Italiani: santi, poeti e… risparmiatori?

Ricerca ACRI sul risparmio

Il 31 ottobre 2013 si è tenuta a Roma la 89° Giornata Mondiale del Risparmio. E il fatto che la giornata arrivi in coincidenza con Halloween, festa della paura e dello spavento, è una bella anche se incidentale metafora della situazione attuale. Gli italiani riescono ancora a risparmiare? O è diventato un incubo?

L’ACRI, l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, ha organizzato la Giornata del Risparmio e commissionato una ricerca per approfondire il tema della giornata (Risparmio, volano della ripresa produttiva) e scoprire che cosa ne pensano gli italiani del 2013 di risparmio.

Risparmiamo ancora

Un dato è certo: l’attitudine degli Italiani al risparmio non è cambiata negli ultimi anni. La ricerca dice che il 57% degli italiani preferisce investire nella qualità della vita futura a scapito del presente. E che il 45% non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi.

Purtroppo questo vuole anche dire che ci sono tante famiglie che non vivono tranquillamente. Nel 2013 il 40% degli italiani ha consumato tutto quello che ha guadagnato, senza riuscire a risparmare nulla (ma anche senza intaccare risparmi accumulati).

Qualche piccolo miglioramento c’è: la percentuale di italiani che è riuscita a risparmiare è in lievissima salita (29% del 2013 contro il 28% del 2012). E le famiglie in saldo negativo, che spendono più di quello che guadagnano, sono diminuite. È un’inversione di tendenza di un dato che era in continuo aumento dal 2010.

Questi risparmi, però, finiscono quasi tutti sullo stesso binario: messi nei conti correnti come liquidità. 2 italiani su 3 non investono per niente: preferiscono avere sempre i loro risparmi a disposizione. E i pochissimi che investono, lo fanno sempre con una piccola parte dei loro risparmi.

È lecito immaginare che la scelta abbia a che fare con la scarsa fiducia degli italiani nei cronfronti delle tutele dei risparmiatori. Quasi il 70% crede che nei prossimi 5 anni le tutele nei confronti di chi risparmia caleranno. Soltanto il 9% pensa che le cose miglioreranno e che ci sarà più protezione per chi risparmia e investe.

Investiamo in modo diverso

Insieme alla fiducia per la tutela dei risparmiatori, crollano anche vecchie sicurezze nei confronti degli investimenti. Se fino al 2006 il 70% degli italiani pensava che investire nel “mattone” fosse la scelta giusta, dopo soltanto 7 anni questa opinione è cambiata radicalmente. Nel 2010 solo il 54% degli italiani la pensava ancora così e oggi la percentuale si è dimezzata: solo il 29% crede che la casa o gli immobili siano l’investimento giusto per proteggere i propri risparmi.

Naturalmente, se un’opzione diventa meno plausibile, crescono le altre. Il 34%, ed è un nuovo record storico, degli italiani pensa che in questo momento sia quello giusto per investire con strumenti di investimento sicuri, ovvero risparmio postale, obbligazioni e titoli di Stato.

Purtroppo è in costante crescita anche il numero di italiani che pensa sia sbagliato investire in qualsiasi forma. Nel 2013 sono il 32% degli italiani a pensarla a questo modo.

nonostante quasi la metà degli italiani pensi che i risparmi accumulati prima della crisi economica siano stati fondamentali per far fronte agli ultimi anni, sono pochissimi quelli che vedono nel risparmio personale uno strumento per la crescita del Paese. La propensione al risparmio è considerata come fondamentale soltanto dal 25% degli italiani. Il senso civico e rispetto per le regole; La scuola, l’università, la ricerca scientifica; Leggi chiare e sistema giuridico efficace sono in cima alla classifica, considerate come fondamentali da più del 60% degli italiani.

Per saperne di più: “stai pensando di aprire un conto Fineco?”

Per saperne di più: “gestisci il bilancio familiare con Money Map”