Cantina Villa Colle: alla scoperta del più antico autoctono abruzzese

Cantina Villa Colle: alla scoperta del più antico autoctono abruzzese

Ogni vino ha una sua storia, ma quella che Villa Colle (Az. Agr. Cornacchia Francesca) ha saputo regalarci sul suo Iuaria è davvero antica e avvincente. Per narrare le alterne vicende del più arcaico vitigno autoctono abruzzese, riscoperto da Mauro Scarpone circa otto anni fa nel comune di Torricella Sicura, dobbiamo viaggiare indietro nel tempo per oltre un millennio.

Una storia in cui sacro e profano, realtà e leggenda, sono indissolubilmente legate. Una vicenda intrigante, nel passato di un vino di qualità autentica, che Foodscovery non poteva ignorare.

È il 1532 e siamo nel monastero di San Giovanni Scorzone. Dalle vicine vigne, i contadini ricavano un vino dal gusto straordinario: Iuaria, «l’elisir per la redenzione e la salvezza»

È il 1532 e siamo nel monastero di San Giovanni Scorzone. Dalle vicine vigne, i contadini ricavano un vino dal gusto straordinario: Iuaria, «l’elisir per la redenzione e la salvezza». Un rosso molto amato dalle suore, che non si limitano tuttavia a berlo durante le funzioni religiose e sembra che proprio per questo di lì a poco Clemente VII abbia fatto chiudere il monastero. Tuttora non è certo cosa abbia spinto il Papa a prendere questa decisione, ma si dice che in qualche modo la scelta avesse a che fare con gli eccezionali “rapimenti mistici e sensuali” che quel vino produceva su suore e preti del posto.

Lo Iuaria è un vino rosso scuro tendente al nero, dalle gustose note fruttate. Al naso risultano prevalenti i rimandi a piccoli frutti rossi, con leggere note speziate

Fin qui la leggenda; ora torniamo ai giorni nostri. Nel panorama mozzafiato del Parco Nazionale del Gran Sasso, seguendo i ricordi degli anziani del posto, Mauro Scarpone fa una scoperta: quel vitigno che si credeva ormai estinto è ancora presente sul territorio. Dopo attente analisi da parte di esperti di viticoltura, si è giunti alla conclusione che si tratta di una varietà antica di Gaglioppo, un vitigno risalente addirittura al 1011.

Lo Iuaria è un vino rosso scuro tendente al nero, dalle gustose note fruttate. Al naso risultano prevalenti i rimandi a piccoli frutti rossi, con leggere note speziate. Forte, secco e appagante, all’ingresso in bocca risulta un vino di grande impatto.

Questa riscoperta ha permesso a Mauro Scarpone e alla sua azienda di riprendere il filo di un tradizione che si perde nella notte dei tempi, tornando a produrre un vino dal sapore antico e dimostrando quanto l’innovazione, per potersi realizzare, debba necessariamente fare i conti con il passato.

Costantemente impegnata nella coltivazione e nella valorizzazione di varietà di vite ormai estinte, l’ Azienda Agricola Cornacchia produce vini in cui passato, presente e futuro dialogano tra loro in maniera assolutamente originale, dando vita a nettari di eccellente qualità.

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