Soldi finti e insulti: la manager di Uber contestata anche a Roma

Soldi finti e insulti: la manager di Uber contestata anche a Roma

Metti una sera a cena la country manager di Uber Italia Benedetta Arese Lucini e alcuni parlamentari, tra cui ex del Movimento Cinque Stelle, alcuni del Partito Democratico e di Scelta Civica. Aggiungi il blitz dei tassisti di Roma con lancio di dollari e avrai l’ennesima protesta contro l’applicazione nata nel 2009 negli Stati Uniti, che consente di rintracciare e noleggiare tramite smartphone un’auto con conducente. Nonostante il blocco e l’inibizione del servizio Uber Pop in Italia, deciso dal Tribunale di Milano, le proteste dei taxisti continuano. L’incontro tra la Arese Lucini e alcuni politici è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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«Venduti, volete distruggerci», hanno urlano i tassisti. A condannare la cena il capogruppo della Lega Nord al Senato Gian Marco Centinaio e il suo vice Stefano Candiani: «Abbiamo assistito per caso alla rivolta dei taxisti in centro a Roma. Oggetto della protesta la cena carbonara organizzata dall’amministratore delegato di Uber con politici bipartisan, c’era il Pd, Area Popolare, il M5S e anche il gruppo misto. A noi non sembra normale sedersi al tavolo con il rappresentante di una società il cui servizio è stato per due volte ritenuto illegale da un tribunale. Vogliamo sapere cosa hanno garantito a Uber. Noi invece continuano a garantire sostegno ai taxisti che lavorano onestamente pagando tasse e licenze. Noi restiamo orgogliosamente dalla parte della legalità. Gli altri?». 

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Alessandro Genovese, segretario nazionale dell’Unione Generale del Lavoro (UGL) – sindacato di destra molto vicino ai taxisti e contro la liberalizzazione delle licenze e dei servizi di noleggio con conducente – ha dichiarato, dopo l’incontro tra Uber e i parlamentari: «Stranamente sono stati depositati degli emendamenti da parte di diversi parlamentari che convergono su un testo molto simile, poco prima della chiusura della presentazione degli emendamenti sul ddl concorrenza. Pare proprio che dietro tutto questo ci sia una regia. La cena della Arese Lucini con alcuni parlamentari della Repubblica pare confermare questo sospetto». 

Non è la prima volta che la manager di Uber è oggetto di intimidazioni da parte dai conducenti di taxi. Pochi mesi fa, a Milano, un cartello è stato appeso ai fili della corrente elettrica di fronte all’abitazione della manager. La comparsa del poster – condito di insulti a lei e all’assessore alla mobilità del Comune di Milano, Pierfrancesco Mara, e dell’indicazione dell’indirizzo di residenza della manager – non è il solo attacco che la donna ha subito negli ultimi mesi. Le colonnine gialle dei taxi milanesi già da tempo sono tappezzate con la faccia di Benedetta Arese Lucini, apostrofata come “Maledetta.

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