La crisi in Crimea, liveblogging

LA DIRETTA

4 MARZO

MOSCA: CI VENDICHEREMO DI OGNI SANZIONI IMPOSTA ALLA RUSSIA

Reuters:  Russia says it will retaliate for any U.S. sanctions over Ukraine #breaking

UE: CONGELAMENTO BENI A 18 PERSONE ENTOURAGE YANUKOVICH

Secondo il Wall Steet Journal, l’Ue imporrà il congelamento dei beni a 18 ufficiali ucraini e Yanukovich. Queste le breaking del Wsj

*EU Asset Freeze List Will Include Ex-President Yanukovych
*EU Member States Will Adopt Decision Formally Wednesday Afternoon
*EU Move on Ukraine Officials Asset Freeze Comes From EU Diplomats

OBAMA: “PREOCCUPATO PER UCRAINA”

Barack Obama interviene sulla crisi ucraina dicendosi «molto preoccupato per la situazione». E aggiunge: “L’ingresso della Russia in Ucraina non è un segno di forza, am un segnale che i Paesi confinanti con Mosca hanno seri problemi con l’ingerenza ucraina»

“Putin può dire un sacco di parole, ma i fatti dimostrano il contrario», ha detto Obama riferendosi alla presenza russa in Crimea.

“C’è ancora una opportunità per la Russia di stabilizzare la situazione in Ucraina, collaborando con la comunità internazionale”

KERRY, CONFERENZA STAMPA
 

17.30 John Kerry parla da Kiev:

«La Russia cerca solo un pretesto per poter invadere l’Ucraina». Lo ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry a Kiev. «Con l’invasione della Crimea, la Russia rischia l’isolamento diplomatico, economico e politico – ha aggiunto Kerry -. Gli Stati Uniti confermano il loro impegno per l’integrità territoriale dell’Ucraina. Condanniamo l’atto di aggressione da parte della Russia. Una grande trasformazione sta avvenendo in Ucraina e gli Stati Uniti sono col popolo ucraino».

“Supportiamo le nuove autorità ucraine soprattutto sui problemi economici. Ma continuiamo a lavorare anche con Fmi e comunità internazionale per aiuti di lungo termine all’Ucraina. Forniremo le migliori expertise in nostro possesso per aiutare l’Ucraina”

“Stiamo dalla parte del popolo ucraino e condanniamo gli atti di aggressione russi”

“Io e molti americani abbiamo visto il potere di persone non armate che lottavano per maggiore libertà”

“Tutto questo ha a che fare con la democrazia e la richiesta di maggiori opportunità e libertà”

“La Russia ha modi migliori per perseguire i suoi legittimi interessi in Ucraina”

“Non ci sono evidenze che supportano le dichiarazioni della Russia”
“Non vedo nessuno terrorizzato qui a Kiev, eccetto che da una possibile invasione russa”

A una domanda sulla dichiarazione di Putin di oggi secondo cui gli uomini armati che circondano le unità militari ucraine non sono soldati russi, Kerry ha risposto con una risata.

Putin ha anche aggiunto a proposito della sospensione dei preparativi del G8 di Sochi da parte dei Paesi partecipanti: «Stiamo preparando il G8, se non vogliono venire non abbiamo bisogno di loro».

Clicca qui per vedere la conferenza live LIVE

PREMIER UCRAINO: INIZIATI COLLOQUI CON MINISTRI RUSSI

17.00 Il premier Arseny Yatseniuk ha dichiarato che ministri ucraini hanno iniziato ad avere colloqui con le rispettive controparti russe, a partire soprattutto dalla questione della Crimea. Secondo quanto riporta Afp, Yatseniuk ha detto: “I colloqui sono ancora timidi. Ma il primo passo è stato fatto”. Il premier ucraino lo ha reso noto con una dichiarazione rilasciata dopo aver incontrato John Kerry.

TURCINOV CHIAMA IL PRESIDENTE DELLA DUMA RUSSA

16.00 Il presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov ha avuto una telefonata con il presidente della Duma russa Serghiei Narishkin. Lo fa sapere l’addetta stampa di Narishkin, Ievghienia Chuganova, senza però svelare il contenuto della conversazione.
 

DOMANI INCONTRO NATO-UE SU UCRAINA

Il Consiglio Atlantico della Nato terrà domani nella sede del Consiglio europeo una riunione congiunta con il Comitato Politico e di Sicurezza (Cops) della Ue, alla vigilia del vertice straordinario dei leader sull’Ucraina. Lo rende noto l’ufficio stampa Nato. Il Cops è una formazione permanente del Consiglio della Ue in cui siedono i rappresentanti dei 28 il cui ruolo centrale è definire e controllare la risposta dell’Unione europea a una crisi. Sempre domani è prevista la riunione del Consiglio Nato-Russia.

UE, PACCHETTO DI AIUTI A KIEV DEL VALORE DI 2 MLD

Il pacchetto di aiuti all’Ucraina a cui sta lavorando l’Unione europea includerà anche il settore energia, in particolare le bollette di Gazprom che, secondo le stime, ammonterebbero a circa due miliardi di dollari. «Vorrei che le fatture non pagate dall’Ucraina siano integrate nei conti globali e fossero pagate per poter essere buoni partner contrattuali», ha detto oggi il commissario Ue all’energia, Gunther Oettinger.

USA: 1 MLD DI DOLLARI A KIEV 

14.00 Secondo il New York Times, John Kerry appena giunto a Kiev ha promesso al governo ucraino 1 miliardi di garanzie americane sui prestiti e promesse di assistenza tecnica. 

AZIONI USA CONTRO MOSCA ENTRO QUESTA SETTIMANA

13.45 #BREAKING Sanctions move against Russia likely this week: US (Agence France-Presse @AFP)

DOMANI PACCHETTO AIUTI EUROPEI PER KIEV

13.40 Secondo il Wall Street Journal, domani la Commissione europea approverà un pacchetto di misure a supporto dell’Ucraina. Attesa per giovedì la visita del primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk.

JOHN KERRY ARRIVATO A KIEV

13.40 Il Segretario di Stato Usa John Kerry è arrivato a Kiev. Incontrerà il presidente ad interim Turchinov

PUTIN, A KIEV COLPO DI STATO INCOSTITUZIONALE

Nella prima conferenza stampa dallo scoppio della crisi in Crimea, Vladimir Putin, Presidente russo, interviene per affermare che quello di Kiev è un «colpo di stato incosttuzionale» e che il presidente deposto Victor Yanukovich è ancora il vero Presidente dell’Ucraina. Il Presidente ha poi aggiunto che Yanukovich non ha più futuro politico in Ucraina e che ora i trova in Russia «per ragioni umanitarie».

A proposito di Crimea, Putin dice che non è intenzione della Russia invaderla e che spetta al popolo della penisola ucraina decidere del proprio futuro (è atteso per il 30 marzo il referendum sull’indipendenza ucraina, ndr)

Afferma Putin che la Russia non ha intenzione di usare la forza in Crimea, ma che resterà l’ultima opzione a disposizione per difendere i cittadini russofoni in Ucraina. E in ogni caso, se userà la forza, sarà fatto nel rispetto del diritto internazionale. 

Durante la conferenza del presidente russo, il Wall Street Journal fa sapere che il mercato azionario russo cresce durante il discorso di Putin. L’indice Micex guadagna 5,3 punti percentuali.

A proposito di Yulia Tymoschenko, leader della rivoluzione arancione del 2004 e del partito ucraino Patria (cui appartiene il neopremier ucraino), Putin dice: «Abbiamo avuto cooperazioni di successo con autorità ucraina che hanno punti di vista diversi dal nostro», «È stato un lavoro costruttivo. Se volesse venire a Mosca, è la benvenuta. Ma non è il capo del governo, e non so quale sarà la sua carica. Ma non le impediremo certo di venire».

«Riconoscerà il Presidente che verrà eletto con le Presidenziali ucraine del 25 maggio?», chiede un giornalista. Putin risponde che dipenderà dalla situazione. «Se sarà eletto nel pieno del terrore in corso ora a Kiev, allora non lo riconosceremo» 

A proposito degli aiuti finanziari a Kiev: «All’inizio eravamo pronti a usare fondi in più per comprare più bond, ma i nostri partner occidentali ci hanno chiesto di non farlo, perché hanno detto che dobbiamo agire tutti insieme attraverso il Fondo monetario internazionale così da stimolare il governo ucraino a fare riforme e a sviluppare l’economia. Questa è la strada che seguiremo in futuro. Ma dal momento che Naftogaz (azienda ucraina nazionale del petrolio e del gas) non ci sta pagando, stiamo studiando altre opzioni. Abbiamo bisogno di dare un segnale all’Ucraina del sud e dell’Est»

Questi i passaggi principali del suo intervento, come riportati dalle agenzie internazionali:

Putin: “If I decide to use armed forces it will be in line with international law.”

Putin: Yanukovych has “no political future;” Russia took Yanukovych in for “humanitarian reasons.”

Putin: Hopes to avoid need to recall Russian ambassador from U.S

Putin: Advised Yanukovych not to pull police out of Kiev on Feb. 21; that decision led to “anarchy.”

Putin: Sanctions against Russia will backfire on the West

Putin: Russia not considering annexation of Crimea; future of Crimea up to Crimean residents

Russian President Vladimir Putin Speaking at News Conference to Discuss Situation in Ukraine

Putin: Any Use of Military Force by Russia in Ukraine Would Be Legitimate and In Line With International Law

Putin: Defending Ukrainians Is ‘A Humanitarian Mission’ for Russia

Putin: Russia reserves right to use ’all means’ to protect citizens in Ukraine

Putin: Sanctions Effect Would Be Mutually Damaging

Putin: Threats Against Russia ‘Counterproductive’ and ‘Harmful’

Putin: “Our [G8] discussions are very confidential. We’re often accused of illegitimacy of our actions. I have to remind them [Western partners] about Afghanistan, Libya. They ignore resolutions or twist them. Everything ends in bombing or SAS.”

Putin: “What we did was enforce our presence there and it was the correct decision. I believe all citizens of Ukraine must have an equal chance in forming the future of their country. If I were a so-called legitimate power I would hurry up and establish the correct procedures. It appears they [Ukraine government] don’t have a programme for the future.

A proposito di Yulia Tymoschenko:

Putin: “We’ve had very successful co-operation with Ukrainian authorities who represented different views”
“That was kind of constructive work, if she wants to come to Moscow, she’s welcome. But she’s not the head of government, don’t know what her status would be. But we’d not block her from coming here”

Al giornalista che chiede se riconoscerà il presidente che sarà eletto alle elezioni ucraine del 25 maggio:

“It depends. If he’s elected amid the terror that’s going on in Kiev, then we’ll not recognise him.”

A proposito degli aiuti finanziari all’Ucraina:

“In principle we would be ready to provide additional funds to buy up more bonds, but our Western partners asked us not to do that, they said we need to work together with the IMF to stimulate the Ukrainian govt to pass reforms to improve the economy. That’s the way we’re going to work in the future. But since Naftogaz has not been paying, we are studying other options. We need to send a signal to those who live in southern and eastern Ukraine.”

MERCATO AZIONARIO RUSSO IN CRESCITA MENTRE PARLA PUTIN

Secondo il Wall Street Journal il mercato azionario russo è cresciuto durante la conferenza stampa di Putin sull’Ucraina. L’indice Micex guadagna 5,3 punti percentuali.  

11.30 Breaking: Gazprom: Da aprile cancellato lo sconto sul gas per Kiev

16.000 SOLDATI RUSSI IN CRIMEA

Secondo l’Onu i soldati russi in Crimea sono 16.000

DUE NAVI MILITARI RUSSE NEL BOSFORO, VERSO IL MAR NERO

Secondo quanto riferisce la stampa turca, due navi militari russe sono entrate oggi nel Bosforo provenienti dal Mediterraneo e dirette verso il Mar Nero. Le navi di assalto 156 Yamal e di appoggio 150 Saratov sono penetrate nello stretto verso le 5.30 questa mattina.

Secondo l’agenzia ufficiale turca Anadolu le due navi sono state chiamate a integrare la flotta russa del Mar Nero dopo che Mosca ha iniziato a rafforzare la propria presenza militare in Crimea. Secondo Hurriyet online anche una nave militare ucraina, la ’Hetman Sahaidachny’ è stata avvistata nello stretto dei Dardanelli questa mattina in rotta verso il Bosforo e il Mar Nero.

MINISTRO ESTERI GERMANIA: NESSUNA SOLUZIONE CON RUSSIA

10.40 Nessuna soluzione in vista con la Russia sull’Ucraina: lo ha detto il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier dopo aver incontrato a Ginevra il suo collega russo Serghiei Lavrov. «Ho avuto una conversazione difficile, lunga e molto seria ma non é sufficiente per dire che una soluzione é in vista», ha detto Steinmeier. «Non posso lanciare un segnale per dire che siamo sulla via di una soluzione e che l’Ucraina e la Russia si parleranno”, ha aggiunto.
 

CREMLINO, MARCIA INDIETRO SULLE DICHIARAZIONI “ANTI-DOLLARO”

10.30 Il Cremlino fa marcia indietro sulle dichiarazioni del suo consigliere economico Serghiei Glaziev in merito ad eventuali sanzioni Usa per la vicenda ucraina: una fonte di alto livello della presidenza ha precisato a Ria Novosti che quelle dichiarazioni non riflettono la posizione del Cremlino e rappresentano la sua opinione personale.
Probabilmente, ha aggiunto la fonte, Glaziev ha dato la propria versione come accademico e non come consigliere presidenziale.

Attorno alle 9.30 ddi questa mattina,  il consigliere economico del Cremlino Serghiei Glaziev aveva affermato che «Se gli Usa osano introdurre sanzioni contro la Russia, non potremmo più tenerli come partner affidabili e daremmo la raccomandazione di vendere le obbligazioni statali americane, pari ad oltre 200 miliardi di dollari, e i dollari come valuta, nonchè di lasciare il mercato Usa». Nel 2013 il 46% della valuta straniera detenuta da Mosca era in dollari.
Glaziev ha aggiunto che«il tentativo di imporre sanzioni alla Russia si trasformerà in un crollo di tutto il sistema finanziario americano, che porterà alla fine del dominio Usa nel sistema finanziario mondiale».
 

OGGI JOHN KERRY A KIEV

Il segretario di Stato americano Kerry è atteso oggi a Kiev. Contemporaneamente il commissario Ashton incontrerà il ministro degli Esteri russo Lavrov.

BARROSO, UE FACCIA DI PIÙ

10.25 Come l’ «Ucraina ci insegna, dobbiamo stare attenti ai conflitti sopiti, che possono rinfocolarsi» e anche per questo deve essere fatto di più per la politica della Difesa Ue, così il presidente della Commissione europea Barroso nel suo intervento di apertura della Conferenza di alto livello sulla Difesa. Secondo Barroso infatti è importante sotto il profilo politico globale, accrescere la credibilità dell’Ue anche nella Difesa.

USA BLOCCANO LA COOPERAZIONE MILITARE CON LA RUSSIA
LA REPLICA DI MOSCA: “LASCEREMO IL DOLLARO”

Secondo quanto riporta l’Ansa, gli Usa hanno ’’sospeso tutti i legami militari’’ con la Russia, incluse ’’le esercitazioni e le riunioni bilaterali’’ afferma il portavoce della Difesa americana John Kirby. La sospensione e’ stata decisa ’’alla luce dei recenti sviluppi in Ucraina’’ e anche se il dipartimento della Difesa ha un interesse nelle relazioni militari con la Russia ’’per rafforzare la trasparenza, migliorare la comprensione reciproca e ridurre i rischi’’.

«Se gli Usa introdurranno sanzioni contro la Russia – fanno sapere dal Cremlino –  Mosca sarà costretta a lasciare il dollaro per altre valute e creare il proprio sistema di calcolo e pagamenti».

Putin ordina il rientro delle truppe impegnate in Russia occidentale, al confine con Ucraina

Questa mattina Putin ha ordinato alle truppe impegnate sino a ieri in una maxi esercitazione militare nei distretti centrale e occidentale del Paese, anche ai confini con l’Ucraina, di rientrare nelle loro sedi permanenti: lo ha reso noto il suo portavoce, Dmitri Peskov. Le manovre, iniziate il 26 febbraio, avevano coinvolto 150 mila uomini, 90 aerei, 120 elicotteri, 880 carri armati, oltre 1200 mezzi di vario genere e sino a 80 navi della flotta del Nord e del Mar Baltico.

Kiev tenta la distensione

Intanto c’è una mossa distensiva di Kiev verso Mosca: il presidente ad interim Oleksandr Turcinov ha annunciato che non approverà la decisione del parlamento ucraino di cancellare la legge del 2012 che consente più di una lingua ufficiale finché non ci sarà una nuova legislazione in materia.

L’Ucraina rischia di frantumarsi. La Crimea è già in mano alla Russia, e la rivolta filo-Mosca dilaga in tutto l’Est: dalla capitale economica del Paese, Donetsk, a Odessa. Le unità militari ucraine nella penisola sono circondate da soldati di Mosca e il ministero della Difesa di Kiev paventa addirittura un ultimatum entro le 5 del mattino, anche se il comando della flotta russa del Mar Nero smentisce come “una totale assurdità” il timore di un assalto.

Venti di guerra

Manifestazioni filo-russe a Donetsk, Odessa, Dnipropetrovsk
Nelle regioni russofone dell’Ucraina orientale e di quella meridionale è comunque la piazza a muoversi in favore del Cremlino, mentre su alcuni palazzi del potere locale sventolano già i colori russi. A Donetsk, importante città del bacino minerario del Donbass, al confine con la Russia, migliaia di sostenitori del Cremlino sono scesi in piazza contro la nomina a governatore dell’influente oligarca Serghii Taruta decisa da Kiev e in centinaia hanno fatto irruzione nella sede del governo regionale occupandone alcuni piani. Non solo, ma il parlamento locale sembra voler seguire le orme della Crimea, dove il premier locale ha invocato stasera apertamente la “piena indipendenza” dall’Ucraina, annunciando di voler convocare a sua volta un referendum sullo status della regione: e intanto il potere di fatto da quelle parti appare nelle mani di Pavel Gubarev, il comandante degli insorti locali, “eletto” governatore due giorni fa dai filorussi.

Imponenti manifestazioni a favore della Russia si sono svolte anche a Dnipropetrovsk, nella terra d’origine della pasionaria Iulia Timoshenko, e a Odessa. Nella storica città portuale sul Mar Nero centinaia di persone sono peraltro scese in piazza in favore del nuovo governo ucraino, lo stesso che il Cremlino accusa di “estremismo” e che non ritiene legittimo. Frattanto, mentre il premier di Kiev Arseni Iatseniuk tuona che l’Ucraina non cederà mai la Crimea e che “alle truppe russe non sarà permesso di fare irruzione nelle regioni orientali”, i soldati del Cremlino continuano a sbarcare in massa nella penisola russofona. Secondo le guardie di frontiera ucraine, tra domenica e lunedì sono atterrati in Crimea 10 elicotteri da combattimento e otto aerei da trasporto, senza che Kiev fosse informata con 72 ore di anticipo, come previsto dall’accordo bilaterale sulla flotta russa del Mar Nero di stanza a Sebastopoli. E proprio in questa città dal primo marzo sarebbero arrivate quattro navi militari russe per lo sbarco di truppe.

Diplomazia al lavoro
In Crimea, insomma, la Russia la fa da padrone. Nonostante l’ex premier ucraina Iulia Timoshenko abbia lanciato un avvertimento a Mosca – affermando che con «l’occupazione» della Crimea la Russia «ha dichiarato guerra anche ai garanti della nostra sicurezza, Usa e Gran Bretagna» – per ora non sembra che l’Occidente abbia intenzione di impegnarsi in un conflitto che potrebbe avere conseguenze atroci. Se la Ue infatti «condanna con forza» la «chiara violazione» della sovranità ucraina e «gli atti di aggressione» della Russia, dopo cinque ore di Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri non arriva nessuna denuncia “d’invasione” e non s’ipotizzano sanzioni a carico di Mosca. I 28 in sostanza cercano di dare spazio alla diplomazia in attesa che giovedì scendano in campo i leader, convocati da Herman Van Rompuy per un vertice d’emergenza a Bruxelles. 

«La parola d’ordine è abbassare i toni», spiega Federica Mogherini, all’esordio a Bruxelles nelle vesti di ministro degli Esteri. L’obiettivo condiviso da tutti, dice, è quello di «evitare lo scenario peggiore», ovvero la divisione dell’Ucraina e «una vera e propria invasione». Ed evitare «scenari da guerra fredda», questi sì, che «avrebbero conseguenze su altri scenari internazionali». Nelle ultime ore, spiega, ci sono stati «contatti positivi» sul fronte della diplomazia. Ricorda che nel colloquio diretto con Lavrov di alcuni giorni fa, il ministro degli Esteri del Cremlino ha dato la sensazione di «essere consapevole della necessità di una soluzione condivisa».

L’avvertimento di Obama
Per il momento la risposta più forte all’azione militare russa da parte della comunità internazionale è il possibile boicottaggio del G8 di giugno a Sochi, anche se Germania e Italia frenano. E questo nonostante il fatto che fonti Usa raccontino al New York Times di una Angela Merkel «estremamente irritata» con Vladimir Putin, e che al telefono con Barack Obama avrebbe affermato di «non esser sicura» che il leader russo «abbia ancora contatto con la realtà». La risposta più netta arriva comunque dall’altro lato dell’Atlantico. Obama parla di «misure economiche» per isolare Mosca e accusa Putin di essere «dal lato sbagliato della storia». Intanto l’Europa minaccia «conseguenze sui rapporti bilaterali» se non ci saranno «passi di de-escalation da parte della Russia».

Palazzo di vetro
Ma di spiragli d’intesa se ne vedono pochi: al Consiglio di sicurezza in serata è andato in scena un botta e risposta Russia-Usa degno quasi dei tempi della guerra fredda. L’ambasciatore russo, Vitaly Churkin, ha sparato a zero contro il nuovo governo rivoluzionario di Kiev denunciando l’avvento di “estremisti” e “antisemiti” in Ucraina occidentale e difendendo come “legittimo” l’intervento russo sulla base di una richiesta d’aiuto di Viktor Ianukovich, che Mosca considera tuttora unico presidente legittimo del Paese. Mentre la collega americana Samantha Power ha replicato parlando di «atto di aggressione» russo che «deve finire»; un’invasione – l’ha spalleggiata subito il francese Gerard Araud – che nei modi e nelle giustificazione ricorderebbe addirittura quella sovietica della Cecoslovacchia del lontano 1968.

3 MARZO
 

FABIUS: “SENZA DE-ESCALATION RUSSA INTRODUCIAMO SANZIONI VS RUSSIA”

Se non ci sarà nelle prossime ore una veloce de-escalation, allora decideremo misure concrete come la sospensione di tutti i negoziati sui visti, degli accordi economici e taglieremo legami con molti soggetti», ha detto Fabius alla Bfm Tv. 
«Possiamo pensare anche a misure targettizzate, contro singole persone e ufficiali e i rispettivi beni», ha aggiunto, dicendo che queste ulteriori misure potrebbero già essere prese nel vertice dei leader europei atteso per giovedì 6 marzo.

IL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO SMENTISCE L’ULTIMATUM

18:00 Lo riferisce il quotidiano economico russo Vedemosti: il ministro degli Esteri russo ha negato che la flotta russa ha dato alle forze armate ucraine in Crimea un ultimatum per questa notte alle 3:00 Gmt. La notizia era stata diffusa dall’agenzia russa Interfax.

PERSONAGGIO POPOLARE SULL TV UCRAINA INTERVIENE CONTRO INVASIONE RUSSIA

Il giornalista Roman Olearchyk del Financial Times diffonde da Kiev la notizia di Yevhen Komarovsky, medico nativo dell’est ucraina molto popolare nel Paese perché eutore di un noto show televisivo (con cui dispensa consigli sulla salute dei bambini). Komarovsky ha diffuso un video in cui denuncia “le menzogne” di Mosca. 

«Non ho mai visto tante bugie ai tempi dell’Unione sovietica quante ne vedo oggi sulla televisione russa», dice, facendo riferimento alla propaganda russa che giustifica l’intervento in Crimea con la necessità di difendere i cittadini di etnia russa “perseguitati” in Ucraina. “Nessuno ci sta uccidendo – dice il medico – nessuno mi sta impedendo di parlare russo” 

Il video, in russo

 https://www.youtube.com/embed/0FpDiA4o22s/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

LA RUSSIA HA BLOCCATO 13 SITI WEB LEGATI A PROTESTE KIEV

Lo riferisce il Moscow Times. La Russia ha bloccato 13 siti web legati alle proteste del movimento Euro Maidan di Kiev

ODESSA, NESSUN REFERENDUM SULL’INDIPENDENZA

Secondo l’agenzia Unian, il Consiglio regionale di Odessa, città russofona del Sud dell’Ucraina, si è rifiutato di indire un referendum per concedere alla regione maggiore autonomia dal governo centrale. Nel primo pomeriggio di oggi centinaia di filorussi hanno fatto irruzione nell’edificio che ospita il Consiglio regionale, e adesso il palazzo continua a essere picchettato e i dimostranti impediscono a chiunque di uscirne. Un uomo che ha tentato di issare nuovamente la bandiera ucraina sull’edificio è stato picchiato.

Diversa la situazione per Donetsk, la città dell’Ucraina orientale dove si sono avute oggi manifestazioni pro Russia e dove è stato occupato – come a Odessa – il palazzo della regione. I gruppi vicina a Mosca hanno annunciato di voler tenere un referendum sull’indipendenza della regione da Kiev, sul modello di quello già indetto per il 30 marzo in Crimea. La procura generale della capitale ha denunciato l’illegalità del proposito, che comunque a Donetsk ha basi meno solide rispetto a quello indetto a Simferopoli, dove il nuovo governatore Sergei Aksyonov ha l’appoggio diretto di Vladimir Putin e delle truppe russe che continuano a puntellare i confini della penisola sul Mar Nero.

NUOVO CONSIGLIO SICUREZZA ONU ORE 21.30. CHIESTO DALLA RUSSIA

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunisce sull’Ucraina alle 15.30 ora locale (le 21.30 in Italia). Lo riporta la missione del Lussemburgo al Palazzo di Vetro. Fonti diplomatiche precisano che a chiedere l’incontro è stata la Russia. È la terza riunione di emergenza del Consiglio dall’inizio della crisi in Ucraina.

KIEV: MOSCA STA PREPARANDO PROVOCAZIONE PER GIUSTIFICARE L’ATTACCO IN CRIMEA

Secondo l’Ansa, il vice ministro degli Interni ucraino Mikola Velichkovich ha svelato che Mosca sta preparando una mossa per giustificare l’aggressione armata alle forze ucraine in Crimea. Si tratterebbe dell’’uccisione di 3-4 soldati russi da parte di sconosciuti che si spacceranno per sostenitori delle nuove autorità ucraine.

YATSENIUK: NON LASCEREMO ENTRARE LE TRUPPE RUSSE NELL’UCRAINA EST

In coincidenza con il diffondersi di manifestazioni pro Russia anche oltre la Crimea (nella cittadina orientale di Donetsk e a Odessa, sud-est del Paese), il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha affermato che «alle truppe russe non sarà permesso di fare irruzione nelle regioni orientali» dell’Ucraina. Lo riporta l’agenzia Interfax.

UE SOSPENDE NEGOZIATI BILATERALI CON LA RUSSIA SUL RILASCIO DI VISTI

Secondo la Reuters, il vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell’Unione europea – in corso a Bruxelles – ha rilasciato un documento con cui sospende i negoziati bilaterali in corso con la Russia sul rilascio gratuito di visti ai cittadini russi. Con lo stesso documento Bruxelles fa sapere che «in assenza di una soluzione condivisa, l’Unione europea prenderà in considerazione nuove misure, compreso un embargo sulle armi». 

Anche secondo l’Ansa, in una bozza circolata durante la riunione del Consiglio straordinario, sono previsti anche un embargo delle armi, «misure mirate» verso la Russia oltre alla sospensione del negoziato sui visti «nel caso in cui la Russia non faccia passi per la de-escalation». La misura sui visti sarebbe di fatto solo simbolica – precisa l’agenzie – perchè la trattativa nè ferma da oltre un anno. Sull’embargo sulle armi e sulle misure mirate, secondo fonti diplomatiche, non c’è consenso tra i ministri. Al ’gruppo di contattò, secondo le fonti, dovrebbero partecipare Unione europea, Ucraina, Russia Onu e Osce.

Secondo quanto riporta il Financial Times, la dichiarazione è sottoposta a un intenso dibattito a Bruxelles, con Germania, Italia, Olanda che provano a frenare le intenzioni di sanzionare economicamente Mosca. Mentre i Paesi dell’Est europa spingono per un forte embargo contro la Russia, in parte perché timorosi che l’invasione della Crimea sia solo il primo passo verso una più ampia invasione dell’Ucraina.

FLOTTA RUSSA HA DATO ULTIMATUM ALLE FORZE UCRAINE IN CRIMEA

Interfax cita una fonte del ministero della Difesa ucraino secondo la quale la flotta Russa ha dato un ultimatum alle forze ucraine in crimea per le 3 di notte GMT perché si arrendano. Altrimenti sarà battaglia. Ma la notizia è stata smentita dal Guardian, che cita una sua fonte anonima nel ministero della Difesa ucraino.

FILO-RUSSI OCCUPANO SEDE DEL GOVERNO DI DONETSK, UCRAINA ORIENTALE

Un centinaio di attivisti filo russi ha fatto irruzione nel palazzo del governo dell’oblast orientale ucraino di Donetsk. Almeno uno degli undici piani dell’edificio, su cui da giorni sventola la bandiera russa, è occupato. In queste ore, avrebbe dovuto essere confermata la nomina, da parte del presidente Oleksandr Turchynov, del miliardario Serghyi Tatuta come nuovo governatore (così come a Dnipropetrovsk è stato nominato governatore un altro oligarca, Igor Kolomoysky).

MANIFESTAZIONI PRO RUSSIA IN CORSO A ODESSA

Anche a Odessa, sulla costa meridionale ucraina, sono in corso manifestazioni pro Mosca e il palazzo del governo sarebbe stato occupato da oppositori filo russi.
Ma il premier del governo transitorio ucraino, Arseniy Yatsenyk assicura che non ci sono militari russi in territorio ucraino oltre la Crimea. Yatsenyk ha dichiarato che «la Russia non riuscirà a prendere la Crimea, malgrado tutto quello che sta accadendo, riusciremo a risolvere questa crisi. Abbiamo solo bisogno di tempo». «La Russia non ha alcuna giustificazione per usare la forza contro gli ucraini e per inviare in Ucraina continenti militari», ha aggiunto in una conferenza stampa a Kiev.

Il tweet del giornalista Graham W. Phillips:

#Russia flag flying alongside #Stalin flags at Odessa City Hall as it is ringfenced by pro-Russia activists. pic.twitter.com/x0f9D1ZSMI

— GrahamWPhillips (@BritinUkraine) 3 Marzo 2014

Semprea  Odessa ci sono state anche manifestazioni pro-Kiev:

Pro-Ukraine supporters also here in #Odessa as arguments break out between 2 camps. #Ukraine #Russia pic.twitter.com/yHJfFklsPR

— GrahamWPhillips (@BritinUkraine) 3 Marzo 2014

This is how the #Ukraine side looks – pic.twitter.com/7qMf41QOHV

— GrahamWPhillips (@BritinUkraine) 3 Marzo 2014

This is the #Russia side. Both sets of protesters say they are from #Odessa. #Ukraine pic.twitter.com/PxGQA1vYg9

— GrahamWPhillips (@BritinUkraine) 3 Marzo 2014

La polizia ha tentato di separali:

Police keeping rival protesters apart in #Odessa – atmos getting heated. #Ukraine #Russia pic.twitter.com/luK00K75b0

— GrahamWPhillips (@BritinUkraine) 3 Marzo 2014

LE FORZE DI KIEV A CONFRONTO CON QUELLE RUSSE

Il grafico del Financial Times

LAVROV: “QUELLE DI KERRY SONO MINACCE INACCETTABILI”

Lavrov, ministro degli Esteri russo: «Consideriamo inaccettabili le minacce alla Russia fatte dal segretario di Stato Usa John Kerry in una serie di dichiarazioni pubbliche sui recenti eventi in Ucraina»

IL RIEPILOGO DELLA REUTERS SULLE POSIZIONI DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

Unione europea. Vertice straordinario dei ministri degli Esteri europei in corso a Bruxelles. Cercheranno una mediazione di alto livello con la Russia. 

Secondo quanto si apprende, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno condannato lo schieramento di militari nell’Ucraina dell’Est, e hanno suggerito che potrebbero essere imposte sanzioni se Mosca non cambia direzione. 

Eppure, suggerisce la Reuters, sempre più leader europei sono preoccupati dall’infliggere a Putin punizioni troppo forti, preoccupati per i legami economici con la Russia, a partire dalla dipendenza da gas e olio russi.

Germania, Francia e Gran Bretagna invocano una mediazione per risolvere la crisi. Ruolo che potrebbe essere ricoperto dall’Osce, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Non escludono l’idea di prendere misure economiche se Mosca non trova il modo di calmare la situazione. Il ministro degli Esteri Steinmeier, appena arrivato a Bruxelles, ha dichiarato: «È più che mai importante non cadere nell’abisso dell’escalation militare»

Così anche Fabius, il ministro degli Esteri francese: «C’è la condanna all’intervento russo e poi c’è il bisogno di mediazione, di dialogo»

Domenica sera Angela Merkel, cancelliere tedesco, ha parlato con Putin e ha suggerito l’idea di una missione di inchiesta guidata dall’Osce in Ucraina

L’Osce dal canto suo si è detta disponibile a svolgere questo ruolo

Sempre secondo quanto scrive Reuters, le sanzioni europee hanno bisogno dell’unanimità di almeno 28 stati membri, ma molti stati Ue, come ad esempio Cipro, hanno legami molto stretti con Mosca.

Gli Usa. Il segretario di Stato John Kerry ha minacciato divieti di visto, congelamento dei beni e restrizioni commerciali contro la Russia. 

Al telefono con Merkel, Obama ha sottolineato la «completa illegittimità» delle azioni russe. 

La Russia è il terzo partner commerciale dell’Ue dopo Usa e Cina, con 123 miliardi di euro di beni esportati nel 2012. Ed è anche il principale fornitore singolo di prodotti energetici all’Europa, coprendo un quarto circa dell’intero consumo di olio e gas europei.  

Dal canto suo, la Russia si muovo come se sapesse già che l’Occidente non può affrontare il rischio dello scoppio di una guerra di larga scala, adottando azioni di tipo militare.  

CACCIA RUSSI VIOLANO SPAZIO AEREO UCRAINO

Dei caccia russi hanno violato per due volte lo spazio aereo ucraino sul Mar Nero. Lo denuncia il ministero della Difesa ucraino, che ha fatto alzare in volo un aereo di ricognizione Sukhoi 27 «il cui equipaggio è riuscito a prevenire le provocazioni da parte degli aerei russi».

KIEV: “SBARCO MASSICCIO DI MILITARI RUSSI IN CRIMEA”

Le guardie di frontiera ucraine hanno denunciato che i militari russi continuano a sbarcare in Crimea massicciamente: nelle ultime 24 ore, sostengono, sono atterrati in Crimea 10 elicotteri da combattimento e otto aerei da trasporto, senza che Kiev fosse informata con 72 ore di anticipo previste dall’accordo bilaterale sulla flotta russa del Mar Nero.

Scrive Thomas Manfredi su Linkiesta che il grado di dipendenza dell’Unione europea dal gas Russo, soprattutto a fini del riscaldamento delle abitazioni, risulta particolarmente elevato. Con tassi di dipendenza superiori al 30%, l’Estonia, la Repubblica Slovacca, l’Ungheria, ma anche Austria e Finlandia, si troveranno forse per ragioni geo-politiche a cambiare la loro strategia di approvvigionamento nel medio periodo, visto il minaccioso precedente Ucraino? 

Il grafico:

TYMOSCHENKO: “LA RUSSIA HA DI FATTO DICHIARATO GUERRA AGLI USA”

In un video pubblicato sul suo sito internet ufficiale, Yulia Tymoschenko, leader dell’opposizione ucraina, ha affermato che «Occupando» la Crimea, la Russia «dichiara guerra anche ai garanti della nostra sicurezza, Stati Uniti e Gran Bretagna»

GERMANIA: “CERCHIAMO UNA STRADA POLITICA CON PUTIN”

Il portavoce di Angela Merkel a Berlino ha detto che la situazione è «molto difficile» ma il governo tedesco crede nel fatto che si possa arrivare a una soluzione politica, «unica strada ragionevole». Il portavoce ha sottolineato anche che la Germania vuole «tutelare il formato del G8».

MEDVEDEV ORDINA COSTRUZIONE DI UN PONTE TRA CRIMEA E RUSSIA 

Il premier russo Medvedev avrebbe ordinato di costruire un ponte che unisca la penisola della Crimea alla Russia. Il ponte sullo stretto di Kerch (che collega la Russia alla Crimea, ndr) deve essere costruito a prescindere dalla situazione politica, ha detto il premier russo Medvedev, ricordando che restano in vigore gli accordi firmati a dicembre tra Russia e Ucraina, che prevedono tra l’altro la costruzione del ponte.

Il tweet di Maxim Eristavi, giornalista freelance:

Strait of Kerch, where Russia orders to build a bridge, is the only place of direct Crimea link w/ Russia pic.twitter.com/gsmRDS90ZP

— Maxim Eristavi (@MaximEristavi) 3 Marzo 2014

HAGUE: SUPPORTO FNANZIARIO DELL’INGHILTERRA A KIEV

William Hague comunica con due tweet di aver incontrato il presidente ucraino Turchynov e il premier Yatsenyuk. A loro ha ribadito il sostegno da parte della Gran Bretagna, e ha promesso un aiuto finanziario urgente di 10 milioni di sterline per realizzare le riforme politiche ed economiche. 

UK will give £10m of urgent technical help for economic + political reform in #Ukraine. British team arriving in Kyiv today to work on this

— William Hague (@WilliamJHague) 3 Marzo 2014

Have held talks in Kyiv with Acting President Turchynov and Prime Minister Yatsenyuk. UK will stand by gov and people of #Ukraine

— William Hague (@WilliamJHague) 3 Marzo 2014

LAVROV ALL’ONU: “INVIATE TRUPPE IN UCRAINA PER FERMARE GLI ESTREMISTI”

Secondo il Guardian, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov si è rivolto al Consiglio per i diritti umani dell’Onu a Ginevra dicendo che la decisione russa di inviare truppe in Ucraina è pensato come deterrente contro i radicali, per bloccare ogni uso della forza, e per facilitare la riconciliazione del Paese. 

Queste le sue parole nella traduzione inglese del Guardian:

“We call for a responsible approach, to put aside geopolitical calculations, and above all to put the interests of the Ukrainian people first …I reiterate, we are talking here about protection of our citizens and compatriots, about protection of the most fundamental of the human rights – the right to live, and nothing more.

Those who try to interpret the situation as an act of aggression, threaten us with sanctions and boycotts, are the same partners who have been consistently and vigorously encouraging the political powers close to them to declare ultimatums and renounce dialogue, to ignore the concerns of the south and east of Ukraine and consequently to the polarisation of the Ukrainian society”.

Yanukovych’s “wanted” profile is on Ukraine’s Interior Ministry website now. Surreal still. pic.twitter.com/6mNwSF9ygk

— Maxim Eristavi (@MaximEristavi) 3 Marzo 2014

OGGI A MOSCA INCONTRO LAVROV BAN KI-MOON

Secondo quanto riporta l’Ansa, nel primo pomeriggio di oggi presso la rappresentanza russa si svolgerà l’incontro tra Ban Ki-Moon e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Ieri sera, l’Onu aveva annunciato l’invio del vice segretario generale Jan Eliasson nel Paese. Dopo essersi informato sul posto Eliasson dovrà «informare il Segretario generale sulle prossime iniziative che le Nazioni Unite potrebbero adottare per sostenere una riduzione delle tensioni», afferma con una nota l’Onu.

CONCORDANZA DI VEDUTE TRA PECHINO E MOSCA SULL’UCRAINA

Il ministero degli Esteri russo riferisce di una telefonata fatta nella notte tra il ministro Lavrov e il corrispettivo cinese, Wang Yi. Tra Mosca e Pechino – si legge – c’è un’ «ampia concordanza di vedute sulla situazione» in Ucraina.

GAZPROM, NUOVO AVVERTIMENTO: POTREMMO ALZARE PREZZO GAS PER KIEV

Secondo quato riferisce la Reuters, il colosso della produzione di gas, la russa Gazprom, torna ad avvertire l’Ucraina che potrebbe alzare il costo del gas a partire dal secondo quadrimestre. Questo il virgolettato di Andrei Kruglov, capo dell’ufficio finanziario di Gazprom: «La situazione con i pagamenti è preoccupante. L’Ucraina sta pagando ma non tanto quanto vorremmo… Stiamo ancora pensando se sia il caso di aggiornare il prezzo contrattato a partire dal prossimo quadrimestre, sulla base dei costi attuali.  

La Gazprom aveva rilasciato affermazioni simili già il 1 marzo e il 24 febbraio il ministro dell’Energia ucraino si era detto preoccupato del rischio di rialzo.

A Dicembre l’ex presidente Yanukovich ha firmato un accordo commerciale con Mosca per ridurre il prezzo del gas a 268.50 dollari per 1000 metri cubi, un taglio di circa un terzo del prezzo pagato tra 2009 e 2013, che era di 400 dollari per 1000 metri cubi. 
L’Ucraina consuma circa 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, e più della metà di questa quantità è importata dalla Russia. 

RIUNIONE ASHTON CON STAFF DI BARROSO E ROMPUY IN ATTESA DEL CONSIGLIO ESTERI STRAORDINARIO UE

Riunione di coordinamento tra gli staff di alto livello di Barroso e Van Rompuy con l’Alto rappresentante degli affari Esteri europei Catherine Ashton per fare il punto sull’Ucraina prima del Consiglio esteri straordinario che comincerà tra poche ore a Bruxelles. Presente, secondo quanto reso noto dal servizio diplomatico Ue, anche il presidente del Comitato militare Ue.
 

OSCE: MISSIONE A KIEV PER VALUTARE LA SITUAZIONE

Il presidente di turno dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter, ha incoraggiato oggi le autorità di transizione di Kiev ad accogliere una missione per la valutazione dei fatti. 
 

IL VICE DI BAN KI MOON VOLA A KIEV

Ban Ki Moon, segretario generale dell’Onu,  ha inviato a Kiev il suo vice, Jan Eliasson, perchè si possa fare un quadro della situazione sul terreno. Le informazioni raccolte da Eliasson serviranno a Ban per poter decidere passi utili alla riduzione della tensione nella regione. )
 

MEDVEDEV: YANUKOVICH RESTA PRESIDENTE UCRAINO

Ianukovich resta il presidente dell’Ucraina in base alla Costituzione, nonostante “la sua autorità sia praticamente insignificante”: lo scrive su Facebook il premier russo Medvedev, secondo il quale se Ianukovich “è colpevole dovrebbe essere sottoposto a impeachment e processato”, altrimenti si tratta di “un’azione arbitraria”.

“Sì, l’autorità di Ianukovich è praticamente insignificante ma è un fatto che sia il legittimo capo dello Stato in base alla Costituzione ucraina”,scrive Medvedev.
 

NUOVA INCHIESTA SU YANUKOVICH

Secondo l’Ansa la procura generale ucraina ha aperto una nuova inchiesta sull’ex presidente ucraino Yanukovich dopo la sua conferenza stampa del 28 febbraio a Rostov sul Don, in Russia. La decisione, ha spiegato il viceprocuratore Oleg Makhgnitski, è stata presa per il tentativo di rovesciare l’ordine costituzionale nel Paese con le sue dichiarazioni durante l’incontro stampa. Ianukovich è già indagato per omicidi di massa, un’accusa legata alla repressione della protesta del Maidan.
 

SOSPESI LAVORI PREPARATIVI PER IL G8 DI SOCHI

Scrive l’Ansa «Tensione sempre più alta in Ucraina, con l’avanzamento dell’occupazione russa in Crimea. Kiev parla di disastro imminente, il G7 condanna Mosca e sospende i preparativi per il G8 a Sochi, mentre Kerry si spinge ad affermare che la Russia rischia il suo posto tra i Grandi otto». In agenda oggi un incontro a Mosca fra Vladimir Putin e l’ex premier ucraino Julia Timoshenko, liberata dopo l’allontanamento di Yanukovich. Il rappresentante della politica estera della Commissione europea, Katherine Ashton andrà in visita a Kiev, mentre a Bruxelles si terrà il consiglio dei ministri degli esteri dei Paesi dell’Unione europea.
 

CONDANNA DI ALTO TRADIMENTO PER AMMIRAGLIO CHE GIURA FEDELTà A RUSSIA

L’ammiraglio Denis Berezovskiy, comandante in capo della Marina ucraina per pochi giorni, è indagato per “alto tradimento” dopo che ha giurato fedeltà alle autorità filorusse della Crimea. Lo ha fatto sapere la numero due del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino Viktoria Siumar. Al suo posto è stato nominato capo di Stato maggiore della Marina militare ucraina l’ammiraglio Serghii Haiduk
 

COMUNICATO CONGIUNTO DEI PAESI G7 PER CONDANNARE LA RUSSIA

Nella notte, i leader del gruppo G7 (Usa, Uk, Francia, Germania, Giappone, Italia e Canada) hanno rilasciato un comunicato congiunto per condannare la violazione da parte della Federazione russa della sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina»

BANCA CENTRALE RUSSA PROVA AD ARGINARE CADUTA DEL RUBLO

Secondo quanto riporta la Reuters, la Banca centrale russa ha venduto 10 miliardi di dollari, il 2% delle sue riserve di oro e di monete estere, per arginare il crollo del rublo di questa mattina. 

Questa mattina occorrevano 50,50 rubli per un euro e 36,85 per un dollaro. Finora non era mai stato superato il muro simbolico dei 50 rubli per la moneta europea. La Borsa russa ha aperto con un calo di oltre il 6%. La Banca centrale russa ha alzato a sorpresa i tassi di interesse dal 5,5% al 7%.

SONO 15.000 SOLDATI RUSSI SCHIERATI IN CRIMEA

15.000 soldati russi nella penisola ucraina della Crimea. Due le caserme ucraine assediate dai soldati della flotta russa. 

2 MARZO

23.00 Secondo quanto riferisce Rai News, fonti dell’Amministrazione Usa hanno dichiarato che la Russia ha il pieno controllo operativo della Crimea. Gli Stati Uniti escludono l’ipotesi di un’azione militare a fianco di Kiev, contro un eventuale attacco russo, precisano le stesse fonti, che inoltre annunciano un documento della Nato, firmato da tutti i 28 membri, con cui si condanna l’intervento armato da parte della Russia.

Si è concluso il vertice sulla crisi ucraina a Palazzo Chigi. Ecco il comunicato:

Si è svolta a Palazzo Chigi una riunione sulla situazione in Ucraina, presieduta dal premier Matteo Renzi, alla presenza del Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Marco Minniti e del direttore del DIS Giampiero Massolo.

Il Presidente del Consiglio, che ha parlato nel pomeriggio con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il Presidente francese François Hollande segue con costante attenzione e con estrema preoccupazione gli sviluppi della situazione in Crimea, in stretto contatto con i partner europei e internazionali.

Il Governo italiano si associa alle pressanti richieste della comunità internazionale affinché sia rispettata la sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina. Violazioni di tali principi sarebbero per l’Italia del tutto inaccettabili.

A tal fine, l’Italia rivolge alla Russia un forte appello a evitare azioni che comportino un ulteriore aggravamento della crisi e a perseguire con ogni mezzo la via del dialogo.

Al tempo stesso il Governo italiano esorta le autorità di Kiev a promuovere ogni sforzo volto alla stabilità e alla pacificazione del Paese nel rispetto della legalità e della tutela delle minoranze.

L’AFP riporta una dichiarazione del comandante della Marina ucraina che sarà fedele alle autorità pro-russe della Crimea. Tutto questo dopo che era stato nominato dal presidente ad interim Oleksandr Turchynov. Denis Berezovsky ha detto, in un messaggio televisivo, «Giuro di essere fedele agli ordini del comandante delle truppe della Repubblica Autonoma della Crimea».

Il Guardian ha pubblicato un sommario degli eventi di oggi:

Truppe russe hanno circondato due basi militari ucraine in Crimea e hanno cercato di avere accesso ad altre basi o di ottenere il controllo delle armi. Fuori dalla base di Perevalnoe si è verificato uno stallo, con circa 150 militari e 20 veicoli militari all’esterno, mentre l’esercito ucraino ha portato un carroarmato davanti all’entrata, mentre una quindicina di soldati si trovavano nei pressi dell’ingresso.

Il primo ministro ucraino Arseny Yatsenyuk ha detto che la Russia ha di fatto dichiarato guerra all’Ucraina e che non si tratta più di una minaccia da parte russa. Ha ammonito: «Siamo sull’orlo del disastro».

Il Segretario di Stato americano John Kerry ha ammonito la Russia dicendo che potrebbe essere espulsa dal G8 e subire sanzioni economiche a meno che il presidente Vladimir Putin ponga fine ad «un incredibile atto di aggressione». Kerry ha fatto riferimento anche a una possibile sospensione dei visti, congelamento di asset e sanzioni commerciali.

Il segretario della NATO  Anders Fogh Rasmussen ha accusato la Russia di aver minacciato la pace e la sicurezza in Europa con le sue azioni e di aver violato la carta dell’Onu. Ha chiesto alla Russia «di fermare la sua escalation».

La Gran Bretagna e la Francia si sono unite agli Stati Uniti abbandonando i lavori preparatori del G8 previsto per giugno a Sochi, dove si sono appena tenute le Olimpiadi invernali.

Il Parlamento ucraino ha chiesto aiuto internazionale per mettere in sicurezza i suoi siti di produzione di energia nucleare.

Ci sono state manifestazioni sia pro che contro l’intervento russo a Mosca. Almeno 10mila i manifestanti pro-intervento, secondo l’Associated Press, che ha però raccolto testimonianze di persone che sono state obbligate a presenziare. La manifestazione contro l’intervento è stata molto più piccola, circa 50 persone, poi arrestate dalle autorità di polizia russe.

L’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Yuriy Sergeyev ha dichiarato alla CNN «Dobbiamo dimostrare di avere la capacità di difenderci come è stato deciso oggi in parlamento e ci stiamo preparando per questo». e ha aggiunto «se un aggravamento della situazione è in arrivo, dal momento che le truppe russe stanno aumentando di ora in ora, naturalmente chiederemo aiuto militare e di altro tipo».

«La Russia ci ha dichiarato guerra, siamo sull’orlo del disastro», ha detto il premier ucraino Arseni Iatseniuk. «Questo è un allarme rosso. Questa non è una minaccia, questa è di fatto una dichiarazione di attacco contro il mio Paese».  

La corrispondente dell’Associated Press Laura Mills, su Twitter, ha diffuso questa foto, scattata a Mosca, dove si vede un cittadino russo mostrare un foglio bianco in opposizione all’invasione russa. L’uomo è stato immediatamente arrestato.

Sul Giornale.it l’inviato Fausto Biloslavo racconta come circa 300 soldati russi abbiano circondato la base militare ucraina in Crimea, chiedendo la resa e la consegna delle armi (ascolta l’audio qui). 

Sulla crisi in Crimea il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi ha annunciato per oggi alle 17 un vertice a Palazzo Chigi con le ministra della Difesa Roberta Pinotti e quella degli Esteri Federica Mogherini. Il Parlamento di Kiev intanto è in seduta straordinaria da stamattina. 

L’Ucraina ha richiamato i suoi riservisti. La Crimea continua a essere sigillata, mentre a Simferopoli si raccolgono le firme per il referendum sulla adesione della Repubblica autonoma alla Russia. Referendum che è stato anticipato al 30 marzo prossimo. 

Il responsabile della sicurezza e della difesa dell’Ucraina ha reso noto, con un post su Facebook, che l’esercito ucraino sta venendo dislocato in tutto il territorio nazionale. Lo riporta la CNN. Mentre la Chiesa ortodossa si appella alla pace, a Kiev si tiene una seduta straordinaria del Parlamento. 

Oltre al tentativo di mediazione europea, in campo torna anche JuliJa Tymoshenko, attesa a Mosca lunedì 3 marzo per uno sforzo di ricucitura in extremis.  

LA CRONACA DEI GIORNI PRECEDENTI DELLA CRISI UCRAINA