Nomine Ue, stavolta Renzi non convince la Merkel

Nomine Ue, stavolta Renzi non convince la Merkel

Alla fine l’accordo non si trova. Tutto rimandato a fine agosto, al prossimo vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione. L’incontro di ieri sera a Bruxelles non è bastato per chiudere la partita delle nomine Ue. Posticipata, per ora, la designazione dell’italiana Federica Mogherini a successore di Cathy Ashton, la rappresentante europea per la politica estera e la sicurezza .

La Cancelliera tedesca Angela Merkel aveva avvertito già nel pomeriggio. Quello di ieri rischiava di essere solo un confronto interlocutorio tra i ventotto leader europei. Così è stato. Dopo una prima discussione, la riunione a palazzo Justus Lispius si chiude senza sbloccare la situazione. Le poltrone per ora restano vuote. Resta il gioco di veti e contro veti, candidature più o meno ufficiali, patti da sancire e da rispettare.

Chi rischia in prima persona è Matteo Renzi. Presidente del Consiglio italiano e leader politico del Paese alla guida del semestre europeo. Palazzo Chigi la sua scelta l’ha resa nota da tempo. Si punta sul ministro degli Esteri Mogherini per sostituire lady Ashton. In ballo c’è il ruolo di Alto rappresentante per la politica Estera dell’Unione. Ma anche, come dice Renzi in serata, «il rispetto» nei confronti di un paese fondatore. 

Pochi dubbi, almeno sulla carta, per la buona riuscita dell’operazione. La scelta spetterebbe alla famiglia socialista. E in seconda battuta all’Italia, patria del partito più rappresentato all’interno del gruppo. E invece alla fine si decide di prendere tempo. La spunta Angela Merkel, che aveva chiesto una riflessione più approfondita. Ma sorridono anche i leader europei che proprio sulla nomina di Federica Mogherini avevano avanzato qualche dubbio. 

Una cordata formata da una decina di Paesi dell’Est. I più critici verso la presunta vicinanza al Cremlino dell’inquilina della Farnesina. Ma anche tutti quelli, e non sembrano essere pochi, che hanno puntato il dito contro la poca esperienza internazionale dell’italiana. «Abbiamo bisogno di qualcuno con più competenze in politica estera» sosteneva fino a poche ore dal vertice Elmar Brok, presidente della commissione Esteri a Bruxelles e consigliere della cancelliera tedesca. 

Matteo Renzi ostenta ottimismo. In assenza di candidature alternative, quando i ventotto leader europei torneranno a riunirsi la scelta dell’Italia sarà ufficializzata. Intanto qualcuno prova a ostacolare l’ascesa di Mogherini alla Commissione. Nel pomeriggio di ieri si sono fatte più insistenti le voci, per ora mai confermate, su altre candidature italiane. Quella dell’ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema, proprio al posto di Cathy Ashton. Ma anche quella di Enrico Letta. Per il predecessore di Renzi, qualcuno avrebbe pensato al ruolo di presidente del Consiglio. Difficile sapere se la candidatura dell’ex premier italiano sia davvero in campo o si tratti di voci per mettere in difficoltà il governo italiano. Il 30 agosto sarà tutto più chiaro. 

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