Il Regno Unito «potrebbe votare online entro il 2020»

Il Regno Unito «potrebbe votare online entro il 2020»

Il 7 maggio 2015 si terranno le elezioni parlamentari del Regno Unito che decideranno le sorti politiche del paese per i prossimi anni. Ma, in Gran Bretagna, c’è già qualcuno che pensa alle elezioni successive, quelle del 2020.

La Digital Democracy Commission (commissione per la democrazia digitale) è un gruppo nato nel novembre del 2013 e guidato dallo speaker della Camera dei comuni John Bercow. È stato creato per spingere il parlamento a utilizzare sempre di più gli strumenti digitali e aumentare il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica del Regno Unito. Il loro ultimo report, intitolato “Open Up” (Apramoci) e pubblicato il 26 gennaio 2015, indica cinque grandi temi di democrazia digitale su cui il parlamento dovrebbe lavorare e dà delle raccomandazioni su come arrivarci. E il terzo punto riguarda proprio le elezioni del 2020, proponendo un ambizioso progetto in cui «tutti i cittadini dovrebbero avere la possibilità di votare online in modo sicuro».

«In un anno in cui riflettiamo sulla nostra lunga eredità democratica, è imperativo che guardiamo anche al futuro e cerchiamo modi per modernizzare la nostra democrazia per incontrare i cambiamenti della società moderna», ha detto Bercow. Come molti altri paesi europei, negli ultimi anni anche nel Regno Unito ha visto una costante diminuzione del numero di votanti e spera, con il voto online, di recuperare elettori e invertire il trend.

«La commissione — si dice nel report — è convinta che ci sia un interesse per le votazioni online nel Regno Unito, particolarmente tra i giovani. Diventerà sempre più difficile persuadere i giovani a votare usando i metodi tradizionali. È solo una questione di tempo prima che il voto online diventi una realtà, ma prima i problemi di sicurezza devono essere superati». La commissione non segnala esattamente come superare questi problemi di sicurezza ma scrive che almeno un paese al mondo ha un sistema di votazione online per tutti i cittadini: l’Estonia. E che molti altri stati stanno sperimentando programmi pilota per la votazione attraverso Internet.

Il report della Digital Democracy Commission si può, naturalmente, leggere tutto online, mentre qui sotto ci sono le cinque raccomandazioni per il parlamento tradotte in italiano.
 

  1. Entro il 2020, la Camera dei comuni (la House of Commons) dovrebbe assicurarsi che chiunque capisca il lavoro del parlamento.

  2. Entro il 2020, il parlamento dovrebbe essere completamente interattivo e digitale

  3. La Camera dei comuni eletta nel 2015 dovrebbe creare un nuovo forum per la partecipazione pubblica nei dibattiti della Camera dei comuni.

  4. Entro il 2020, tutti i cittadini dovrebbero avere la possibilità di votare online in modo sicuro.

  5. Entro il 2016, tutte le pubblicazioni e i filmati prodotti dal parlamento dovrebbero essere liberamente accessibili online, in formati adatti al riutilizzo. I resoconti parlamentari dovrebbero essere disponibili come open data entro la fine del 2015.