Perché gli utenti non scaricano più le applicazioni

Perché gli utenti non scaricano più le applicazioni

Forse potrebbe essere un po’ prematuro pensare che il mercato delle applicazioni abbia imboccato il viale del tramonto, ma i dati forniti da una ricerca effettuata dalla società di consulenza Deloitte su questo tema, non vanno sottovalutati. Secondo i numeri riportati in uno studio svolto nel Regno Unito, circa un terzo degli utenti che utilizzano uno smartphone non scaricano nemmeno un’applicazione nell’arco di un mese, e il numero medio di download su base mensile è diminuito in maniera sostanziale nel 2014. Una notizia che non fa certo dormire sonni tranquilli ai migliaia di sviluppatori di tutta Europa, tra i quali continua a crescere il timore dell’inizio di una fase di decrescita del settore.

«Stiamo raggiungendo un limite nel Regno Unito nel volume di download dai negozi di applicazioni» ha dichiarato al Financial Times Paul Lee, analista di Deloitte. Questi dati poi risultano particolarmente significativi per il fatto che il Regno Unito è una sorta di ago della bilancia del mercato della telefonia mobile, e oltretutto è da lì che provengono la maggior parte degli sviluppatori europei. Ecco perché constatare dai dati che quasi nove persone su dieci affermano di non aver mai effettuato un acquisto né per quanto riguarda le applicazioni, né per qualsiasi altro contenuto relativo agli smartphone, potrebbe suonare come un campanello d’allarme.

Tra l’altro recentemente sia Google che Apple hanno pubblicato studi che dimostrano come la cosiddetta app economy stia supportando il mercato del lavoro europeo. Con proclami trionfalistici, da Cupertino hanno fatto sapere di aver creato oltre seicentomila posti di lavoro in Europa grazie a questo comparto, molti dei quali rientrano nella categoria di «professioni che prima non esistevano». Soltanto in Italia i numeri superano le mille unità, con oltre 21mila soggetti, tra informatici e sviluppatori, membri dell’iOS Developer Program. I risultati tratti dallo studio di Deloitte tuttavia pongono la questione principalmente nei confronti degli sviluppatori indipendenti, tra cui è crescente la preoccupazione per lo stato finanziario del mercato delle applicazioni.

Ciò che va sottolineato però è che questi numeri non sono il sintomo di un rallentamento del mercato delle applicazioni in generale, ma piuttosto la manifestazione di un aumento di quelli che possono essere definiti “utenti occasionali” i quali usufruiscono di un minor numero di applicazioni all’interno di un mercato decisamente più vasto, che è quello degli smartphone. Una condizione che ha portato anche ad un incremento notevole di utenti che non scarica alcuna applicazione, sono il 31%, e ad un calo del numero medio di applicazioni scaricate sceso all’1,82 rispetto al 2,32 dello scorso anno.

Paradossalmente, spiega ancora Paul Lee «più le applicazioni funzionano meglio e minore è la tendenza da parte degli utenti a scaricarne altre. Chi si trova bene con un’applicazione è probabile che sia meno incline a cercarne altre» un fenomeno che potrebbe così portare ad un immobilismo relativo alla creazione e alla diffusione di nuove applicazioni. A rendere ancora più complesso il quadro ci sono poi fenomeni che assomigliano a delle vere e proprie bolle. A tal proposito basti pensare all’applicazione “Yo!”, un programma che permetteva di inviare solamente questo monosillabo ai propri contatti. Un’applicazione che, sviluppata solamente in otto ore dall’israeliano Or Orbel, ha raggiunto oltre cinquantamila utenti in brevissimo tempo e ha perfino ottenuto un milione di dollari da parte di un gruppo di investitori americani.