Atm, i dipendenti temono di essere sfruttati durante Expo

Atm, i dipendenti temono di essere sfruttati durante Expo

Alla fine lo sciopero non ci sarà. A deciderlo è stato il prefetto Francesco Paolo Tronca che — con un provvedimento firmato nella tarda serata di lunedì 13 aprile, dopo aver riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica — ha precettato i dipendenti dell’Atm di Milano, revocando di fatto la protesta. Una scelta fatta anche per evitare il rischio caos in seguito all’apertura del Salone del Mobile. Il blocco di otto ore per tram, bus e metro previsto dalle 8:45 fino alle 15 del 14 aprile era stato indetto da Cub Trasporti.

«Se servirà sciopereremo ancora. Anche durante Expo» aveva dichiarato ieri Claudio Signore segretario generale della Confederazione Unitaria di Base, prima di venire a conoscenza della decisione del prefetto. Una presa di posizione netta, diretta a contrastare l’accordo siglato qualche ora prima tra Atm e le principali sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Sama, Orsa) per il potenziamento del servizio di mezzi pubblici durante il periodo di Expo 2015. Ma poco dopo la decisione del Prefetto la replica si fa ancora più dura, e le accuse sono tutte per Pisapia e la sua giunta: “È una grave violazione del diritto di sciopero — si legge sul sito —  che si consuma a poche ore dalla firma di un accordo fortemente contestato dai tranvieri milanesi, che non verrà nemmeno sottoposto a referendum. La Giunta Pisapia, quella dell’ascolto, della rivoluzione arancione e democratica, non sopporta il dissenso ad un accordo che sublima il massimo sfruttamento e affossa il diritto dei lavoratori di decidere sugli accordi che li riguardano. La sinistra milanese assomiglia sempre più alle amministrazioni precedenti nelle modalità di gestione del conflitto sociale, usando gli stessi sistemi autoritari. Infatti, nonostante numerose le richieste della CUB Trasporti il Sindaco Pisapia si è sempre sottratto al confronto”.

Tra l’altro proprio oggi i 132 delegati sindacali dovranno votare l’accordo che prevede gli straordinari durante tutto il periodo della manifestazione universale. Come si legge nel volantino diffuso dalle sigle sindacali di categoria la stipula dell’accordo nasce dalla consapevolezza di affrontare un “semestre di responsabilità che vedrà il personale del Gruppo impegnato, a ogni livello, per l’ottima riuscita della manifestazione più importante a livello nazionale e internazionale”. Un accordo che prevede, sulla base di dieci milioni di investimenti complessivi, l’assunzione di 500 unità entro la fine di maggio 2015, oltre a varie indennità economiche come ad esempio 25 euro in più al mese a titolo di salvaguardia retributiva; una maggiorazione del 10% oltre a quanto previsto contrattualmente per prestazioni rese in straordinario su base volontaria; o ancora un indennizzo di 20 euro mensili per attivazione di nuovi orari.

«L’accordo non prevede quello che avevamo chiesto noi — continua Signore — 500 assunzioni non bastano. Veniamo da una situazione drammatica di carenza del personale, specialmente per quanto riguarda i conducenti. Solo nel deposito che gestisco io mancano 80 persone e così succede in tutti gli altri. Abbiamo dato vita a questa vertenza già un mese fa, culminando con lo sciopero del 30 marzo. Quello che mi domando è perché Atm investa dieci milioni per poi di fatto non assumere a sufficienza». A preoccupare particolarmente il segretario generale di Cub sono i carichi di lavoro eccessivi a cui sarebbero sottoposti, già allo stato attuale, molti conducenti costretti spesso a rimanere alla guida anche per quattordici ore al giorno. «Molti dei nostri dipendenti non riescono ad usufruire di tutte le ferie di cui avrebbero diritto — sottolinea Signore — pensi che l’azienda in certi casi non rilascia permessi nemmeno la donazione del sangue all’Avis. In molti casi si raggiungono anche le venti ore lavorative giornaliere. Con il personale che c’è al momento, Atm non può chiedere ulteriori sacrifici».

«Molti dei nostri dipendenti non riescono ad usufruire di tutte le ferie di cui avrebbero diritto, l’azienda in certi casi non rilascia permessi nemmeno la donazione del sangue all’Avis»

La strada da seguire secondo Cub doveva essere quella di una divisione a metà degli investimenti tra incentivi ed assunzioni, in modo da poter colmare la carenza di organico soprattutto per quanto riguarda la categoria dei conducenti. «Non possiamo lavorare per più di dieci ore al giorno — sottolinea Signore — non dimentichiamoci che dobbiamo sottostare alle regole del codice della strada. Inoltre se dovessero rimanere tali gli accordi, ogni dipendente sarà costretto, nei casi di straordinari, a rinunciare a un sabato o una domenica di riposo che gli spetta per contratto, senza poter essere recuperati considerato che si tratta di esigenze di servizio. A tutto ciò va aggiunto che non si potranno chiedere più di 15 giorni di ferie nei sei mesi dell’Expo, e se si pensa che già in condizioni di “normalità” un dipendente non riesce a smaltire le proprie ferie durante l’anno, si capisce quanto la situazione sia drammatica».

«Il premio finale che verrebbe corrisposto ai lavoratori è davvero ridicolo, stiamo parlando di 83 centesimi al giorno»

Ad essere messe in discussione da parte di Cub Trasporti sono sia le modalità che le cifre dell’accordo, definite — in un comunicato uscito prima che lo sciopero venisse revocato — ai limiti dello sfruttamento, «il premio finale che verrebbe corrisposto ai lavoratori (150 euro, ndr) è davvero ridicolo — conclude Signore —stiamo parlando di 83 centesimi al giorno. Che verranno dati anche ai sindacalisti, nonostante lavorino solo 3 ore al giorno, a cui abbiamo chiesto oltretutto di rifiutare i giorni di permesso sindacale. Infine va ricordato come a votare l’accordo oggi saranno i delegati degli stessi firmatari, mentre non verrà chiesto il parere dei lavoratori sull’accordo attraverso un referendum democratico».

Va detto che l’accordo siglato tra la municipalizzata del Comune e i sindacati nasce all’interno di un tavolo di trattative specifiche per Expo 2015, a cui Cub però non ha voluto partecipare, restando fuori dalla discussione. In ogni caso, interpellata sul tema, Atm ha preferito non rispondere rinviando qualsiasi tipo di commento ufficiale a dopo la firma dell’accordo da parte dei 132 delegati sindacali.  

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