Portineria MilanoLa promessa del Pd: «Il dopo Expo non sarà una colata di cemento»

La promessa del Pd: «Il dopo Expo non sarà una colata di cemento»

«Il dopo Expo non sarà una colata di cemento, i cittadini stiano tranquilli». Pietro Bussolati, segretario del Partito Democratico di Milano spiega a Linkiesta quello che accadrà ai primi di novembre, quando i padiglioni dell’Expo 2015 saranno smantellati, chiuderanno i tornelli, si spegneranno le luci e lo spazio di 500mila metri dovrà trovare una nuova vocazione. Di questo si è iniziato a parlare in un incontro di sabato 23 maggio, con lo stesso Bussolati, l’amministratore delegato Giuseppe Sala e il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. «È uno dei primi incontri con cui ci apriamo alla cittadinanza, ma soprattutto a tutto il mondo produttivo, il dopo Expo è una parte essenziale per la futura Città Metropolitana di Milano. Vogliamo una platea qualificata, per questo sono stati chiamati gli ordini professionali milanesi, dagli avvocati ai commercialisti. Ci interessa che ci sia il settore privato sia coinvolto in questo progetto molto importante»

Eppure sembra che ancora una volta le istituzioni siano in ritardo, proprio come per Expo
Certo sarebbe stato meglio avere giù un progetto pronto, ma come sta andando Expo è la dimostrazione che ce la possiamo fare. E ci sono elementi che ci fanno essere ottimisti, soprattutto per l’intervento del governo: la presenza di Martina è stata ed è fondamentale per risolvere gli attriti tra comune di Milano e regione Lombardia.

Quindi cosà sarà il dopo Expo? Al momento è tutto ancora sulla carta
Tifiamo per la proposta fatta dall’Università Statale di Milano, con un progetto che punta all’innovazione. Certo sarebbe bello avere subito un progetto pronto, ma si può discuterne ancora

Insomma nuovi litigi in vista? Romano Prodi ha proposto una Fao per l’acqua
Intanto c’è uno spazio 500mila metri quadrati da occupare. Non è che una cosa esclude l’altra. Abbiamo prodotto un video dove vengono messe nero su bianco alcune ipotesi di ricercatori su come dovrebbe diventare il nuovo Expo. Vogliamo dimostrare ai cittadini che non sarà una colata di cemento. Ci sono spazi che devono essere tenuti e conservati.

Ma chi mette i soldi? Non è che anche qui c’è il rischio di nuovi problemi e di ulteriori ritardi?
I ritardi di Expo hanno insegnato che poi Milano è riuscita a realizzare le cose. I dati che ci arrivano sono lusinghieri, ovvio non è l’eldorado, ma al momento non credo possiamo lamentarci 

C’è chi la vede diversamente, soprattutto in città c’è chi si lamenta di un indotto ancora basso
Ho visto dei dati che dicono che il volume di affari è in aumento. È ancora presto, siamo a maggio, stiamo aspettando i turisti cinesi che hanno già comprato dei biglietti. Non si può calcolare il successo di Expo su quanti caffè si vendono solo in un giorno. Milano non è Shanghai, sapevamo che non saremmo arrivati a 80 milioni di persone.

Insomma sul dopo Expo lei è convinto che alla fine si riesca a trovare la quadra
C’è un forte interesse per il dopo Expo, ci sono attori da coinvolgere e l’Europa. Il tema è come accedere ai finanziamenti europei 

Si parla di dopo Expo ma ci sono altre realtà fuori da Milano che andrebbero valorizzate e sono in difficoltà. Per esempio il Nerviano Medical Center
Il territorio milanese è molto ricco. Come città metropolitana stiamo lavorando sul piano strategico del territorio, in modo da creare investimenti, rilanciare il mercato e   l’occupazione. Come politica e istituzioni dobbiamo lavorare in quel senso. Ogni volta che una grande città ha ospitato un evento internazionale si creata una nuova governance, questa è la vera eredità di Expo. C’è da sviluppare anche il contenuto stesso dell’esposizione universale, con lo sviluppo della vocazione produttiva della città metropolitana. Partiamo dalla Carta di milano o di combattere la povertà con la Fao. Il mondo Ong è coinvolto. E questo è anche un po’ per rispondere a chi dice che Expo è bello ma privo di contenuti. 

Ci tolga una curiosità, ma alla fine il Partito Democratico quanti biglietti ha venduto
300

Solo?
Abbiamo avuto una pubblicità inaspettata. Non passiamo la giornata a vendere biglietti. In realtà noi volevamo solo promuovere l’evento, pensavamo di venderne un centinaio, ma ne abbiamo venduti di più. 

Ma quindi sono cresciuti anche gli iscritti del Pd?
No, ha acquistato il biglietto chi ha rinnovato la tessera dal 2014 al 2015