Giovani e del sud: ecco chi ha pagato la crisi

Giovani e del sud: ecco chi ha pagato la crisi

I tassi di occupazione in Italia, dall’inizio della Grande Crisi, in percentuale per la popolazione in ogni gruppo (le etichette mostrano la differenza in punti percentuali dal secondo trimestre 2008) Per guardare il grafico ingrandito, clicca qui

In Italia, dall’inizio della Grande Crisi, tutti i gruppi socio-demografici più rilevanti hanno sperimentato una contrazione del tasso di occupazione. Fra tutti, è da segnalare l’emorragia di lavoro nel Mezzogiorno, con il tasso di occupazione per coloro con più di 15 anni pari al 32,7%, cinque punti percentuali in meno del 2008; da notare anche la forte perdita di occupazione fra i meno qualificati, -8 punti per chi possiede un titolo inferiore al diploma superiore, ma anche ben -5 punti percentuali in meno per i laureati.

Molto preoccupante, soprattutto, è la perdita d’occupazione fra i più giovani, con tassi di occupazione in caduta libera per i 15-24 ma soprattutto per i 25-34enni, con un tasso di occupazione in contrazione di ben 12 punti percentuali. Con un tasso di occupazione appena inferiore al 60%, sono il fanalino di coda fra i coetanei dei paesi europei. L’unica consolazione riguarda i lavoratori meno giovani: il tasso di occupazione dei 55-64enni è in aumento di 11 punti percentuali, ma sempre sotto il 50%, lontano dalla media UE.

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