essere in crescita del 40% rispetto al 2012. Considerando che questo settore vale circa il 18% del Pil ellenico, circa 190 miliardi di euro secondo i dati del Fondo monetario internazionale (Fmi), si tratterebbe di cifre importanti. Il Pil del secondo trimestre 2013, infatti, si è contratto meno delle previsioni, -4,6% invece di -5 per cento. Numeri che potrebbero migliorare durante il trimestre in corso.

Il turismo di massa sta però lasciando spazio a un altro tipo di turismo. Secondo l’associazione delle imprese turistiche greche (Sete), fra giugno e luglio la percentuale di turisti sauditi è aumentata del 18% rispetto al 2013. «Fanno molte domande sulle eventuali proprietà da comprare, si informano, vogliono capire se ci sono delle opportunità» ha detto Andreas Andreadis durante un’intervista ad AFP due settimane fa. Ma non ci sono solo i sauditi. Britannici e russi sono anche loro in crescita: +15% e +14% rispettivamente. E una delle maggiori agenzie immobiliari del Regno Unito, Knight Frank, ha comunicato di avere sempre più richieste per la ricerca di soluzioni in Grecia. Britannici, russi e sauditi quindi sono più interessati allo shopping immobiliare o alle bellezze marine? Andreadis non lo sa, ma avverte: «È chiaro che se c’è una buona occasione nessuno se la deve far scappare». Più o meno quello che potrebbe pensare chi parteciperà all’asta per Spalathronisi.

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