Turisti cinesi: come far diventare l’Italia una meta

Ecco le mete dei viaggiatori cinesi

L’Expo 2015 è alle porte e con essa si avvicina l’occasione di mettere in mostra l’Italia davanti a possibili investitori. In particolare è grande l’attesa di visitatori cinesi: «La Cina rappresenta senza dubbio un Paese strategico» spiega Giuseppe Sala, l’Amministratore delegato di Expo 2015 Spa. Che sia un’intento chiaro, lo testimonia anche la creazione di un “China Special Project” che costruirà nella fiera di cinque aree strategiche dedicate alla promozione dell’Italia nella Repubblica Popolare e viceversa. Ma i cittadini dell’ex Celeste Impero avranno voglia di venire a Milano? A parte quelli che già vi risiedono (ricordiamo che gli Hu hanno superato i Brambilla), a quanto pare ci sono buone possibilità.

Nel 2012 hanno fatto i turisti più di 83 milioni di cinesi, secondo il China Tourism Academy, segnando un +18% rispetto all’anno precedente. Stando a una recente ricerca di TripAdvisor riportata dal Wall Street Journal, la maggior parte preferisce ancora non andare lontano: delle 20 destinazioni scelte, quelle asiatiche sono la maggior parte e sarebbero in netta crescita. Ai cinesi, ad esempio, piacciono molto i ciliegi di Kyoto in Giappone, e Jeju Island, in Corea del Sud, famosa per il suo cratere vulcanico. Ma vanno forte anche la Tailandia e Taiwan, dopo il disgelo con l’isola secessionista. Hong Kong, Phuket, Taiwan, Bangkok; poi Parigi, che resta la quinta destinazione favorita, seguita però dall’asiatica Dubai.
L’Europa si piazza seconda, tra i continenti, poi vengono Oceania e America, ultima l’Amercia Latina. L’Italia è solo undicesima tra le mete, con Roma e il suo Colosseo. 

La mappa del turismo cinese secondo TripAdvisor

Tra le ragioni della preferenza del continente asiatico, oltre alla vicinanza, ci sarebbe anche la distanza culturale con l’Occidente. Lo assicura Shui Li, fondatore di un’agenzia pechinese specializzata in viaggi di lusso nel Vecchio Continente. Spesso – spiega –, la “genuina” modestia, in quanto a dimensioni, di hotel e locali italiani deludono l’esuberanza estetica cinese. Ma cnche l’atteggiamento di alcuni operatori europei, che guidano il turista orientale verso più “sessioni di shopping” che monumenti, alla lunga rischia di allontanare i cinesi dal nostro Paese.

Ecco cosa si deve evitare, dunque, per ottenere l’agognato milione di visitatori made in China che aspettano gli organizzatore di Expo. L’Ente nazionale del turismo segnala che, su scala nazionale, le affluenze sono in crescita: nel 2012 i turisti cinesi nel nostro Paese sono stati 4 milioni, il doppio rispetto all’anno precedente. Secondo Banca d’Italia, hanno speso 316 milioni di euro (+29%). Cristina Lambiase, responsabile dell’Osservatorio Enit di Pechino, sottolinea come sia importante coordinarsi tra regioni e tra tour-operator per approcciare al meglio i partner cinesi. Poi sarebbe utile usare qualche accortezza, come siti informativi e turistici in lingua cinese, visto che la maggior parte dei visitatori decide cosa andare a vedere consultando il Web. 

Twitter: @Eva_Alberti

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