Campania, De Luca vince il ricorso. Ma ora litiga con Renzi sulla giunta

Portineria Milano

Campania, De Luca vince il ricorso. Ma ora litiga con Renzi sulla giunta

Vincenzo De Luca vince il ricorso e supera lo scoglio della legge Severino, diventa presidente della regione Campania, ma ora si ritrova una nuova grana da risolvere: la composizione della giunta. Dettaglio non da poco, perché la composizione del governo dell’amministrazione campana sarà fondamentale per capire i rapporti di forza tra lo stesso De Luca e il governo di Matteo Renzi. Per questo motivo da giorni è in atto una battaglia su chi sarà il vicepresidente. Il premier e segretario gradirebbe una donna, nello stile che ha contrassegnato pure le nomine nelle aziende pubbliche, come Emma Margegaglia in Eni. A mediare è sempre Luca Lotti, il deputato che ha costruito la candidatura dell’ex sindaco di Salerno in regione.

A mediare è sempre Luca Lotti, il deputato che ha costruito la candidatura dell’ex sindaco di Salerno in regione

I nomi forti sono quelli di Pina Picierno, europarlamentare e di Assunta Tartaglione, deputato e renzianissima. Ma l’ex primo cittadino salernitano, invece, vorrebbe come suo braccio destro il fedelissimo Fulvio Bonavitacola, deputato, ex vicesindaco di Salerno, vera e propria ombra dello sceriffo che governerà per i prossimi cinque anni a palazzo Santa Lucia. La mediazione potrebbe essere rappresentata dal rettore dell’Università di Salerno Raimondo Pasquino, tra i papabili per la poltrona di vice.  Chi si intende di baruffe napoletane sa che alla fine a capitolare sarà Renzi. Perché di fondo l’incastro per trovare una soluzione condivisa non dipende dal segretario del Pd, quanto da chi ha portato i voti a De Luca per vincere la campagna elettorale. Un nome su tutti è quello di Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco, storico pezzo da novanta della Democrazia Cristiana. Ma lo stesso Umberto Del Basso De Caro, uomo Udc farà sentire il suo peso.  

Insomma tanti, troppi fattori. Anche la prossima campagna elettorale a sindaco di Napoli del 2015, con i maligni che sostengono che a cercare un posto da assessore potrebbe essere pure Gennaro Migliore. Non ci sono poi solo i voti determinati dei centristi, quanto le relazioni con altri importanti esponenti della politica e della società civile campana. Non a caso in lizza per un posto in giunta c’è pure Umberto Ranieri, ex sottosegretario, fedelissimo dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E poi docenti, professori e imprenditori, tutti in prima fila. Da Dario Scalella a Amedeo Lepore, docente di storia economica alla Luiss, fino a Riccardo Realfonzo, economista, oppure a uno studioso di fama come Adriano Giannola. O ancora il generale Carmine De Pascale e l’oncologo irpino Carlo Iannace. Se De Luca dovesse spuntarla sulla vicepresidenza, potrebbe concedere al premier una maggiore rappresentanza «rosa» nella squadra di governo. Per questo, sempre, dalla società civile si fanno i nomi di Marinella de Nigris, dell’imprenditrice Patrizia Boldoni o di Rossella Paliotto.

Non a caso in lizza per un posto in giunta c’è pure Umberto Ranieri, ex sottosegretario, fedelissimo dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

«La sentenza del tribunale di Napoli ci mette in condizione di cominciare pienamente il nostro lavoro amministrativo. È un atto che consente agli elettori di vedere rispettato il loro diritto di scegliere da chi essere governati». ha detto De Luca, ai microfoni del sito on line dell’Unità. «Credo che nei prossimi mesi ci saranno delle cose positive per l’Italia, oltre che per la Campania: arriverà l’immagine di un’altra Campania, un’immagine di una classe dirigente fatta di dignità istituzionale, di concretezza amministrativa e di rigore spartano: si comincia davvero a voltare pagina all’insegna della legalità e della trasparenza».