Tutte le versioni del presidente

Tutte le versioni del presidente

Questa settimana abbiamo fatto un gran parlare di presidenti, possibili, sognati, voluti, discussi, desiderati. Nel cinema americano, per via di una particolare rilevanza del loro presidente, la figura del presidente degli Stati Uniti è raccontata, messa sotto i riflettori e trasformata nei modi più vari (da quello action di Air force one a quello inerme di 1997: Fuga da New York). Ma, recentemente, anche fumetti e serie tv hanno iniziato raccontarci tanti presidenti e le loro tante facce, mostrandoceli a volte come eroi e a volte come fragilissimi esseri umani in preda a manie e ossessioni. E allora, visto che di presidenti parliamo, ricordiamoci (o scopriamo) i migliori che abbiamo mai avuto, almeno nel mondo della fiction.
 

Josiah Edward “Jed” Bartlet, presidente degli Stati Uniti, The West Wing

Il miglior leader del mondo libero che sia mai stato scritto e la miglior versione di un presidente democratico che possa esistere. Idealista ma pragmatico, deciso ma comprensivo, religioso ma non fanatico. Il portavoce del Casa Bianca del governo Clinton lo definì il «presidente ideale», capace di unire «la compassione e l’integrità di un Jimmy Carter… l’arguzia di un Richard Nixon… l’affabilità di un Bill Clinton e la passione liberale di un Ted Kennedy». Da notare che prima di diventare presidente, Bartlet è stato governatore del New Hampshire, ha vinto un Premio Nobel per l’economia e ha imparato a mettersi la giacca come nessun altro al mondo.

Thomas J. Whitmore, presidente degli Stati Uniti, Independence Day

Difficile dire se Thomas J. Whitmore sia un bravo presidente o no, se la sue decisioni economiche o di politica estera abbiano indebolito o reso più forti gli Stati Uniti. Sicuramente sappiamo che quando è il momento, non solo è pronto a combattere ma è anche in grado di salire su un caccia e sparare missili contro gli alieni (nel mondo vero, soltanto papà e figlio Bush sono piloti militari). E sappiamo che, anche con tutti i suoi speechwriter morti nell’esplosione della Casa Bianca, è in grado di ispirare grandezza in tutti noi.

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James Marshall, presidente degli Stati Uniti, Air Force One

Il presidente d’azione (ancora più d’azione di Thomas J. Whitmore) che gli Stati Uniti hanno sempre voluto e sognato: Harrison Ford che, uno a uno, fa fuori tutti i terroristi che si sono intrufolati sull’aereo presidenziale e hanno preso in ostaggio lui e la sua famiglia. Meglio di Ronald Regan.
 

Laura Roslin, presidentessa delle Dodici Colonie di Kobol, Battlestar Galactica

Laura Roslin è la Segretaria all’Istruzione del governo delle Dodici Colonie di Kobol, la quarantatreesima in linea di successione nel caso succedesse qualcosa di brutto. E qualcosa di brutto, naturalmente, succede: le colonie vengono attaccate, quasi tutta l’umanità spazzata via e Laura Roslin diventa presidentessa e forma un nuovo governo. Perché, anche quando una spietata intelligenza artificiale insegue quel che resta della razza umana nel profondo nello spazio per finire il lavoro iniziato, la democrazia rimane un punto fisso della nostra società.
 

Junichiro Koizumi, primo ministro del Giappone, Mudazumo Naki Kaikaku

Junichiro Koizumi è stato il vero primo ministro del Giappone (piccolo strappo alla regola del presidente, ma Koizumi era anche presidente del partito liberal democratico quindi vale), dal 2001 al 2006. E lo è anche in Mudazumo Naki Kaikaku, un folle e divertentissimo fumetto giapponese in cui i conflitti internazionali vengono risolti con complicatissime partite di Mah Jong, un gioco da tavolo di origini cinesi popolare in oriente quanto lo sono gli scacchi in occidente. Per intenderci: nel primo numero del manga, Koizumi gioca a Mah Jong contro George Bush Sr. e George Bush Jr. su una portaerei e arriva fino ad andare sulla Luna per sconfiggere — insieme al papa — un neonato impero nazista.
 

Thomas “Tug” Benson, presidente degli Stati Uniti, Hot Shots! 2

Hot Shots! 2 è un film stupido come solo agli inizi degli anni Novanta sapevamo fare. Ma nella sua totale idiozia riesce ad essere una perfetta parodia dei blockbuster d’azione americani. E poi, in quale altro film si può vedere il presidente degli Stati Uniti che combatte a colpi di spada laser con Saddam Hussein?
 

Steve “Captain America” Rogers, presidente degli Stati Uniti, Marvel Ultimates

È l’americano più americano di tutti e combatte sotto la bandiera a stelle e strisce (e con addosso la bandiera a stelle e strisce) dal 1941. E, per un po’, Capitan America, diventa anche il commander in chief degli Stati Uniti, succedendo a Barack Obama e al presidente John Howard, dovendo gestire un paese prossimo alla guerra civile e una Washington devastata. Sam Humphries, che ha scritto la saga a fumetti in cui Capitan America diventa presidente ha detto ad Associated Press che «questa non è una cosa che i supereroi fanno tutti i giorni» ma che «“Cap” fa quello che gli chiede il popolo. Non ha voluto questo lavoro, ma se può aiutare l’America a riunirsi lo farà».
 

George “Solidus Snake” Sears, presidente degli Stati Uniti, Metal Gear Solid

È il 43º Presidente degli Stati Uniti (al posto di George Bush), ha due braccia robotiche, maneggia abilmente due katane, è un clone perfetto del più grande soldato mai vissuto. Basta? Nella saga di videogiochi Metal Gear Solid creata da Hideo Kojima, Solidus Snake diventa presidente degli Stati Uniti in modo poco chiaro, grazie alla sua relazione con un’organizzazione segreta, i Patriots, che come in ogni complotto che si rispetti hanno il totale controllo della politica statunitense. Ma quando i Patriots si mettono contro di lui, costringendolo alle dimissioni, Solidus agisce nell’ombra, diventando un terrorista, rapendo il suo successore e minacciando la distruzione di una enorme piattaforma petrolifera (sì, Metal Gear Solid è un videogioco decisamente complicato). Solidus Snake è anche il boss finale di Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty.
 

La testa di Richard Nixon, presidente della Terra, Futurama

Nell’anno 3000, Richard Nixon si sarà ampiamente ripreso dallo scandalo watergate e sarà pronto a diventare di nuovo presidente, stavolta non solo degli Stati Uniti ma dell’intera Terra (il fatto che di Nixon, nell’universo di Futurama, sia rimasta solamente la testa non sembra importare molto a nessuno).
 

Sandro “Pert” Pertini, presidente della repubblica italiana, Pertini partigiano di Andrea Pazienza

Pert è la versione del fumettista italiano Andrea Pazienza di Sandro Pertini, presidente della repubblica nel 1978 e uno dei pochi politici di quegli anni per cui Pazienza aveva stima. Pazienza disegna — oltre a parecchie vignette — alcune bellissime tavole di Pertini partigiano, in cui Paz accompagna il presidente in tutta Italia in missioni (Pertini partigiano nell’oltrepò, Pertini partigiano a Cesena, Pertini partigiano a Chiasso) contro nazisti e fascisti durante la guerra.

Una nota finale, spoiler per chiunque non abbia visto il finale della seconda stagione di House of Cards: sono sicuro che Frank Underwood sarà un grandissimo presidente degli Stati Uniti, forse migliore persino di Jed Bartlet. Non l’ho messo nella lista solo perché, per ora, l’ho visto fare il presidente solo per cinque minuti.