Portineria MilanoIn Campania voti De Luca ma eleggi il suo vice (però non si sa chi è)

In Campania voti De Luca ma eleggi il suo vice (però non si sa chi è)

Vicolo cieco, situazione che non si è mai vista in Italia o nodo di polemiche inestricabili. Ci sono molti modi in cui in queste ore la politica italiana sta definendo il “casino” in Campania a pochi giorni dalla tornata elettorale. La questione Vincenzo De Luca è ormai diventata un caso nazionale. Il candidato del Partito Democratico che sfida Stefano Caldoro mostra tranquillità rispetto al rischio decadenza legato alla legge Severino e alla sentenza della Cassazione, che affida al giudice ordinario e non al Tar il giudizio sulla sospensione. E chiama alla responsabilità lo stesso Matteo Renzi e i vertici democratici. «Renzi ha chiaramente definito la Severino un problema superabile» ha detto ieri l’ex sindaco di Salerno «confermando che chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare». Ma i problemi restano. E il cortocircuito è letale. Se De Luca fosse eletto non potrebbe esercitare le sue funzioni perché proprio il premier, stando alla legge, dovrebbe dichiararne la sospensione in quanto condannato in primo grado per abuso d’ufficio. 

Se De Luca fosse eletto non potrebbe esercitare le sue funzioni perché proprio il premier, stando alla legge, dovrebbe dichiararne la sospensione

L’exit strategy, a quanto pare, non esiste. La possibilità di modificare la Severino non appare percorribile, anche se nel centrodestra si continua a soffiare sul fuoco nel tentativo di venire incontro pure al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, anche lui condannato e interdetto. C’è invece chi propone di formare una giunta cuscinetto, con un vice facente funzioni, sin da subito. Del resto l’insediamento del governo regionale avviene almeno dopo venti giorni dal risultato elettorale. In quello spazio di tempo De Luca e il governo potrebbero trovare qualche soluzione, soprattutto di tipo legislativo sulla questione. Anche perché la sospensione può scattare solo al momento dell’insediamento. In questo caos, al momento, si è scatenata quindi un’altra battaglia, quella sui due possibili vice presidenti, che di fatto potrebbero governare per tutto il mandato. La sfida è tra un deluchiano di ferro come Fulvio Bonavitacola, già vicesindaco a Salerno e assessore ai Trasporti, e Raimondo Pasquino, già rettore dell’Università di Salerno, espressione del mondo della società civile e da sempre vicino all’Udc, anche se fu espulso da Lorenzo Cesa un paio di anni fa. In questo modo in pratica De Luca governerebbe la regione dalla tribuna, come quando gli allenatori di calcio vengono squalificati e lasciano il secondo in panchina. 

Pasquino, intervistato dal Mattino, non si scompone. ««Non c’è ancora una situazione di emergenza istituzionale. Io mi auguro che vinca De Luca e che de Magistris continui nella sua azione di governo. Nessuno mi ha prospettato nulla, non siamo nel momento in cui decidere chi si mette a fare il facente funzione o il vicegovernatore». Ma intanto arrivano le bordate del Financial Times: «È un caso che mostra i limiti dei poteri del leader democratico». E pure quelle di Caldoro: «Dobbiamo avere un presidente il giorno dopo il voto» Emanuele Macaluso, amico dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, esperto di politica nazionale e campagna, è categorico nel suo consueto corsivo: «Com’è possibile, ci si chiede, che un partito molto importante non abbia avuto accortezza e forza politica per capire che si sarebbe arrivati a ferire le istituzioni? Io penso che la vicenda campana possa leggersi in un’ottica più generale. Penso che non sia sufficiente stare al governo e ritenere che da quella postazione si possa decidere e governare su tutto. E senza disporre di un partito che sia nelle condizioni di compiere le scelte più giuste senza subordinarle alla potenza di personaggi locali e di notabili. Vedo che il Pd non è affatto in grado di tirare le conseguenze di questo triste andazzo».